lunedì 30 novembre 2015

Di violenza e d'amore

La settimana scorsa, il 25 novembre, c'è stata la Giornata contro la violenza sulle donne. Parole, immagini, gesti, simbolici o concreti, che hanno riempito internet così come i giornali e le televisioni. Ho meditato se scrivere qualcosa anch'io, ho esitato, e alla fine lo faccio ora: adesso che l'eco delle frasi di circostanza si è spento, che i fiori donati per l'occasione sono appassiti, che tutti hanno voltato pagina e via, al massimo si ripescherà un po' di retorica per il prossimo 8 marzo.

No, non voglio dire che quella "Giornata" sia stata inutile, o non andasse fatta. Anzi. Piuttosto è triste che ce ne sia ancora bisogno oggi, nel 2015, ma questo non è un buon motivo per rassegnarsi, alzare le spalle e dire "tanto non serve a nulla".
La verità, però, è che esito anche adesso, mentre cerco le parole giuste.
E allora proverò a farlo con un racconto.

...

So di essere fortunata. Non faccio parte di quella schiera di donne costrette a portare occhiali da sole o maglioni a collo alto per nascondere i lividi. E non ho mai conosciuto l'orrore di uno stupro, o di un'aggressione da parte di uno sconosciuto in un vicolo.
Ma ho incontrato la violenza.
Basta una volta. Bastano uno, due pugni dati in sequenza per un eccesso di rabbia. Ed è come gettare un cerino in una tanica di benzina.
Qualcosa esplode dentro di te, e dopo lascia cenere.

Prima viene lo stordimento. Non può essere accaduto davvero, no? Sei stupita. I violenti sono altri, non "lui". Che magari si scusa e ti dice quanto sta male per quello che ha fatto. Certo, è stato solo un episodio. Non accadrà mai più. Ti fa male il volto, lì vicino allo zigomo, per qualche giorno, ma non sono stati pugni così forti, vero? Niente enormi lividi né sangue. Si può dimenticare.
E in fondo - eccolo il pensiero che ti sussurra alle orecchie - è stata colpa tua, no?
Tu lo hai fatto arrabbiare come al solito.
Tu sei stata stupida come al solito.
Tu non vali abbastanza, non sei abbastanza.
E se un'altra voce ti dice che tutta la colla, lo scotch, le bende, i legacci del mondo non basteranno a tenere insieme quel qualcosa che in te si è spezzato, tu la ignori. Perché hai paura dell'ignoto, di quello che dirà la gente, di stravolgere la tua intera vita. Magari ci sono di mezzo i figli. Magari hai cento altri motivi per esitare. Magari lo ami, ancora, o ne sei convinta, o ricordi quando lo amavi.

Così volti pagina. Un poco per volta dimentichi - in superficie. Ci sono altri momenti belli, altre cose da fare, altri impegni. Il tempo passa. La tua mente scolora i dettagli - oh, non immaginate quanto sia brava, la mente, a cancellare quello che fa male.
Poi si litiga, e tu ti rendi conto di avere paura.

No, no, non accade più nulla, per carità. Quegli uno, due pugni rapidi restano un episodio che non si ripete.
Ma lui urla.
Lui si rende conto che hai paura.
Lui ti dà la colpa
(lo hai fatto arrabbiare come al solito
sei stata stupida come al solito
non vali abbastanza, non sei
abbastanza)
Alza la voce. Gli s'infiamma lo sguardo.
Solleva una mano.

Tutto qui. Non ti colpisce. Ma c'è quello scatto - il braccio che si solleva, un passo avanti veloce. E tu indietreggi e ti si chiude la gola e ti proteggi la testa con le braccia. Sì, è solo un attimo, si sta discutendo, si litiga, magari riesci anche a rispondere, a difendere le tue ragioni.
Ma quell'attimo - quel proteggersi la testa con le braccia - ha fatto divampare di nuovo il fuoco.

Solo una volta. Una reazione istintiva. Lui non ti ha sfiorato. Tu sei la solita stupida. Ma ti senti umiliata dalla tua paura. E peggio ancora ti rendi conto, quando quell'unica volta è diventata due, e tre, e quattro... ti rendi conto che lui lo sa.
Sa che hai paura, e non ha nemmeno bisogno di essere "violento".
Gli basta alzare il braccio di scatto. Fare un passo avanti e sovrastarti con la sua altezza, con il suo corpo, con quello sguardo che diventa di pietra. Gli basta urlarti addosso un po'. E tu cedi. E tu ti proteggi la testa con le braccia e ingoi le lacrime.
E tu ti spegni, ogni giorno un po' di più, e ogni giorno un po' di più diventa difficile reagire, pensare di buttare tutto all'aria e rifarti una vita, perfino illuderti che "lui cambierà".

Ecco com'è, la violenza. Non sempre appariscente, non sempre ripetuta, non sempre eclatante. La violenza è un episodio. La violenza è la belva che fiuta la tua paura - e sa come sfruttarla per controllarti, per piegarti, per sovrastarti. La violenza è magari un uomo che, diamine!, a parole vi dirà certo, la violenza sulle donne è sbagliata! Non si picchiano le donne!
E se è capitato è solo un caso, sei tu che lo hai fatto uscire fuori dai gangheri. Lui, poverino, ti ha chiesto così tanto scusa...

Ecco, forse era questo che volevo dire. Un episodio non è mai "un episodio". E non serve nemmeno, in realtà: la violenza sono le urla. Sono gli insulti. Sono i ricatti morali che sfruttano i tuoi sensi di colpa, le tue insicurezze.
Ma c'è anche un'altra cosa che posso dirvi: di tutta quella paura ci si può liberare.

Smettetela di dirvi che siete deboli perché non riuscite a mandare affanculo la persona che vi fa stare male. E smettetela di dirvi, quando finalmente ci riuscirete, che avreste dovuto farlo prima. Smettetela di sentirvi in colpa per avergli permesso di trattarvi così (sì, succede anche questo, e sapere che è assurdo non lo rende meno reale). Se siete deboli, se siete troppo gentili, se siete dolci, questo non autorizza nessun fottuto stronzo ad approfittarne. Se non siete capaci di urlare più forte - magari, che idea!, pensate che il dialogo sia meglio delle urla - non è colpa vostra.

Sì, occorrerà coraggio. Occorrerà saltare nel buio, magari, e ci saranno le notti in lacrime e mille nuove paure, la nostalgia e quelle voci che vi ripetono quanto siete sempre e solo "sbagliate" - non siete abbastanza, mai abbastanza.
Occorrerà che mandiate affanculo anche tutte quelle voci.
Chi vi vuole bene non vi fa paura. Non si approfitta del vostro affetto. E gli amici, i genitori, i parenti che davvero vi vogliono bene vi sosterranno. Vi stupirete di come vi aiuteranno.
Avrete la tentazione di indossare una corazza e brandire una spada per proteggere voi e il vostro cuore. Crederete che non esisterà più l'amore, per voi, e vi butterete sui figli, se ne avete, sul lavoro, su ciò che vi piace. Non vi dirò di non farlo: è inevitabile, e per un po' perfino giusto che sia così.
Ma vi dico: abbiate fede.
Perché ci penserà la vita - un pochino a ogni giorno che passa, a ogni mese, a ogni anno - a dimostrarvi che non è tutto finito. Vivrete passioni e libertà, sesso e viaggi e mille scoperte. userete spada e corazza per conquistare il vostro posto nel mondo.
E quando meno ve lo aspettate magari incontrerete di nuovo l'amore - quello giusto, finalmente.
Quello che non urlerà.
Quello che non dirà mai sei stupida.
Quello a cui regalerete il vostro cuore prima ancora di accorgervi che vi siete sfilate la corazza.
Quello che, quando vi abbraccerà, vi farà sentire che sta tenendo stretto a sé un tesoro.


lunedì 23 novembre 2015

Unspeakable

Da Pinterest
Giorni strani.
Divisi tra "cambia tutto" e "non cambia nulla".  Tra la vita vera - divisa tra lavoro e persone care, tra letture e gelati in compagnia, tra il lieve montare della frenesia natalizia e le temperature che calano - e quella in altri mondi. Mondi di storie, a fatica (troppa sfiducia per avvertirne la magia, in questo periodo, in attesa di sapere che accadrà) e mondi di dèi, spiriti, stelle e alberi.
Voglio colori, oggi.
Acutamente consapevole di quanto veloce scorra il tempo. Di scelte e percorsi da seguire, di rinunce e sentieri non imboccati.
Settimane che trascorrono rapidissime e dense tanto da sembrare allo stesso tempo lunghe il doppio.
Su tutto, il calore di abbracci come rami di alberi che proteggono da ogni gelo.
L'universo parla, e io viaggio - un po' a passi incerti, un po' volando. Con qualche lacrima e qualche brivido, con passione e baci intensi tanto da divorarsi. Termine di un lungo, lungo viaggio, inizio di un altro così tanto desiderato.
Forever young.
Ora lo so.

On air:

giovedì 19 novembre 2015

Dreams come true (under the Moonspell)

"Una bambina di quattro anni di ritorno da Gardaland". Così sono stata definita, per il sorrisone che avevo, quando sono uscita dal Colony di Brescia, ieri nel tardo pomeriggio.
Già, nel tardo pomeriggio, anche se sarei ritornata dopo un paio d'ore per il vero e proprio concerto: Moonspell. Saldamente nella mia top five delle band che amo di più e che più mi hanno cambiato la vita e influenzato anche come scrittrice. E che ci facevo al Colony prima?
Be'...


A qualcuno di voi la foto non dirà nulla, ma per me ha un significato immenso. Non posso nemmeno iniziare a spiegare l'emozione che è stata poter chiacchierare per una mezz'ora con Fernando Ribeiro dei Moonspell, cantante, poeta, uomo colto, intelligente, gentile e carismatico come pochi, leader di una delle band che più hanno segnato la mia vita. E ispirato le mie storie: uno dei protagonisti dei prossimi libri che spero di farvi leggere ha il suo volto, la sua voce... libri scritti ascoltando a ripetizione i suoi dischi.
Immaginate cosa vuol dire spiegare tutto questo alla persona senza la quale forse tre romanzi - una enorme fetta della mia vita da scrittrice - non sarebbero così come sono? Sapere che potrò contattarlo per fargli avere quei libri, quando usciranno?

Stavolta non racconterò nemmeno il concerto (splendido). L'emozione di sentire dal vivo Domina (che mi commuove ogni volta). Tornare a casa con un sacco di trofei (li vedete in foto: poster firmato con dedica, pass, maglietta speciale, perfino la bacchetta del batterista). Trovate la (insolita: vecchi classici, canzoni dall'ultimo, splendido Extinct, ma anche pezzi che non mi aspettavo) setlist qui, e il mio racconto del concerto visto questa primavera qui.
Stavolta è stato più di uno show, ed è stato più di una foto con un musicista scattata al volo (quelle si fanno con relativa facilità e ne ho più di una). Si è trattato di passare del tempo a parlarci. Si è trattato di esprimere la mia gratitudine e la mia ammirazione a un uomo la cui voce fa imprescindibilmente parte della colonna sonora della mia vita.
Si è trattato di un sogno diventato realtà.


lunedì 16 novembre 2015

1...2...3... Fight!

Salve a tutti! Vi ricordo che stasera e domani si svolgerà l'edizione di Minuti Contati che mi vede come guest: se volete partecipare, potrete scegliere una delle due serate e sfidarvi a scrivere un racconto-lampo su un tema a mia scelta. Indizi? Tutto top secret, finora... posso solo dirvi che riguardano argomenti trattati nel mio racconto In time of need, una sorta di prequel di Angelize, storia che potete leggere sul sito di Minuti Contati a questo link. No, non vi chiederò di scrivere di angeli, però ;-)
I ragazzi dell'organizzazione sono stati così fantastici, poi, da inondare il web di immagini promozionali, come quella che vedete qui sopra, e trailer (questo, veramente figo *_*). Se volete, potete anche leggere le quattro chiacchiere che  ho fatto con loro a questo link. E grazie a tutti i siti che hanno parlato dell'evento (come Fantasy Magazine).

Pronti a partire? Non vedo l'ora di leggere i vostri racconti!

sabato 14 novembre 2015

mercoledì 11 novembre 2015

Minuti Contati: racconti all'ultimo secondo... e un racconto da leggere on line

Conoscete http://www.minuticontati.com? Ecco una buona occasione per farlo: racconti lampo si sfidano su due temi scelti da me e io avrò l'occasione di leggere e valutare i migliori... partecipate numerosi! Per farlo visitate il sito e scrivete le istruzioni: il 16 e il 17 novembre verranno svelati gli argomenti, su cui dovresti scrivere un racconto "in diretta". Dopo una prima scrematura, leggerò i migliori e stenderò la classifica.

Come antipasto, a questo link potete leggere un mio racconto: una storia che da tempo volevo rendere disponibile on line, perché si tratta di quella che ha dato origine, nel 2010, ad Angelize. Sto parlando di In time of need, apparso nell'antologia Stirpe angelica. Contiene in embrione l'idea alla base del romanzo e anche un "protoHaniel", la prima versione del personaggio che poi è diventato uno dei protagonisti del romanzo. Se vi va di leggerlo, seguite il link! E se volete partecipare al concorso... sappiate che ho scelto questa storia anche perché contiene qualche indizio sui due temi che ho proposto ;-) Ma no, NON si tratta di "angeli" ^___^

E naturalmente, grazie ai ragazzi dell'organizzazione per avermi voluto coinvolgere in questa esperienza!

On air:
La colonna sonora di In time of need, naturalmente: Within Temptation, Angels




lunedì 9 novembre 2015

Da un anno all'altro: Lucca Comics & Games 2015

C'è voluto un po' per riprendersi da Lucca Comics.
Come i cosplayer che l'anno scorso, vestiti da soldati, arrancavano domenica mattina, stanchi per la battaglia, anch'io sono tornata distrutta come un reduce.
Ma con mille immagini nella memoria, mille bei ricordi.

Questa Lucca è stata più complicata e impegnativa di quella dell'anno scorso, e l'ho vissuta con emozioni diverse, complice anche un futuro che ancora non riesco a prevedere. Si è trattata anche di una Lucca di prime volte: per la prima volta ho azzardato un mezzo cosplay - che non avrà riconosciuto quasi nessuno (a parte la mitiva Leggivendola che troverete citata tra poco), ma d'altronde in pochi avevano colto perfino il cosplay di Luca che era molto più evidente... - con mantello nero, maschera e piume di corvo, abiti gotici: una Morrigan moderna. E devo ammettere che è stato divertente: sono entrata nel tunnel, ahimè, e anche se dubito che avrò la dedizione dei veri cosplayer, magari qualche altro tentativo lo farò.
Per la prima volta, poi, ho tenuto un educational, in coppia con Luca (ne ha scritto la già citata e mitica Leggivendola, al cui post rimando), un'esperienza divertente che ha permesso di coinvolgere i partecipanti in discussioni interessanti: spero ci sia l'occasione di rifarlo presto. E sempre per la prima volta ho partecipato a un panel sul fantasy italiano organizzato da Gainsworth (che ringrazio per tanti motivi), insieme a tanti amici: lo vedete nella foto qui a destra, nell'ordine, da sinistra, ci siamo io, Luca Tarenzi, Andrea Atzori, Gisella Laterza, Fabio Attoli di Origami. Un gradito ritorno è stato poi quello ai microfoni di Fantasy On Air, ormai una tradizione.

Sì, è stata anche una Lucca strana, con il solito pubblico esuberante, senza però che diventasse impossibile avanzare tra la folla o tra gli stand come un anno fa. Ed è stato un week end di incontri con gli amici e di nuove conoscenze. Di cose su cui meditare e di risoluzioni. Come sempre, è stato il week end di Samhain: l'inizio di un nuovo anno, di un nuovo ciclo. Ancora non so cosa si preannunci all'orizzonte: spero che certe cose non cambino e che per altre si aprano nuove prospettive, si faccia chiarezza, si prosegua il cammino. Le stelle cadenti nel cielo della Toscana mi hanno sorriso, speriamo che gli dèi ascoltino.
E un passo alla volta si affronta il futuro.

Potete vedere tutte le altre foto da Lucca a questo link. La foto in alto arriva da Daniela Tognotti (<3), quella del panel è di Francesco Roghi (Imperatore!), questa qui sotto è stata scattata da Luca Volpino (Wild Boar).