mercoledì 13 aprile 2016

Di libri vecchi e nuovi: Dresden Files #1: Storm Front - Jim Butcher e una segnalazione

... Anzi, a dispetto del titolo di questo post, prima la segnalazione, poi il resto.

Ta-daaa!


Gainsworth, un editore con i contro*** se ce n'è uno, pubblica un sacco di roba bella, ma questa è davvero la ciliegina sulla torta: il nuovo romanzo di Luca Tarenzi. Titolo fighissimo, Di metallo e stelle - L'apprendista di Leonardo, contenuto ancora di più (sì, io l'ho già letto *muahuahuah*). Ambientazione: il Castello Sforzesco di Milano sotto assedio nel 1499. E sì, Leonardo è quel Leonardo... Per ora non vi dico di più, ma segnatevi la data: 12 maggio 2016. E comunque - presto i dettagli - ci si vede tutti quanti al Salone di Torino... ;-)

La seconda parte del post, invece, è dedicata a un romanzo ormai di diversi anni fa, che trovate solo in inglese ma che merita di venire riscoperto; una lettura che avevo in lista da tempo e che finalmente ho recuperato. Trattasi di Storm front, primo dei numerosi Dresden Files di Jim Butcher: protagonista Harry Dresden, mago che, in caso di guai, potete contattare consultando l'elenco telefonico di Chicago... Piccolo grande classico dell'urban fantasy, tra demoni a piede libero, incantesimi truculenti, indagini e - EVVIVA - un po' di sano umorismo, Jim Butcher è uno di quegli autori fondamentali se siete interessati al genere. (Sì, lo ripeto: solo in inglese. Mai arrivato in Italia, almeno non con questa serie). Le strade della città si riempiono di cose strane e la voce di Dresden vi narra in prima persona quanti guai deve affrontare per sconfiggere i cattivi, camminare in equilibrio tra leggi umane e quelle della magia, affrontare gli elettrodomestici che inevitabilmente saltano in sua presenza (magia e strumenti elettrici non vanno d'accordo, pare)... e be', per pagare l'affitto. Anche un  mago deve mangiare.
Fa quasi tenerezza leggere questo romanzo dopo aver letto Jim Hines, che ha portato il genere al livello del capolavoro: qui c'è, divertente, ben narrato, scorrevole - tutto quello che Hines renderà profondo, straordinariamente ben narrato e avvincente da togliere il fiato. Non farò spoiler, ma vi dico una cosa: io che non amo impelagarmi in saghe infinite, i Dresden Files me li berrò tutti, prossimamente. Dategli una chance anche voi, Harry Dresden è un tipo che ne ha, da raccontare.

lunedì 4 aprile 2016

What we do in the shadows

La mia adorata Socia Alessia meriterà per sempre eterna gratitudine per avermi passato questo gioiellino di film. Visto con sommo godimento pochi giorni fa, tengo a segnalarvelo: fatevi un favore e recuperatelo (ovviamente in Italia non esiste. Santa Internet vi consentirà di trovare la versione inglese, ottima per gustarvi gli accenti mitteleuropei-o-giù-di-lì dei personaggi principali, con i sottotitoli).

Che cos'è What we do in the shadows? Una delizia per chiunque abbia mai apprezzato il folklore vampirico e tutto quello che ci sta intorno - arte, film, libri, giochi di ruolo. Mockumentary che segue alcuni mesi di vita di un gruppo di vampiri che convivono in una grande casa, a Wellington, in nuova Zelanda. Ognuno di loro corrisponde a un "tipo" vampirico che gli appassionati riconosceranno immediatamente: Viago il dandy, Vladislav equivalente del feroce Vlad Tepes/Dracula (rispettivamente Taika Waititi e Jemaine Clement, anche co-registi del film), Petyr bestiale Nosferatu con oltre ottocento anni sulle spalle, che si esprime solo a sibili, e il "bad boy" moderno Deacon. A loro si aggiungerà un novellino fin troppo entusiasta e l'umano Stu, esperto di computer amato da tutti. Ma farà la sua comparsa anche un gruppo di lupi mannari...

Era dai tempi di Shaun of the dead che non mi trovavo a guardare una "horror comedy" così geniale e ben costruita: niente volgarità gratuite come nelle commediotte italiane o americane più becere, solo una rielaborazione intelligente ed esilarante di tutti i tòpoi del genere vampirico: per me, oro puro. C'è di tutto: l'inconveniente di azzannare per sbaglio una giugulare con conseguente schizzo di sangue senza controllo che macchia ovunque, gli schiavi umani ammaliati dai poteri telepatici dei vampiri che promettono loro la vita eterna, la seduzione, lo scontro con la tecnologia moderna... Avrete solo l'imbarazzo della scelta, quando dovrete selezionare il vostro momento preferito,  ma quel che è certo è che ho iniziato a ridere al prologo e non ho più smesso. Personalmente, per la cronaca, la bat fight! mi ha piegata in due...
E se anche non siete fan del genere "fintodocumentaristico", tranquilli: niente telecamere così tremolanti da farvi venire il vomito, niente approssimazione, costumi, effetti speciali, recitazione più che curati.
E adesso aspetto con ansia il seguito, We're wolves... (esiste un Oscar per il miglior titolo?) E nello scoprire che Taika Waititi, che vi sorride qua sotto dall'anteprima del trailer, sarà anche il regista di Thor: Ragnarok, aspetto anche questo con ancora maggiore anticipazione.

Qui sotto il trailer. Leggete anche la recensione della carissima Bolla, come sempre assai meritevole.