martedì 30 settembre 2014

Angelize II - Lucifer in uscita il 22 ottobre

Quasi un anno.
Quasi un anno è passato da quando vi annunciavo quello che sapevo già da lunghi, e faticosi, mesi, ma di cui avevo potuto parlare solo con i miei amici e le persone a me care: l'uscita di Angelize. E adesso siamo già a questo:



Il secondo e conclusivo capitolo della storia - perché sì, Angelize non è una trilogia, è un romanzo suddiviso in due parti. Quindi, fra meno di un mese e 440 pagine circa, l'avventura di Haniel, Hesediel, Rafael e tutti gli altri a Milano avrà una conclusione*.
Di sicuro è stato un anno strano, questo, e complicato, ma con gioie che ripagano delle difficoltà e momenti splendidi che allontanano quelli cupi, sia per quanto riguarda la scrittura sia per ogni altro aspetto della mia vita.
E adesso che si avvicina "il secondo libro" mi stupisco delle persone che mi scrivono perché aspettano di leggerlo. Lo so che sembra falsa modestia, ma è vero: speravo che Angelize piacesse e amo questa storia e i suoi personaggi, ma non mi sarei mai aspettata l'affetto, i commenti, le foto, i disegni, perfino i cosplay che sono stati fatti.
Posso solo dire grazie. Con tutto il cuore.

Spero che la seconda parte possa piacervi come e più della prima. E non lo dico solo perché è ovvio, è un mio romanzo; lo dico perché se un anno fa c'erano emozione, gioia, attesa, oggi, mentre scrivo queste righe, ci sono emozione, gioia, attesa e anche gratitudine. E se posso ringraziarvi solo con le parole, spero che Angelize II - Lucifer vi doni almeno un po' delle emozioni che i libri che amo donano a me.

A presto, con questa e altre storie.

* No, non escludo affatto di raccontare altro di loro, dato che in fondo so più o meno cosa succederà a tutti i personaggi per i prossimi quarant'anni o giù di lì, ma si tratterà di storie diverse e non saranno le prossime che vi proporrò. Ci sarà tempo... ;-)

La trama di Angelize II - Lucifer:
Il massacro della chiesa di San Michele ha soffocato nel sangue lo scontro tra gli angeli caduti e i mezzi angeli. I pochi sopravvissuti si sono separati e, dopo aver perso amici, identità e amori, hanno tentato faticosamente di ricostruirsi una vita.Fino al momento in cui Lucifero mette in atto la sua vendetta.Il demone tradisce la Dea, riporta in vita Mikael e gli altri angeli uccisi e li trasforma nel proprio esercito personale, un’armata implacabile che ogni notte percorre le strade in cerca di vittime inermi.A contrastarlo i pochi mezzi angeli sopravvissuti, come Hesediel, pieno di rabbia e rancore, insieme ad alleati del tutto improbabili: l’arcangelo Uriel,che ha ormai imparato a vivere tra gli esseri umani, e Haniel, a cui la Dea ha concesso l’ultima possibilità per riscattarsi e salvare l’unica persona di cui gli sia mai importato.Solo che anche Lucifero ha un patto da proporgli... Mentre Mikael tenta con ogni mezzo di liberarsi dal controllo del demone, ognuno degli angeli dovrà compiere una scelta per la propria sopravvivenza – e per quella del genere umano.Tra vendetta e tradimenti, morte e redenzione, il cielo di Milano osserverà muto l’incrociarsi delle spade infuocate nell’ultima battaglia.

mercoledì 24 settembre 2014

Appuntamento a FantArona - 27-28 settembre

Lo so, lo so, latito di nuovo. Sono ancora viva. Spolpata, stirata, stanca, ma viva. Sfibrata, sfiduciata, stordita, ma viva. Abbastanza. Tra un lavoro e un lavoro, un lavoro e... un altro lavoro, riesco anche a ritagliarmi cinque o sei ore per dormire, la notte... Comunque, avrei millemila post da scrivere e millemila altri spunti (abbiate pazienza se non riesco a passare a commentare sui vostri blog, vi leggo al volo... rimedierò), ma temo che il tutto finirà rimandato a ottobre.
Che è il mese di Angelize 2, by the way. Comincia il conto alla rovescia...

Non posso però non ricordarvi che questo sarà il fine settimana dedicato alla prima edizione di FantArona, libri, fumetti e cosplay sul lago Maggiore. Perciò, se siete in zona, mi raccomando! Ci sarò io, ci saranno Luca Tarenzi, Gisella Laterza, Dario Tonani e tantissimi altri. Il programma è ricchissimo (lo trovate linkato in fondo al post), ma in particolare vi segnalo dove mi troverete, al pomeriggio di sabato 27:

Ore 14.00 - Speed date psichiatrico 5 minuti di analisi gratuita di un personaggio, interpretato dall'autore del libro in cui quel personaggio vive o da un lettore. L'analista sarà un altro lettore o un altro scrittore e, alla fine del turno, le parti si invertiranno. Allo scoccare dell'ora sarà stilata una classifica delle diagnosi emerse durante il gioco.
Ore 16.00 - Relazioni complicate tra personaggi e autori fantasy
Che cosa succede nella mente di un autore quando scrive? Chi decide come andrà a finire una storia? Fa male far soffrire un personaggio dopo averlo creato? Luca Tarenzi, Aislinn, Gisella Laterza , Martina Cilento, Michela Piazza e Alessia Mainardi ci parleranno del rapporto tra scrittori e protagonisti dei loro romanzi.

Domenica non ho eventi in programma, ma sarò comunque in giro per la città per tutto il week end. Quindi, se passerete in zona e avete voglia di chiacchierare, cercatemi... ci si vede!

Sito ufficiale della manifestazione.
Programma di sabato 27.
Programma di domenica 28.



mercoledì 17 settembre 2014

Teen Wolf

Quest'estate ho approfittato della pausa delle serie tv che seguo normalmente per recuperarne una che mi era stata consigliata da più persone, dal mio capobranco a Werewolf a diversi amici, ovvero Teen wolf.
Il titolo e l'idea di base, "lupi mannari al liceo", sono ispirati all'omonimo film anni Ottanta con Michael J. Fox (Voglia di vincere, nella traduzione ad cazzum della versione italiana), e qua e là non mancano strizzatine d'occhio più o meno velate a quella pellicola, ma le analogie finiscono presto. L'idea di una serie zeppa di teenager non mi attirava particolarmente, tuttavia mi sono fidata dei miei spacciatori di consigli.
Ed è finita che mi sono bevuta quattro stagioni in due settimane.


A onor del vero, sono rimasta un po' delusa dalla quarta (e per ora ultima), la più debole sia per costruzione sia per trama. Ma sono disposta a perdonare qualche passo falso, confidando si sia trattato di un po' di stanchezza, e in attesa di conoscere gli sviluppi che porteranno alla prossima stagione gli eventi dell'ultimo episodio, che rimescolano un po' le carte.
Resta comunque il fatto che Teen wolf  è una serie con una scrittura ottima, capace di incatenare puntata dopo puntata, di non prendersi troppo sul serio quando serve e di non lesinare drammi e pericolo quando "il gioco si fa duro". Una serie scritta così bene da rimescolare gli stereotipi - la "beauty queen" del liceo non è una Barbie senza cervello, anzi - e da creare un cast di personaggi più o meno tutti interessanti (il più o meno è dovuto al fatto che proprio in questa quarta serie ne hanno infilati un paio che non hanno brillato particolarmente*): anche quelli minori, come la madre del protagonista o il padre del suo migliore amico, non sono affatto delle semplici figure di cartone, "utili" ma scialbe, e arricchiscono l'insieme con un loro contributo significativo. Anzi, peccato per un paio di perdite dalla terza alla quarta stagione, mi sono dispiaciute...

Ognuno potrà trovare i propri favoriti, insomma, ma, per quanto mi riguarda, ho un'assoluta venerazione per Stiles, "l'amico del protagonista" (d'altronde ho una predilezione per le spalle, in generale**), fin dall'inizio, ma ancora di più dopo quella figata stratosferica che è la seconda parte della terza stagione, ovvero gli episodi 12-24 (tutte le altre stagioni ne hanno solo 12). Perché dico questo? Perché, sforzandomi al massimo di evitare gli spoiler, la linea narrativa dedicata al nogitsune, un trickster giapponese, è stata in assoluto la migliore tra tutte quelle affrontate, e Dylan O'Brien (Stiles, appunto), si è dimostrato un attore straordinario. Fortunatamente ho visto tutto in lingua originale e ignoro come sia la resa italiana, ma fidatevi, se già non conoscete la serie e volete darle una chance, optate per lingua originale+sottotitoli.

Come avrete a questo punto capito, non si tratta dunque di una storia di "lupi mannari e basta". Compaiono infatti shapeshifter di vario tipo, ma anche banshee (cosa che ho apprezzato moltissimo *___*), trickster, come detto sopra, e anche... ehm, boh, un tizio che ancora non si è capito cosa sia, anche se ci sono alcuni indizi - vedremo! La mitologia interna si è man mano ampliata introducendo interessanti varianti e elementi originali. C'è poi l'ironia, che io apprezzo sempre, tanto nei dialoghi, quanto nelle relazioni tra i personaggi. E se gli effetti speciali, all'inizio, erano un po' artigianali, anche da quel punto di vista la serie è andata migliorando.
E poi, oltre a Stiles, c'è Peter. L'Alfa Peter, un adorabile bastardo per cui non si può non tifare. E c'è il badass Chris.
Certo, l'abbondanza di toraci scolpiti e la musica da MTV rappresentano il lato più "patinato" della confezione, ma si tratta di dettagli di ben poco conto.
In attesa della prossima estate - luuunga attesa - per la quinta stagione, so già che finirò per riguardarmi le mie puntate preferite...

* D'altronde non siamo in Twilight, grazieagliddèi
** Niente battute, Anonimo!

lunedì 15 settembre 2014

I nomi degli angeli

Tempo fa discutevo con Haniel...
Ok, mi sono resa conto che questa sembra un'ulteriore manifestazione di schizofrenia. Specifico: discutevo con l'Haniel di questo profilo, gestito da una lettrice bravissima, intelligente e tosta (ergo, chiedetele l'amicizia se vi va ^^).
Quindi, ricomincio.
Discutevo con Haniel riguardo ai nomi degli angeli in generale, e quelli che ho scelto per i miei personaggi in particolare.
Non ho voluto perdermi in lungaggini filosofico-teologiche sulla struttura e le cariche della gerarchia angelica, in Angelize, sia perché è più o meno esplicito che, nella storia, molto di quello che si tramanda su Dio e gli angeli è falso, sia perché non era utile. Premettendo che - ragazzi e ragazze - è UN ROMANZO, non un'opera storica o un testo sacro, quindi spero che nessuno si offenda se ho rappresentato degli angeli "malvagi", ho mantenuto la distinzione arcangeli-angeli perché quella sì mi serviva: i personaggi principali sono tutti arcangeli - Mikael (ovvio che come condottiero dei puri ci fosse uno come lui) e Uriel da un lato, Haniel, Hesediel e Rafael dall'altro. Gli uomini diventati mezzi angeli sono stati uccisi, o meglio indotti a morire, "per caso", se vogliamo, e secondo quello che dice Lucifero a un certo punto Mikael li vede come "capi" perché hanno assunto il nome di arcangeli. C'è una concreta influenza sul loro comportamento, da parte dell'essenza angelica che è toccata loro? O è tutto un caso che proprio loro siano i più "attivi" tra i mezzi angeli? Lascio decidere a voi.

Comunque, al di là della mitologia di Angelize, per quale motivo e come ho scelto proprio quei nomi?
Si è trattato in parte di coincidenze, in parte di scelte consapevoli. Ho consultato alcuni siti che elencavano nomi, attributi e significati dei diversi angeli, ma non volevo seguirli pedissequamente, sia perché nessuno avrebbe mai corrisposto alla perfezioni ai personaggi che avevo in mente, sia perché volevo comunque la libertà di modificare, adattare e inventare come desideravo. E, ammettiamolo, nei casi dubbi ha vinto un criterio molto pratico: è un bel nome, un nome pronunciabile, o no? Su 72 nomi di angeli che vengono comunemente indicati, ce ne sono alcuni francamente brutti, arzigogolati, o troppo simili ad altri nomi (e già seguire la tradizione con le eterne sillabe finali -el e -iah rischia di produrre troppe assonanze). Quindi ho cercato di scegliere nomi belli, abbastanza diversi da loro, partendo da quelli più semplici - appunto quelli degli arcangeli - e pescando tra gli altri per i personaggi secondari.

Haniel è il tipico esempio di una fortunata coincidenza. Ho scelto questo nome a istinto, per un personaggio del racconto In time of need. Non avevo idea, in quel momento, che il racconto avrebbe dato l'avvio a un romanzo, né del carattere che Haniel avrebbe assunto una volta lasciatogli spazio. Resta però uno dei nomi più belli, a mio parere, e l'angelo che lo porta si adatta al mio personaggio: leggo da questo link che
"L’Arcangelo Haniel e gli Angeli del suo Coro esaltano e magnificano la realtà materiale, per renderla desiderabile agli Uomini in cerca di esperienze. Haniel amministra infatti l'energia del desiderio, che genera il nostro concreto interesse per ogni cosa e ci induce alla seduzione.
Oppure, nel sito che è stata la mia principale fonte di riferimento:
l’Amore che ci viene concesso da HANIEL è più esattamente il desiderio di incorporare ogni cosa in noi stessi, ovvero di possedere tutto e di goderne.
HANIEL è l’amministratore di questa energia, di questo desiderio... che si esprime per mezzo dei cinque sensi.
Questo desiderio di tutto possedere, di tutto sperimentare, è di portata fondamentale per la nostra evoluzione; è così infatti che si perviene alla Conoscenza.
“L’Arcangelo HANIEL e gli Angeli Principati, esaltano, magnificano la realtà, per renderla desiderabile alle donne e agli uomini in cerca di esperienze”
Insomma, più che adatto per una persona come il mio Haniel, che è fin troppo sfrenato nel godere di tutto quello che gli è possibile e si lascia andare tanto alle emozioni più distruttive, come la rabbia, quanto alle passioni, si tratti di cibo, esperienze estreme o sesso.
Aggiungete che, a una semplice occhiata a Google immagini, lo troverete rappresentato sia come figura maschile sia come figura femminile...

Rafael è stata la scelta più semplice: non solo perché è l'arcangelo della Guarigione, elemento adatto sia agli studi in Medicina che il mio Rafael stava seguendo prima di morire, sia alla... influenza benefica che ha nei confronti degli altri personaggi (be', nei limiti del possibile, con quegli zucconi), ma anche perché
L’influenza solare di RAPHAEL e dei suoi Angeli, interiorizzata e depositata in noi, è portatrice di tutte le esperienze che abbiamo vissuto e assimilato antecedentemente; è quanto noi siamo soliti chiamare Coscienza...
Dunque RAPHAEL è la voce della Coscienza, la Voce che offre sempre la prima risposta ai problemi dell’Esistenza.
Quest’Arcangelo, depositario e amministratore della Volontà Operante, svolge di conseguenza un ruolo prioritario; sicché tutti gli altri Arcangeli sono tenuti a consultarlo prima di potersi esprimere.
Per quanto riguarda Hesediel, le corrispondenze sono meno evidente, ma qualcuna c'è. Per esempio, è considerato un capo, un condottiero; il mio personaggio si ritrova in quel ruolo, però, quasi per caso, perché non ne avrebbe nessuna voglia in realtà. Il mio Hesediel è sempre stato un solitario, convinto del "chi fa da sé fa per tre", e il suo momento di illuminazione è proprio quello in cui decide di combattere insieme ai suoi compagni, diventando quasi suo malgrado colui che li raduna e li guida verso la battaglia finale.
L'Hesediel originale viene anche legato ai sentimenti e ai desideri ("dal Turbine HESED si sprigionerà il DESIDERIO IMPERIOSO che spronerà la persona alla conquista della felicità totale e permanente"). Io ho sempre considerato questi elementi al "negativo", per quanto riguarda il mio Hesediel, che in realtà non ha un'idea chiara di quale desidera sia la sua vita, né è del tutto in grado di dominare il proprio lato oscuro (e su questo avevo avuto lunghe discussioni con Luca Tarenzi, che ringrazio per le sue osservazioni così acute).

Mikael, be', c'è bisogno di specificarlo?, è il capo degli angeli - un tempo, insieme a Lucifero, elemento che diventerà particolarmente importante in Angelize II... Michele è il comandante che guida gli altri angeli contro il drago, nell'Apocalisse, e "ha il compito di introdurre il Pensiero Divino nel Mondo in cui ci troviamo". Non poteva che essere lui il capo dei miei angeli puri.
"Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.
Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e Satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli... "
(Apocalisse di Giovanni)
Uriel, "Luce di Dio", è come ho sempre detto uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, anche se vedrete molto di lui nella seconda parte di Angelize; nella prima compare come "braccio destro" di Mikael, ma non molto altro. In attesa di farvelo conoscere meglio in Angelize II, ecco perché il nome di questo angelo si adatta perfettamente a lui:
È l'Arcangelo reggente della costellazione dell'Acquario, segno estroverso e rivoluzionario, destinato ad influenzare l'umanità futura. Uriel ben s'addice al governo dell'astrologia...
È il protettore degli esploratori, degli innovatori...
Uriel ha il controllo sulle forze che presiedono ai bruschi ed imprevisti cambiamenti, non soltanto nel destino dei singoli individui, ma a livello planetario.
In che modo ciò sia vero, be', lo leggerete tra qualche settimana.


Curiosità: quello qui sopra è l'affresco che ha ispirato quello descritto in Angelize. L'originale è nella chiesa di San Michele Arcangelo (eccolo...) a Ronco Biellese. Nel romanzo è liberamente modificato secondo mio gusto, fin dalla posizione (nel libro si trova sul soffitto, nella chiesa originale su una parete), ma anche nei dettagli (il "mio" drago non è incatenato, e sullo sfondo si vedono angeli che precipitano dal cielo, per fare un esempio). ma questa è l'immagine che avevo in mente.

giovedì 11 settembre 2014

The uncertain places - Lisa Goldstein

Il folklore e le storie legate alle creature fatate mi hanno sempre affascinato e spesso mi capita di sfogliare libri dedicati a questi argomenti. Meno spesso mi è capitato di leggere validi romanzi in tema. E ora che ne ho trovato uno, non posso non segnalarvelo, anche se, per il momento, non è arrivato in Italia. Per chi però legge in inglese è un libro che consiglio: The uncertain places, di Lisa Goldstein.

La trama si svolge tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, in America. Will e il suo migliore amico Ben frequentano due sorelle, Livvy e Maddie Feierabend, appartenenti a un'antica famiglia di origine tedesca. Quando Livvy cade preda di una strana malattia che la costringe a dormire per giorni e giorni, Will scopre un'insospettabile verità: da secoli i Feierabend hanno stretto un patto con le creature fatate, "Those People". La famiglia otterrà fortuna e ricchezza, ma ad ogni generazione una delle loro donne dormirà per ben sette anni e, mentre il suo corpo è addormentato, lei si troverà invece nel reame fatato, a combattere per la sua regina. Will non può rassegnarsi e, tenacemente, cercherà un modo per liberarla... e per contrastare i numerosi inganni delle fate.

Quello che vi ho riassunto qui, in realtà, è solo l'inizio dell'avventura. The uncertain places infatti è un romanzo multiforme, dove nulla è ciò che sembra, esattamente come nel regno fatato che viene descritto. Il protagonista, Will, tenace e innamorato proprio come gli eroi delle fiabe, si renderà presto conto che liberare Livvy è solo la prima di una lunga serie di prove che, per aver sfidato la regina delle fate, dovrà superare, tra segreti di famiglia, opportunisti a caccia di fortuna, le disavventure dei fratelli Grimm, inganni e astuzie di ogni tipo. Numerosissimi sono proprio i richiami alle fiabe, non tanto le più note, quelle, per intenderci, diventate ormai marca Disney, ma quelle maggiormente legate all'opera originale dei Grimm e a un passato quasi "mitico", dalle atmosfere che ricordano le scene popolari di Bruegel... così come le creature fatate e il loro bizzarro regno mi hanno fatto pensare invece alle surreali opere di Bosch.
The uncertain places possiede un fascino magnetico, che incanta prima ancora di rendersene conto e non permette più di abbandonare la lettura - una qualità molto appropriata per un libro che parla di creature tanto seducenti quanto pericolose, tanto strane quanto crudeli. Non aspettatevi eterni amore tra bellissime fate e aitanti giovanotti mortali: non si tratta di un paranormal romance e la storia d'amore che troverete sarà quella - insolita ma terrena - tra Will e Livvy. Ostinato e mai rassegnato, il protagonista, eppure anche lui, nel corso del libro, apprenderà quanto sia potente il richiamo del patto che le fate hanno proposto ai Feierabend: nessun imprevisto, malattia, incidente, disgrazia da temere, nessuna difficoltà da affrontare... chi non vorrebbe avere la garanzia di una protezione dai rovesci della fortuna?
E alla fine di tutto, conclusi gli inganni, le contrattazioni e le minacce, resta un mondo dove sì, le fate hanno camminato e le fiabe si sono dimostrate reali... ma hanno fatto il loro tempo. La paura e la meraviglia, l'avventura e il pericolo sono un po' più lontani, e la vita normale, comune, banale, forse, ha perso un po' del suo sapore.
Fino alla prossima storia, speriamo.

P.S. Grazie a Luca Tarenzi, che come al solito spaccia ottimi libri e mi ha passato questo ^_^

mercoledì 10 settembre 2014

La Madre

Qualche giorno fa ho visto un film horror del 2013 piuttosto grazioso e ben fatto e, siccome di film horror belli non ce n'è mai abbastanza, perché non segnalarvelo? Si tratta di La Madre, o Mama in originale, presentato da Guillermo Del Toro - e l'affinità di stile si sente - per la regia di Andrés Muschietti (mai sentito prima, lo ammetto, ma d'ora in poi lo terrò d'occhio).

La trama in due righe: Jeffrey uccide la moglie e porta via le due figliolette di tre e un anno, fino a una capanna nei boschi. Disperato, sta per sparare anche alle bimbe per poi suicidarsi... ma qualcosa lo aggredisce e gli spezza il collo prima che possa fare del male alle piccole.
Che restano sole, nella capanna.
O forse non proprio sole.
Cinque anni dopo, le bambine vengono ritrovate e affidate allo zio Lucas e alla compagna di quest'ultimo, Annabelle. E forse con loro arriva anche altro...

Perché vale la pena concedere una chance a questo film? Perché riesce a riprendere temi consueti dell'horror, come quello di uno spettro vendicativo, rielaborandoli però con inventiva e abilità. Penso alle prime scene nella nuova casa, quando ancora gli adulti non sospettano la presenza del fantasma che ha seguito le bimbe: il rapporto che queste hanno sviluppato con quella che loro chiamano "Madre" (anche se "Mamma" sarebbe stata una traduzione assai più azzeccata, mannaggia agli adattamenti fatti ad cazzum), i "giochi" che fanno con lei, non sono mai mostrati direttamente, ma sempre lasciati intravedere (occhio, insomma, agli angoli delle inquadrature...)
L'ambiguità dei personaggi, poi, la rappresentazione delle bambine che - al di là della parte soprannaturale dell'intreccio - sono cresciute sole proprio negli anni cruciali dell'infanzia e faticano a riprendere una vita normale, l'evoluzione della protagonista Annabelle, che dapprima accoglie le ragazzine per "dovere" ma che, nel corso del film, si affeziona davvero, sono tutti elementi ottimamente rappresentati; tanto che, al di là dello (spaventoso) spettro, per una bella fetta di film bastano le due bimbe ha trasmettere più di un brivido. Il finale, pure, non è scontato ed è, allo stesso tempo, "giusto", almeno a mio parere.
Insomma, recuperate il film, preparate i pop corn e godetevi la visione.
Al buio, naturalmente.


lunedì 8 settembre 2014

Day by day

Luned*yaaawn*ì.

Adoro questi giorni tranquilli, in cui il lavoro non manca, ma posso svolgerlo da casa, svegliarmi alle nove e spostarmi al pc con il cappuccino accanto, fare pausa quando mi pare e continuare fino all'ora che mi pare - staccare a mezzogiorno se mi va o andare avanti alle nove di sera se mi serve. L'inizio di una nuova settimana, quando è così, va bene, perché so che se ho lavorato nel week end - e sì, ho lavorato nel week end - mi prenderò magari un giorno libero quando pare a me. Perché sono io che decido, e se sbadiglio troppo - nottata complicata - posso farmi un altro caffè in cucina.
*caffècaffècaffè*

Ehm.

A parte tutto questo, ieri ho anche scritto. Una tipica sessione di lavoro da scribacchini: tazza di tè, rileggi quello che hai scritto il giorno prima, correggi qui e là, occhi a stellina perché quella parte lì è proprio figa, testa sbattuta ripetutamente contro il pc e auto-fustigazione perché TUTTO IL RESTO NON VA BENE AAARGH!, consueta dose di dubbi - il cattivo non va bene i buoni non vanno bene questa parte è frettolosa e tutta quella prima è lentaaaa. Poi scrittura: introduzione della scena, indizi inquietanti, azione, uccisione di personaggio a sangue freddo, asciugare le lacrimucce, pensare che però è una bella morte, pensare che può essere migliore e ancora NON VA BENEEE, pensare ai cori di lettrici disperate per la morte del povero, che ha le sue betamartiri-fan, sorriso malvagio per la devastazione psicologica che la sua morte provocherà in un altro personaggio, lacrimuccia per la devastazione psicologica che la sua morte provocherà in quell'altro personaggio.
Insomma, tutta schizofrenia standard.

Ora, al momento sono soddisfatta. Mi ero riproposta 100.000 battute in settembre, alla fine della prima di quattro settimane sono a 30.000 circa, quindi ok. C'è da dire che l'obiettivo in sé è bassissimo, ma ho preferito fissarne uno contenuto e raggiungibile piuttosto che uno alto e complicato, visti i numerosi giorni in cui non avrò tempo. E considerato che da mesi combino pochissimo, a parte editing e revisioni, va bene ripartire così. Al momento sto affrontando scene che mi piacciono, dopo aver concluso una parte complicata. Sto preparando il finale, per così dire - finale ancora vago, ma l'importante è arrivarci. Buttare i personaggi nella mischia e vedere cosa si inventano per sopravvivere tende a sbloccare le cose in maniera piuttosto efficace.

L'importante, comunque, è aver ristabilito un'abitudine. Non proprio quotidiana - non sempre ce la faccio - ma quasi. Il che mi ha fatto rammentare una volta di più quanto sia fondamentale la pratica "giorno per giorno", quando si tratta di scrivere. Se non si tratta la scrittura come un lavoro - "ispirazione o meno, adesso scrivo e domani pure"  - non si otterrà mai un risultato professionale (indipendentemente da questioni come la pubblicazione, self o meno, che non sono ciò che voglio trattare ora).
Diventa fin troppo facile trascinare un romanzo finché passa la voglia, accantonarlo per il successivo progetto che al momento sembra tanto più eccitante, e rimanere senza una storia conclusa in mano, se si scrive solo "quando va", quando le cose filano, quando la storia procede senza problemi. Ci sono momenti in cui è più facile e altri in cui mettere insieme una pagina è una tortura, ma alla fine l'unica cosa che conta è sedersi al pc e scrivere, punto e basta. E se con la pratica si impara tanto, certe cose si apprendono solo quando si scrive la parola fine a un progetto e si ha uno sguardo d'insieme su quello che poi andrà revisionato.
E poi quando non scrivo per troppo tempo mi sento male con me stessa.

Perciò, per quanto il romanzo che sto faticosamente portando a termine in questo periodo mi renda insicura più del solito, sia complicato più del solito, mi faccia digrignare i denti più del solito... l'osso non lo mollo. Rassegnatevi, cari i Miei Ragazzi, cari, cari personaggi che adoro e che mi fate disperare: vi trascino fino alla conclusione.
A calci in culo, se serve, ma lo faccio.

giovedì 4 settembre 2014

The first draft of anything...

... is shit, come diceva saggiamente Hemingway. Ovvero: la prima stesura di qualsiasi cosa è una ##@** fa schifo (sì, mi sono autocensurata, "non c'è nessuno che pensa ai bambini?")
Prendo spunto da questo post di Grazia e dal fatto che ultimamente sto rivedendo per la centomillesima volta Angelize2 per aggregarmi e riflettere su quello che più spesso mi fa penare in fase di rilettura.

In realtà, diciamolo, quando rileggo una prima stesura il mio umore fa su e giù peggio di un elettroencefalogramma, oscillando tra l'esaltazione del "uh che figata questa scena" e la disperazione dei "no no nooo non funziona!!!", tra il dubbio del "questo non mi convince" e la meraviglia un po' incredula dei "ma questo l'ho proprio scritto io? Questo personaggio l'ho proprio creato io?" Le stesse sensazioni si moltiplicano quando passo una prima stesura a un betamartire, perché finisce che la rivedrò saltando da una scena all'altra e cercando di leggerla con gli occhi di "Luca, Alessia, Marina" o chi per loro; pratica che porta inevitabilmente a picchi di Percezione dello Schifo Incombente (copyright della definizione: Marina).

Al di là delle emozioni incontrollabili come queste, però, esiste anche il momento in cui, sforzandomi di mantenere equilibrio interiore e calma zen (seeeeeeeee *risate registrate*), mi accingo a risistemare il lavoro in modo da renderlo presentabile a editore e agente. Sia in questa fase, in cui il lavoro si basa sulle competenze del mio Editor Interiore e sui consigli e le competenze dei Premiati Betamartiri, sia quando si tratta di riprendere la stesura XYZ per iniziare l'editing "ufficiale" con la casa editrice, ci sono interventi ricorrenti che mi trovo a dover affrontare ogni volta. Al di là di quelli più generici e comuni più o meno a tutti (pescare ed eliminare le ripetizioni che sfuggono sempre, rendere più fluide le frasi, ragionare sulla struttura ecc) quello a cui sto più attenta in genere è:

- TAGLIA!
Soffro di elefantiasi letteraria, come la chiamava il buon Stefano Re. Costruendo le mie storie secondo il professionalissimo metodo del "butta i personaggi nell'arena, se vogliono sopravvivere qualcosa si inventeranno", non mancano punti in cui la vicenda si fa un po' macchinosa e che possono tranquillamente essere resi più fluidi e semplici, dopo che ho concluso la prima stesura, ho la visione d'insieme e posso individuarli, memore di quando brancolavo nel buio insieme ai miei ragazzi.
Soffro anche di un altro gravissimo male, peraltro: mi piace stare con i miei personaggi. Da un lato è utilissimo, perché anche se il colore di calzini preferito di Tizio o il concerto più bello che ha visto Caio non verranno mai citati nel romanzo, conoscere anche quei dettagli, sapere cosa loro farebbero in ogni situazione, sentire la loro voce con chiarezza aiuta a renderli più veri, più completi: il peso di tutta questa massa di conoscenze, di tutte le ore spese con loro, filtra nella storia e la rende stabile. Dall'altro lato, però, in prima stesura indulgo un po' troppo in loro compagnia e tante scene in sé belle ma inutili per il plot finiranno inesorabilmente sforbiciate, sacrificate sull'altare del ritmo.
Quante? Tante.

- DESCRIZIONI
Sono, IMHO, la parte più pallosa del lavoro. Soprattutto quando sto filando all'inseguimento di una scena, ho cose da far accadere, non mi va di fermarmi. Ergo, poi mi tocca risistemare tutte le descrizioni, aggiungendo un dettaglio qua, un altro là. Con il tempo mi sto abituando a pensare fin da subito alla necessità di dettagli concreti che non siano solo visivi, ma anche olfattivi, tattili eccetera, però è comunque un aspetto da tenere d'occhio in fase di revisione.
Discorso a parte le descrizioni dei personaggi. Non mi piacciono i blocchi formati da paragrafi e paragrafi di aggettivi messi in fila, dalla testa ai piedi, ma so sempre con una certa precisione l'aspetto e l'abbigliamento dei miei ragazzi, quindi quei dettagli compaiono - uno qui uno là, per non interrompere le scene blablablando della forma del naso di Tizio. Mi devo abituare a richiamarli di tanto in tanto, però, perché il lettore non può ricordarsi un certo particolare citato una sola volta, naturalmente. Però no, niente "i suoi splendidi occhi viola" o "le sue labbra cesellate" ripetuto a ogni capitolo, grazie. Non lo sopporto.
Tra parentesi, in una storia ancora inedita ho cercato di giocare un po' con la tipica situazione da YA - la ragazzina innamorata del figo del paese - per vedere se fosse possibile ricreare quella dinamica in modo credibile, senza però ridursi a descrizioni di muscoli scolpiti a ogni pagina e senza che la ragazzina sembrasse una gatta in calore senza cervello, o che il figo sembrasse un ghiacciolo uscito dalla copertina di una rivista per teenager. Posto che su quella storia devo ancora lavorare parecchio, spero di esserci riuscita.

- GESTI
Deglutire, toccarsi i capelli, sbuffare, alzare gli occhi, incrociare le braccia, fissare negli occhi. Tutti modi semplici di mostrare le emozioni e l'atteggiamento di un personaggio, nonché di dosare il ritmo dei dialoghi. Il problema è quando i personaggi ripetono sempre gli stessi gesti, troppo spesso, dando quasi l'impressione di un tic. In prima stesura va bene anche il primo che capita - sto correndo per inseguire la scena! - ma poi occorre farci caso, per impedire che lo stesso personaggio compia sempre lo stesso gesto, e/o che lo stesso gesto ritorni a ogni pagina.

- FISSE PERSONALI
Certe espressioni. Certi aggettivi. Certe metafore. Certe costruzioni, perfino (per esempio, di recente mi sono resa conto di quanti mi piacciano le avversative. Soprattutto le frasi che iniziano con "Ma". Il problema è non usarne quattro in un paragrafo, accidenti). I corsivi - che tendono a sovrabbondare. Gli "a capo" che spezzano i pensieri dei personaggi - tre volte vanno bene, trecento no.

Questi i punti principali a cui, lo so, devo prestare particolare attenzione. In tanti casi si tratta solo di andare oltre la pigrizia della "prima parola che capita", comprensibile quando si è nel pieno di un dialogo o una scena e occorre buttarla giù, ma su cui tornare per rimediare in fase di rilettura.
Poi, va da sé, posso rileggere la stessa pagina dieci volte e a ognuna sistemerò qualcos'altro. Prima o poi, però, occorre fermarsi, dare un calcio nel sedere alla storia e mandarla in giro per il mondo comunque.
Ma questa è un'altra storia.

mercoledì 3 settembre 2014

Cover a confronto: Stargazer - Rainbow & Tyr

Oggi giornata formalmente tranquilla - leggasi a casa - ma intensa - ovvero piena di cose da fare: testi da leggere, lavoro da sbrigare, pagine da scrivere, ancora di più perché domani e venerdì non avrò molto tempo. Prima di mettermi all'opera, dunque, un po' di musica, vi va?

La cover che vi propongo oggi mi è stata suggerita tempo fa da Salomon Xeno, che ringrazio anche perché mi permette di rispolverare una canzone che non ascoltavo da moltissimo, ma che adoro. 1976: i Rainbow di Ritchie Blackmore (ex Deep Purple, fondatore dei Blackmore's Night) con il meraviglioso Ronnie James Dio alla voce: il risultato è Stargazer, un pezzo che da solo ha l'epicità di una saga fantasy (leggete il testo e lasciatevi conquistare dal brano).

A coverizzarlo, i Tyr, metallozzi dalle Far Oer, band cui sono affezionata nonostante l'abbia un po' persa di vista. In questo caso, la mia preferenza va per forza di cosa all'originale. L'omaggio dei giovanotti vichinghi è simpatico, ma non ha, a mio parere, lo stesso fascino magnetico del brano arricchito dalla voce di Dio.
Buon ascolto!

High noon, oh I'd sell my soul for water
Nine years worth of breakin' my back
There's no sun in the shadow of the wizard
See how he glides, why he's lighter than air?
Oh I see his face!

Where is your star? Is it far, is it far, is it far?
When do we leave? I believe, yes, I believe

In the heat and the rain, with whips and chains
To see him fly so many die
We build a tower of stone with our flesh and bone
Just to see him fly but don't know why
Now where do we go?

Hot wind, moving fast across the desert
We feel that our time has arrived
The world spins, while we put his dream together
A tower of stone to take him straight to the sky
Oh I see his face!

Where is your star? Is it far, is it far, is it far?
When do we leave? Hey, I believe, I believe

In the heat and the rain with whips and chains
Just to see him fly too many die
We build a tower of stone with our flesh and bone
To see him fly but we don't know why
Ooh, now where do we go

All eyes see the figure of the wizard
As he climbs to the top of the world
No sound, as he falls instead of rising
Time standing still, then there's blood on the sand
Oh I see his face!

Where was your star? Was it far, was it far
When did we leave? We believed, we believed, we believed

In heat and rain with the whips and chains
To see him fly so many died
We built a tower of stone with our flesh and bone
To see him fly
But why
In all the rain, with all the chains
Did so many die just to see him fly

Look at my flesh and bone
Now, look, look, look, look,
Look at his tower of stone
I see a rainbow rising
Look there, on the horizon
And I'm coming home, I'm coming home, I'm coming home

Time is standing still
He gave back my will
Going home, I'm going home

My eyes are bleeding
And my heart is leaving here
But it's not home
Take me back
He gave me back my will
Going home, I'm going home

My eyes are bleeding
And my heart is leaving here
But it's not home
Take me back, take me back
Back to my home



martedì 2 settembre 2014

To Write List di settembre

Un mese fa mi producevo in sconsolate lamentele da "troppo tempo che non scrivo non so come finire il libro che ho per le mani è brutto è un casino sono stanca uffaaaaaaaaa". La scorsa settimana ho annunciato che sì, stavo scrivendo. Evviva. Poco per volta, ma quel poco filava.

La settimana scorsa, comunque, ho dovuto interrompermi causa iperlavoro unito a bozze di Angelize 2 da controllare.
Ma da oggi si ricomincia.
Fisso un obiettivo basso, perché so già che ci saranno lavori e impegni eccetera. E anche perché no, non ho fretta: a parte Ang2 ho altri due romanzi in attesa d'uscita/collocamento (vedete che significa continuare a scrivere nonostante tutto, anche in tempi di rifiuti editoriali e mancanza di prospettive? Che quando le prospettive arrivano di storie pronte ne hai un po'. Anche escludendo quelle che OHMMIEIDDDEI meglio restino nel cassetto per carità). Comunque, ho intenzione di avere almeno 100.000 battute scritte entro fine mese. Poco, ma ne sarei già soddisfatta. Vorrebbe dire che non mi sono piantata di nuovo su qualche dubbio/casino/nodo irrisolto/ARGH come capita a volte. Devo fissare dei paletti, ecco. (Sì, Luca, ridi). (A proposito! Un saluto, Mamma di Luca! ^___^ Era da un sacco che volevo scriverlo...)

E, mentre scopro gli effetti collaterali di far leggere le prime stesure ad amici lettori (nome scientifico: betamartiri) con la passione (e una notevolissima bravura) per la creazione di meme (sì, Mauro, ovviamente parlo di te) - effetti collaterali che mi inducono risate incontrollate ai danni del personaggio preso di mira nonché attacchi di panico da assalto della Percezione dello Schifo Incombente - proseguo... Il Romanzo In Attesa di Conclusione da Tempo Infinito s'ha da finire.
Entro fine anno voglio iniziare Quello Che Attende da Più Tempo Ancora.

On air:
La soundtrack del romanzo in lavorazione, naturalmente. Tra tutte le canzoni presenti, ve ne metto una significativa dell'atmosfera che desidero abbia la storia. Ghghghgh.

lunedì 1 settembre 2014

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK?!!! - 26

Good morning & good Monday! Mentre bevete il vostro caffè per racimolare le energie e affrontare una nuova settimana, fatevi un sorriso indagando le meraviglie dei naviganti sul grande mare di internet.
Agosto-settembre edition per il consueto post sulle chiavi di ricerca assurde, avendo io saltato il mese scorso causa "un milione di cose da fare" seguita da "un po' di vacanza me la faccio pure io lontano da internet". Quindi, ora, recuperiamo!

Partiamo con i grandi classici: chi cerca [qualsiasi cosa] del buongiorno, come angeli del buongiorno (Haniel risponderebbe di media "buongiorno un cazzo!"), chi cerca [qualsiasi cosa] del buon umore, come frasi del buonumore e perfino profumi che mettono di buonumore. Spopola come sempre ho i capelli lunghissimi. Tutta colpa di questo post.

Le incomprensibili & sgrammaticate, stavolta, sono una meravigliosa frasi incui avisi che la persona e svagliata per lui e un lupo a siano. What? Ma si cercano anche le frasi di gente strana, anche se mi sfugge il motivo. Gli stalker invece sono interessati a video conversazione tra due amiche adulte che parlano dei loro problemi. E pensare che una volta si cercavano i porno.

Parlando di cinema, musica & personaggi famosi, una carrellata varia: visitors 3 stagione quando... quando che? Cosa? Intendeva quando uscirà, suppongo. La risposta, amico mio, è mai, o almeno così mi risulta: la serie non è stata rinnovata, a meno che non sia stata rispolverata di recente. Vatti a vedere l'originale anni Ottanta, che era molto meglio. 
Per la serie "le consonanti sono un'opinione", intervista a jaref leto corriere della sera love lust dteam. Ignoro chi sia Jaref Leto, forse un suo cugino arabo. I concerti del signor Rezza Capa colpiscono sempre: questo post ha attirato chi cercava caparezza artisti depressi. I navigatori di internet sono anche esigenti: si cercano film horror belli, mica qualsiasi.
Se qualcuno di voi vuole contribuire a dare una mano, infine, sapete chi è l elfo che suona il corno ne lo hobbit l a desolazione di smaug? Oppure potete identificare il cartone animato dove dicono una formula e spunta un arcobaleno? Grazie a nome dei cercatori.

Visto che si avvicina l'autunno (gli haters dell'estate esultano; io che non odio l'estate affermo che comunque il clima più mite e meno soffocante di questa estate 2014 mi  andato benissimo) meglio cominciare a pensare ai costumi e ai cosplay per Halloween e/o per Lucca Comics, giusto? Volete suggerimenti? Ve li forniscono le chiavi di ricerca. Per rispondere allo stesso tempo a chi ha chiesto se avessi una matita magica disegnerei.... sicuramente questo: elfi glitter gold uomini fantascienza. Paura, eh? Preferite fat man costumes for halloween? Se cercate qualcosa di horrorifico, date retta a chi cerca uomo demone.

E per concludere il consueto angolo pornosessuoso: l'estate vi ha fatto rizzare... le antenne, vero? Siete andati comunque sul classico: fotocazzilunghi (evidentemente il detto "l'importante è come si usa" non interessa gli internauti) e tumblr cazzi duri. Perché proprio su Tumblr mi sfugge.

Per concludere, mentre andiamo avanti senza paura, vi lascio con una canzone (e un video) assolutamente geniale, in tema, in un certo senso: si parla di internet, sgrammaticature e vilipendi linguistici. In riferimento all'inglese, ma ci vorrebbe, oh come ci vorrebbe, anche una versione dedicata all'italiano: in difesa del "ch" al posto delle k, degli accenti, delle h, dei congiuntivi e dei trapassati anteriori. A voi il grande Weird Al Yankovic. Buona giornata!