lunedì 22 febbraio 2016

Blessed be

Questo è un periodo pieno, pienissimo, come vi sarete accorti dalla latitanza su questi lidi. La cosa buona è che è pieno di cose belle, oltre che di lavoro, e anche di lavori belli, quindi non mi lamento affatto. Anzi...
Anzi, c'è un'unica cosa che posso dire, oggi, 22 febbraio, un anno e due giorni dopo il mio trasloco ad Arona e 34 anni dopo essere venuta al mondo, in una notte buia e tempestosa degna di Snoopy: truly I am blessed.

34 anni sono tanti e pochi insieme. Conta poco la cifra, in fondo, però, perché continuo a sentirmi irrimediabilmente adolescente - e ci tengo: "diventare adulti" porta i vantaggi dell'esperienza, ma questo non impedisce di essere forever young nello spirito. Ed è quella la vita che voglio: con una birra di troppo quando mi va, tenendomi stretta la mia follia, con il calore di un abbraccio per riposare e i piedi allenati per viaggiare.

E allora non importano i problemi, non importano le incertezze, non importa nemmeno la stanchezza, che, in certi momenti, è davvero tanta. Importa quell'affetto che mi circonda, importano le storie che chiedono di essere raccontate, importa il rifugio sicuro dove riposare, affilare la spada e prepararsi alla prossima battaglia; importa il calore che tante, tante persone mi danno, senza se e senza ma, incomprensibile e unico.

E così grazie, a tutti voi, per gli auguri che mi stanno sommergendo in queste ore, per gli abbracci, le parole, i pensieri. Per delle rose bianche inaspettate e graditissime. Per le tante benedizioni che non so cosa ho fatto per meritare. Grazie, grazie, grazie... e alla prossima storia <3

On air:
The Shins, Simple song

(Questa era troppo splendida per non postarla... grazie a Giuseppina Glorioso per la fanart e per il costante e strenuo supporto! <3 )

giovedì 11 febbraio 2016

10 - anzi, 11 - buoni motivi per amare Galavant

Galavant è una "comedy  extravaganza"... una serie tv di ambientazione medieval-fantastica infarcita di canzoni. Potrebbe sembrare peggio di una tortura medieval-reale, detta così... ma aggiungeteci umorismo e ironia a palate, cliché sovvertiti, personaggi indimenticabili, idee a volontà e una scrittura dannatamente buona (penso al finale della seconda stagione, per esempio, che in venti minuti riesce a essere sommamente divertente e altrettanto epico). Con in più un po' di sana cattiveria qua e là. Sperando che alle due stagioni che mi hanno spinto a scrivere questo post se ne aggiunga una terza... (mannaggia al mondo che non comprende la grandezza di questa serie... incrociamo le dita per il rinnovo!) Intanto, vi consiglio di volervi bene e recuperare questa serie.
Schematicamente, ecco perché:

11 - A hero known as Galavaaant! E ora provate a togliervela dalla testa. (E no, la trama non è affatto quella del tipico "eroe salva la sua bella rapita da re cattivo". Oh, no...)

10 - Anche il capo degli scagnozzi del re è qualcosa di più di un bruto picchiatore violento. E noi lo amiamo.

9 - Le fanciulle da salvare non sono più come una volta.

8 - I monaci cantano, ma sono guidati da Weird Al Yankovic

7 - La prima stagione è bella, ma la seconda è bellerrima *_*

6 - Very small giants. E  very tall dwarves. (E Nick Frost! Nick Frost!!!)

King Richard e Tad Cooper. Mentre fingono di essere
un uomo del XXI secolo e una semplice lucertola
5 - I cattivi fanno un doppio lavoro. Tutti devono sbarcare il lunario, si sa. E se il perfido mago/wedding planner fa paura, non oso pensare come sarà il malvagio stregone/fashion designer...

4 - Non guarderete mai più le foreste allo stesso modo. Non ho ancora deciso se ho amato di più quella Incantata o quella delle Coincidenze. Ma le adoro entrambe.

3 - Let's do the D'DeW!

2 - King Richard. Antagonista prima, spalla dell'eroe poi, e infine eroe e basta. Non dico di più, se non che il suo percorso è probabilmente il più bello dell'intera serie. Se alla fine della seconda stagione ancora non tiferete per lui, siete brutte persone.

1 - Tad Cooper. TAD COOPER. Non guarderete più nessun rettile allo stesso modo.


lunedì 8 febbraio 2016

Back again

Da Pinterest
Reduce da un week end di stacco dai pensieri e dal lavoro - e ci voleva, oh se ci voleva -, mi ritrovo al lunedì mattina ovviamente catapultata in un turbinio di millemila impegni e "cose da fare" - che si aggiungono proprio mentre scrivo queste righe.
Sono giorni azzurri, l'ho detto nell'altro post. Giorni in cui chiacchierando e facendo brainstorming (oh, quanto amo le lunghe chiacchierate di brainstorming) si sistemano trame nuove; giorni in cui si pensa a quelle in corso; giorni in cui ho calcolato di avere almeno sette romanzi in coda di scrittura, oltre a quello in stesura al momento. Non so come andrà il futuro, ma di sicuro non mi mancheranno le storie da raccontare, per un bel po'...
Mi rendo conto che la mia mente è divisa in diagonale da una linea frastagliata, a sinistra della quale si trovano infinite sfumature di colori che farebbero invidia a un trip allucinogeno, mentre a destra stanno loro - le ombre, le voci, gli artigli. E la linea si muove e l'equilibrio si sposta di continuo, e di continuo occorre restare a piedi fermi e spada sguainata a difendere quel confine, a impedire che le ombre si diffondano troppo. Sarebbe bello conquistare un pezzo dopo l'altro anche il loro territorio, ma non è facile... ci si prova, comunque.

Prima di rituffarmi in questa nuova settimana, però, condivido con estremo piacere una nuova interessante realtà, The Transilvania Project, nonché il suo concorso per racconti di genere weird, gotico, fantastico, horror, urban-fantasy, steampunk (e qualsiasi mescolanza tra gli stessi vi venga in mente). Il concorso è organizzato da una tipa tosta come Erica del blog La Leggivendola. Incidentalmente, tra i valutatori dei racconti ci siamo pure io e Luca Tarenzi. Lo sapete, quando si sfiora l'argomento vampiri e tutti i correlati (lande transilvane, impalatori e affini) io non resisto...
Aspettiamo di leggervi, insomma! Seguite il link per tutti i dettagli.

On air:
Folkstone, Mercanti anonimi

mercoledì 3 febbraio 2016

Luce

Scusate la latitanza di questi giorni, pieni più di quanto avessi previsto. Ho bisogno di staccare un poco da tutto, adesso, per ricaricare almeno per qualche giorno le batterie e ripartire la prossima settimana con le tremila cose in corso d'opera. Perciò, visto che abbiamo appena passato Imbolc - che è luce, i primi fiori che spuntano, candore e dolcezza del latte, pulizie in preparazione della primavera - mi prenderò un po' di tempo per meditare, radunare le forze e riordinare i progetti, in attesa delle tante risposte che aspetto. Questo inizio anno non è stato semplicissimo e ha avuto alcune giornate stancanti, ma sono contenta di aver letto, di aver scritto, di aver passato anche momenti belli e dolci. Febbraio per me è sempre stato un mese speciale, e si accorda con le mie sensazioni (questo è un periodo "lunare" per me; un periodo bianco e azzurro, un periodo di sogni e messaggi). Vorrei già vedere quei primi fiori, questo mese. Vorrei che l'aria nuova e pulita allontanasse la polvere, che la luce scacciasse le ombre che non riesco a sconfiggere, che posso solo mettere a tacere e relegare da parte, e che ogni tanto mi azzannano comunque (every demon wants its pound of flash).

E si scrive, naturalmente. Punto uno: ho concluso la prima parte del progetto in corso, ma mi sono un po' fermata nell'ultima settimana; dalla prossima si riprende con la seconda parte (che sarà breve, ma ancora non mi sono chiare tutte le dinamiche) e quindi con la terza e ultima (la più lunga e la più... feroce, oltre che complicata). Sono contenta di aver scritto a gennaio più di quel che avessi fatto nei mesi precedenti, però, e sono contenta che... be', le cose nella storia hanno iniziato a farsi serie (leggi: ho cominciato a uccidere personaggi). E pur con tutti i dubbi che ho e l'enorme "chissà" dietro a tutto quanto, ho deciso che finirò il libro e porca di quella pupazza, sarà così.
Punto due: a parte questo, è giunta out of the blue una nuova trama, del tutto diversa dalle cose che scrivo di solito. Una nuova trama già bell'e che pronta dall'inizio alla fine, nonostante debba ancora chiarirmi certi punti; qualcosa per un libro che dovrebbe essere breve ma grazioso, e che è balzato in cima alla lista dei progetti cui metterò mano concluso il libro di cui vi parlavo prima. Idealmente, potrei tranquillamente finire uno entro l'estate e scrivere l'altro nella seconda metà del 2016, ma, as usual, tutto dipende dagli impegni. Tuttavia, ho delle buone "vibrazioni" per questo romanzino, nonostante come detto sia così insolito per me. Vedremo.
Punto tre: ho in mente cose malvagissime in ambito urban fantasy. Che, vaffanculo a tutto, resta il mio più grande amore. I miei personaggi preferiti, che ho maltrattato tantissimo di recente, non sanno ancora cosa li aspetta...

Buona luce a tutti voi, dunque. E a presto!


Immagine da Pinterest.