lunedì 31 marzo 2014

Ogni splendida ora

Un lungo week end troppo breve, uno di quelli durante i quali fare il pieno di ore splendide da conservare anche per i momenti meno felici. Ho riposato la mente, anche se non il corpo (ricordate? Screw tomorrow, we go big tonight! cit.) e avendo folleggiato inizio la settimana un po' assonnata e con troppi impegni, ma spero di poter rallentare un po' il ritmo nel giro di qualche giorno.
Almeno, storie nuove crescono. Un po' rimuginando, un po' parlandone con chi già sa quali progetti mi frullano in testa, i pezzi si incastrano, gli spunti fioccano. Ora è tempo di editing e di Angelize 2 - Working title ancora top secret, ma per la fine dell'anno i miei buoni propositi sono aver concluso il romanzo che ho per le mani e aver preparato abbastanza il terreno - tra documentazione, appunti e riflessioni - per partire con uno nuovo. Vedremo...
E' primavera, ormai. Voglio fiori, colori, la luce del sole, fuori dalla finestra e nella mia vita.

Sembra così pieno, quest'anno. Così tante persone che conosco o di cui sento parlare stanno attraversando cambiamenti anche grandi, nel lavoro, nella vita privata. E siamo solo ad aprile, eppure questo 2014 ha già accumulato così tanti avvenimenti da sembrare che di mesi ne siamo passati sette o otto, anziché tre. Ho gli occhi pieni delle immagini dei canali di Amsterdam e della vacanza più bella della mia vita; ho visto scorrere settimane rapidissime e sono già un po' stanca, perché non sono state settimane facili. Un anno di grandi cambiamenti, sento dire. Non lo so se sarà così, perché in realtà, a volte, mi sembra che non sia mutato proprio niente - che tutto cambi ma io mi ritrovi incastrata in un destino che non riesco a scalfire, e tutto il turbinio in cui mi sono trovata immersi in questi primi mesi si è concluso e nulla è successo e ho gli stessi dubbi e gli stessi momenti di sconforto, a volte. Altre invece ci provo, a vedere tutto più luminoso, o almeno a credere che a luce aumenterà, anche se ora non vedo come, non vedo quando, non vedo al di là di... un giorno per volta. La ricetta, dunque, è sempre un giorno per volta. Attingere a quelle splendide ore e attendere le prossime. Proseguire il cammino e cercare di farlo senza paura.
L'ho già scritto in passato, forse. Il 2011, il 2012, il 2013 hanno tutti portato cambiamenti enormi e doni inattesi, quelli che speravo, quelli che non osavo sperare, quelli che mai avrei immaginato. Forse il 2014 è il momento in cui devo guarire. Guarire io, anche quando mi sembra impossibile. O forse invece resterà tutto sospeso così? O cos'altro che non riesco a immaginare accadrà?...

Un giorno per volta. Un week end per volta. Una splendida ora per volta.

On air:
Omnia, Morrigan


Sul blog di Hime ho trovato questo grazioso test, basato sui colori. Ecco il mio risultato, nel quale mi ritrovo con una certa precisione, come dire, nel bene e nel male. Se volete provarci, il link è questo.


giovedì 27 marzo 2014

Dalla A alla Z

Periodo stressantissimo - uno di quelli in cui sono perennemente cotta dal troppo lavoro, dal poco sonno, dai troppi pensieri, dalle troppe cose da fare. Mi raccomando, ditemi pure che "lavorare con i libri" non è pesante come costruire piramidi, fare l'idraulico, spaccare asfalto o cose del genere. Di certo non è così fisicamente pesante. Ma dire che alle undici di sera il cervello mi bolle nella scatola cranica è dire poco. L'obiettivo? Sopravvivere fino al venerdì sera, da celebrare con Guinness e cena irlandese, inizio di un lungo week end durante il quale non esisto per nessuno grazie.

Comunque, non avendo la forza per mettere insieme un post di straordinario acume e ineffabile profondità, concedetemi un semplice giochino per la serie yes, I love reading. Trovato sul blog della dolce Valentina, eccovi un meme tutto librario. In ordine alfabetico.

#A - Autore con la A maiuscola (quello di cui hai letto più libri)
Il buon Re Stefano, of course.

#B - Bevo responsabilmente, mentre leggo
Tè alla vaniglia, caffè schiumato o cappuccino.

#C - Confesso di aver letto
Svariati romance storici di Kathleen E. Woodiwiss.

#D - Devo smettere di
Accumulare libri in attesa di lettura. Ne ho troppitroppitroppi.

#E - E-reader o cartaceo
Entrambi, thanks

#F - Fangirl impenitente di
Domanda difficile!... Fangirleggerei abbestia per un nuovo romanzo scritto in coppia da Pratchett & Gaiman

#G - Genere preferito e che di solito non leggi
Urban fantasy. Quello che non leggo... roba smielata, ombelicale o pseudoerotica piena di finte scene scabrose

#H - Ho atteso a lungo per
La fine di Harry Potter, yes

#I - In lettura al momento
The guises of the Morrigan di Rankine e D'Este e The end is nigh, un'antologia

#L - Luogo preferito per leggere
Sul letto oppure in treno

#M - Miglior prequel di sempre
Non ne ho idea vale come risposta? Non ne ho letti abbastanza, di "prequel"... Non sono troppo appassionata di saghe

#N - Non vorrei mai leggere
Roba esistenzialdu'palle e in generale tutti quei libri che prima della fine mi fanno dire "ti prego, fate arrivare un'orda di zombie che divori tutti". In genere sono i romanzi con le cinquantenni che scoprono l'aMMMore e trovano se stesse o le pseudoSfumaturedi'stocazzo che a volte mi capitano sotto mano per lavoro

#O - Once more (un libro che hai riletto tante volte, ma rileggeresti ancora)
Dracula di Stoker e L'ombra dello scorpione e It di King. Tanti altri li rileggerei per la prima volta, avessi il tempo...

#P - Perla nascosta (un libro che non ti aspettavi fosse così bello)
World War Z, Max Brooks. Avevo già letto Manuale per sopravvivere agli zombie, carino; ma WWZ è STRAORDIARIO. Forse il libro più bello che ho letto da anni

#Q - Questioni irrisolte (un libro che non sei riuscita a finire)
Il secondo sesso di Simone de Beauvoir, che mi stava piacendo, ma poi l'ho messo da parte per leggere altro e... attende ancora, sigh. E il secondo volume di Varney il vampiro. Ma prima o poi...

#R - Rimpianti letterari (serie interrotte o libri perduti che non potrete finire di leggere)
Apocalisse Z di Loureiro. Magari leggerò il terzo volume giusto per vedere come va a finire, ma già il primo era solo carino, il secondo era fastidioso.

#S - Serie iniziate e mai finite
Vale aver letto due o tre capitoli del libro volume delle Cinquanta sfumature (no, non ci ho speso soldi. Mi è arrivato gratis quando ho ricevuto il mio Kobo Glo) ed essermi rotta le scatole prima ancora che i personaggi arrivassero a scopare?

#T - Tre dei tuoi antagonisti preferiti:
Randall Flagg, Pennywise, Dracula.

#U - Un appuntamento con (personaggio di fantasia)
A parte alcuni dei miei personaggi (oh, concedetemelo) Siaghal e Liathan (anche insieme va benissimo) di Godbreaker.

#V - Vorrei non aver letto
Cell di King è stato abbastanza un trauma. Non in senso buono.
Avrei evitato anche Dingo dingo. Tre amici e la prodigiosa macchina della tenerezza di Leif Eriksson, che mi è arrivato per le mani in regalo e mi ha fatto capire che anche Salani commette i suoi errori.

#Z - Zanna avvelenata (quel finale che proprio non hai mandato giù)
Diciamo che ci sono personaggi che avrei salvato volentieri -_-

mercoledì 26 marzo 2014

Cose che non c'erano e ora ci sono

Ultimamente mi è capitato spesso di parlare con amiche mie coetanee, conoscenze dei tempi dell'università e/o del liceo, così come con amici più grandi di me - ovvero, la cui nascita si colloca negli anni Settanta, essendo io dell'inizio degli anni Ottanta.
Credo sia comune, superata la soglia dei trenta, guardarsi indietro e stupirsi. Stupirsi di come sono andate le cose nella tua vita perché più o meno niente lo avevi previsto. Stupirsi di come sono cambiate le cose intorno a te: chi dei tuoi amici lavora e come, chi si è trasferito, chi è sposato, chi ha figli. Stupirsi di come è cambiato il mondo, in nome di quel "ai miei tempi" che è, forse, lo stadio larvale della futura sindrome da vecchietto che guarda i lavori stradali: "ai miei tempi" non si faceva questo o quest'altro.

"Ai miei tempi", per esempio, comparivano i primi cellulari. Quelli che si aprivano, e si spaccavano in due cadendo. Quelli che poi si sono progressivamente miniaturizzati, per poi tornare enormi. Io il primo l'ho avuto a diciott'anni. Oggi probabilmente a otto lo si ha già. Il primo "smartphone"? Pochi mesi fa. E non intendo lamentarmi e dire "meglio senza", perché col cavolo: una volta addicted, non sai più come sopravvivevi, prima. Ma, ecco, è vero che aggeggini così polverizzano la soglia d'attenzione e la capacità di concentrazione, come internet: faccio più fatica a leggere senza distrarmi.

Internet. "Ai miei tempi" non c'erano social e io e la mia compagna di banco nonché migliore amica Rachele la usavamo solo a scuola perché averla a casa era fantascienza o quasi, cercando i testi delle canzoni e domandandoci, la prima volta, (giuro) "come facciamo a trovare un sito se non lo conosciamo già da prima?" Ovviamente i pc erano scassoni, la connessione una lenta agonia e i virus imperversavano uscendo da ogni fottuta parete (cit.)

Leggere. "Ai miei tempi" leggevo solo in italiano, mentre ora mi divido tranquillamente tra libri nella mia lingua e libri in inglese. E leggevo tanto e tutto o quasi per mio piacere. Ora leggo tanto, soprattutto tanto per lavoro, e ultra rapidamente, e una volta archiviato il lavoro in questione, a meno che il libro non mi sia davvero piaciuto tanto, resetto la memoria. Mentre i libri che voglio leggere io perché interessano a me restano in coda molto più tempo di prima.

"Ai miei tempi" c'erano anche i libri "per sapere le cose". Tipo il mio affezionato dizionario Zingarelli anno 1994. Oggi, qualsiasi parola o sinonimo mi serva in qualsiasi lingua è on line. Un dizionario cartaceo non lo guardo più da... boh.
"Ai miei tempi" avevo più memoria.

lunedì 24 marzo 2014

Il ritorno del dio Coyote - Christopher Moore

You can't just go around blurting out the truth like a prophet with Tourette's syndrome.

Sam è un venditore di assicurazioni. Ovvero, sfrutta le paure della gente per arricchirsi, cambiando abilmente personalità per adattarsi a ogni situazione e a ogni cliente e uscirne vincitore. Ha uno splendido appartamento, soldi, auto. E ha anche un segreto.
Da ragazzino, infatti, viveva alla riserva degli indiani Corvi. dopo aver ucciso accidentalmente un poliziotto, si è dato alla fuga, rinnegando il proprio passato, la propria cultura, perfino il proprio vero nome. La nuova vita che è riuscito a conquistarsi sembra ora perfetta, finché, a sconvolgerla, arrivano due forze potenti: l'amore per una ragazza e un dio.
L'incontro con la bella Calliope, giovane madre con un ex fidanzato violento, da un lato, e dall'altro l'intervento di Coyote, il dio indiano patrono di Sam, lo porteranno a perdere casa, lavoro, sicurezze. E Sam dovrà capire cosa vuole davvero, e lottare per conquistarlo... Aiutato, in modo del tutto particolare, da Coyote stesso. Un dio furfante, con la lingua lunga, la tendenza a "sedurre" le donne e ben poco consapevole di come funzioni il mondo moderno fuori dalle riserve degli indiani...

Ho un debole per Christopher Moore, di cui ormai ho letto sei libri. Tra tutti, il mio preferito, fino a questo momento, era Un lavoro sporco, in cui si parla di... morte, in modo molto particolare; non ho apprezzato quanto pensavo Il Vangelo secondo Biff, che pure mi era stato magnificato più volte, ma che ho trovato un po' troppo prolisso e dispersivo; gradisco sempre le storie ambientate a Pine Cove, con i suoi bislacchi abitanti (Sesso e lucertole a Melancholy Cove o Demoni: istruzioni per l'uso, per citarne un paio). Devo dire però che questo Il ritorno del dio Coyote, che ho potuto leggere solo grazie a un prestito poiché, ahimè, fuori commercio, è balzato al primo posto della mia classifica.
Forse perché piuttosto breve e, quindi, riesce ad evitare la prolissità cui accennavo sopra; forse perché vi si parla di dei, sciamani, visioni alla mescalina e spiriti guida. E, soprattutto, per Coyote, che quando c'è è spassoso e quando non c'è si aspetta con ansia che torni in scena. Anche il protagonista, Sam o Samson, è un personaggio per il quale viene spontaneo tifare, ben caratterizzato, non privo di difetti e ombre ma in grado di tirare fuori il coraggio quando serve. Mi è interessata meno la parte della vicenda dedicata a Calliope e ai teppisti, mentre sono stata lieta di incontrare M.F. - o Menta Fresca - che ritorna in Un lavoro sporco.
Grazie, dunque, a Luca Tarenzi per il consiglio di lettura e rimando il suggerimento a tutti voi: se trovate questo romanzo in biblioteca o in qualche mercatino, dategli una chance! Basterà passare sopra alla traduzione italiana davvero carente - sia per l'atroce scelta di traslare in italiano anche i nomi, sia per l'abbondanza di aggettivi possessivi che avrebbero potuto essere tagliati (un difetto ahimè diffuso nei libri tradotti che mi capitano sotto mano) e svariati errori e brutture sparsi qua e là.

Religion was supposed to be a matter of faith. Gods were not supposed to jump on your desk and snarl at you. They weren't supposed to sit in your office smoking cigarettes. God's didn't do anything. They were supposed to ignore you and let you suffer and die having never known whether your religion was a waste of time. Faith.



venerdì 21 marzo 2014

Angelize - soundtrack: R-Evolve (30 Seconds To Mars)

Dopo The story e Was it a dream?, ecco l'ultima del trio di canzoni dedicate a Hesediel. Curiosamente, tutte e tre vengono da A beautiful lie dei 30 Seconds To Mars (che, insieme ai Within Temptation - questi ultimi soprattutto nella seconda parte, come vedrete - sono di sicuro la band che meglio esprime le atmosfere che volevo).
La prima canzone era perfetta come introduzione al personaggio e fotografava molto bene la sua situazione all'inizio del romanzo, mentre la seconda rappresentava i momenti di dubbio legati alla sua storia con Elena, al desiderio di aggrapparsi al ricordo dei momenti belli ignorando tutto quello che non andava. Questa, invece, ovvero R-Evolve, è la colonna sonora del personale "punto di svolta" di Hesediel, se vogliamo usare questa terminologia. Quando lui si rende conto di non potersi isolare fregandosene degli altri "mezzi pennuti" come lui, né fingere che non sia accaduto nulla e la sua vita non sia cambiata. E che non non può più tornare indietro: solo affrontare la battaglia o lasciarsi uccidere.

Come sempre, potete ascoltare l'intera colonna sonora su Youtube o su Spotify tramite il lettore qui a destra. Buon week end!

A revolution has begun today for me inside
The ultimate defense is to pretend
Revolve around yourself just like an ordinary man
The only other option is to forget

Does it feel like we've never been alive?
Does it seem like it's only just begun?

To find yourself just look inside the wreckage of your past
To lose it all you have to do is lie
The policy is set and we are never turning back
It's time for execution; time to execute
Time for execution; time to execute!

Does it feel like we've never been alive?
Does it seem like it's only just begun?
It's only just begun

The evolution is coming!
A revolution has begun!
(It has begun!)
Revolution...

giovedì 20 marzo 2014

Per capire veramente una donna (ovvero, quasi un meme)

L'altro giorno ho letto questo post di Socia Vale, che partiva da una frase letta per caso sulla borsa di una sconosciuta: Per capire veramente una donna devi guardare cosa c'è nella sua borsa.
Considerato che in genere la gente si stupisce della pesantezza della mia, leggendo il post di Vale mi è venuto spontaneo fare un inventario mentale di quello che, di solito, ci tengo io, visto che, come ho scritto da lei, sembra un potenziale meme. Vediamo se è vero ciò che si dice... Le conclusioni poi traetele voi.

Se rovesciassi la mia borsa su un tavolo, ne emergerebbe una discreta quantità di scontrini appallottolati e, magari, residui di pacchetti di crackers per i miei pranzi al volo quando sono fuori casa, con annesse briciole. Nel marasma, gli oggetti riconoscibili sarebbero:
- un portafoglio nero rovinato, troppo piccolo per contenere la carta d'identità, che ai margini si sta sbriciolando pure lei, e un borsellino con l'immagine di una fata di Nene Thomas (per la precisione, questa).
- Smartphone d'ordinanza
- Un mazzo di (poche) chiavi e (tanti) portachiavi: una luna, una foglia d'edera di cuoio e, sempre dello stesso materiale, un riquadretto con una triskele, un micio appeso a una catenella... e ringraziate che qualcuno l'ho perso, erano di più una volta.
- un Kobo Glo e/o un libro in formato cartaceo. Ovviamente.
- Un'agenda con alcune pagine fitte di annotazioni e altre intonse. Non perché in certi giorni non abbia nulla da fare, ma perché a volte non mi ricordo di usarla. Sì, non sto scherzando -___-
- Uno (o più) notes riempito di segni arcani che dovrebbero essere scrittura ma che nessun comune mortale può decifrare. Qualche volta non ci riesco nemmeno io, tanto per capirsi.
- Lucidalabbra e/o matitoni/rossetti sparsi ovunque. Non li uso quasi mai perché mi secca che il colore svanisca dopo dieci minuti, ma ce li ho.
- A volte, matite e ombretti, se prevedo di dovermi rifare il trucco del mattino. In quel caso, alleluja, butto tutto in una bustina della Kiko, almeno non mi si spargono ovunque.
- Bottiglietta d'acqua, quasi sempre a meno che non me la scordi e/o non sia di fretta.
- Pettine. Elemento indispensabile di sopravvivenza. A volte nastri e/o mollette.
- Mini ombrello in custodia rigida, perché il tempo ha la perfida abitudine di cambiare tra Novara e Milano e viceversa.
- Caricatore del cellulare, perché se sono in giro tutto il giorno mi serve. Gli smartphone ciucciano energia come niente, accidenti.
- Penne e/o matite, sparse in giro o infilate in agenda e notes.
- Fazzoletti e/o salviette e/o detergente per le mani.
- In questo periodo, pure occhiali da sole, sostituiti in inverno da guanti e/o sciarpa se non li ho addosso o nelle tasche del cappotto.
- Foglietti sparsi e/o posta e/o altro di occasionale.

No, non è una valigia, è una borsa, davvero.

Forse era meglio non scriverlo, questo post.


mercoledì 19 marzo 2014

Back in the village - Qualche riflessione, una presentazione

Una premessa.

Fino intorno ai 20 anni non avevo fatto molto, nella vita. Non avevo mai viaggiato, mi ero spostata poco dalla mia piccola Biella, ero ancora inesperta su tantissime cose, non avevo mai pubblicato. Non avevo idea di come sarebbe stata la mia vita; non c'era ancora "la crisi".
Poi molte cose sono cambiate, ho lasciato la mia città, ho scelto una strada e l'ho percorsa con tutta la dedizione che potevo. Rispetto a prima tutto mi sembrava più grande, tante esperienze le stavo finalmente facendo. Tutto però doveva cambiare ancora. Non rimpiango le mie scelte e non tornerei indietro per nulla al mondo, e spero di aver imparato dai miei errori, conservando la memoria del bello e del brutto.
E oggi posso dire che dopo i 30... accidenti, dopo i 30 si vive davvero.
Questi ultimi tre anni sono stati spesso difficili, addirittura angoscianti, all'inizio. I was lost, I was scared. Ma ne è valsa la pena. E' valsa la pena tuffarsi.
Ed è successo così che in questi ultimi tre anni, appunto, ho fatto più che nei 29 precedenti. E continuo a stupirmi ogni giorno. A scoprire il mondo e me stessa. Ad apprendere un modo diverso di avere relazioni, amicizie, di viaggiare, di divertirsi, di amare, di vivere. Ad affrontare sfide e assaporare la magia. A incontrare l'inaspettato e a riempirmi la vita di tante, tante cose e persone e speranze e opportunità e tentativi, a fare di più e meglio tutto quello che voglio, a imparare e andare avanti.
Life starts now, dice una canzone che ascoltavo all'infinito ai tempi del mio trentesimo compleanno. Oh sì, è proprio vero...
Grazie a tutti coloro che lo hanno reso e lo rendono possibile ogni giorno.

Detto questo, il post in origine doveva solo raccontare della presentazione di sabato scorso, a Biella, per Angelize. Per smentire il detto "nessuno è profeta in patria", l'incontro è andato benissimo, c'era più gente di quel che pensassi, e durante l'evento sono emersi tanti discorsi interessanti, anche grazie alle domande del pubblico (vi adoro quando non siete timidi! ^___^) oltre che per l'aiuto di Luca Tarenzi, come sempre bravissimo presentatore. Percorrere le strade della mia città d'origine è sempre un'emozione particolare, soprattutto quando posso farlo offrendo a chi mi accompagna un tour del tipo "ecco, lì il personaggio X fa quello, là il personaggio Y fa quest'altro". E di storie ambientate in una "quasi-Biella" ne ho...
Il giorno dopo Rachele Totaro (l'autrice delle splendide foto che trovate nella sezione "chi sono") mi ha fatto anche una piccola intervista, che potete leggere a questo link... Soprattutto se volete anche qualche anticipazione su progetti e pubblicazioni future ;-) Se invece volete vedere altre foto come quella qui sotto (di Vera, grazie!), le trovate qui.


martedì 18 marzo 2014

Borknagar - 14 marzo 2014, Rock 'n' Roll Arena

Venerdì ho realizzato un altro piccolo sogno musicale che mi portavo dietro da anni: vedere finalmente dal vivo i Borknagar, una delle mie band preferite (stravedo in particolare per The Olden Domain, Empiricism ed Epic, casomai aveste bisogno di una lista della spesa da cui partire per ascoltarli). Nato come gruppo di "all stars", rarissi-missimamente in concerto, finalmente sono giunti live in Italia dopo parecchi anni, e per di pù da headliner e praticamente sotto casa mia, in quel di Romagnano Sesia, ovvero vicinissimo a Novara. Scontato che io e Luca Tarenzi, che condivide con me brutte abitudini quali la metallaritudine, pigliassimo armi e ritagl... ehm (cit.), armi e bagagli e ci fiondassimo sotto palco.
A onor del vero, la serata prevedeva una manciata di gruppi. Che, ahimè, non conoscevo e, senza offesa, non mi interessavano particolarmente, anche per via di impegni che comunque non mi avrebbero fatto arrivare prestissimo. Quindi mi sono goduta solo le due band che invece apprezzo: oltre ai Borknagar, subito prima di loro, i Manegarm, che avevo in realtà perso di vista da un bel po'. Contenta di averli ritrovati, dunque, e niente male il loro show, metal-black-folk allegrotto e trascinante, almeno dal vivo: dovrò proprio dare loro un ascolto anche su disco. In particolare, rende bene live Sons of war, dall'ultimo album Legions of the North. Promossi.

Un vero tuffo nel passato, invece, è stato riascoltare i Borknagar. Senza Vintersorg alla voce (ahimè), ma con il mefistofelico Vortex per vocals e basso (magari non sempre perfetto, ma con una mezza tonnellata di carisma da emanare in giro come un'aura) e come frontman l'ospite Pål Mathiesen/Athera dei Susperia, che fa bene il suo lavoro e mette la giusta energia (anche quando ha una bottiglia di vino in mano!) Si parte con The genuine pulse, per poi spaziare lungo la carriera della band (Oceans rise, Universal, The dawn of the end, Colossus in chiusura). Per me, però, il momento-emozione è stato risentire The eye of Oden da The Olden Domain, secondo album, un disco che non riascoltavo da una vita (e che invece ha accompagnato più volte queste mie ultime giornate). Un brano che mi ha dato letteralmente i brividi e mi ha fatto ricordare lyrics che mi hanno a lungo accompagnato. Mi asciugo una lacrimuccia... My heart it beats the pulse of ancient times...

Trovate le mie foto del concerto a questo link. La setlist completa è qui.





lunedì 17 marzo 2014

This is MY BOOMSTICK. Award.

In un tempo lontano, quel geniaccio del Cap. Hell s'inventò il Boomstick Award. Il più meraviglioserrimo tra tutti i premi per blogger.
Oggi, Marina (MARINAAA!), una delle mie affezionate Betamartini nonché paziente compagna di folli serate a base di film, schifezze caloriche, chiacchiere e umorismo insano, mi ha assegnato il Boomstick Award. Con motivazione:
Per Mitchell e Haniel. 
Per i post di scrittura e quelli di puro cazzeggio, chiavi di ricerca in primis.
Per tutto il resto.
E io, commossa, gongolo, cincilleggio e ringrazio. E provvedo a continuare la diffusione del meraviglioserrimo premio ideato da quel geniaccio del Cap.
Le regole, direttamente dal suo blog:

Perché un Boomstick? Perché, come ho sempre detto, il blog è il nostro Bastone di Tuono! Perché ci piace essere arroganti e spacconi come Ash e perché, in definitiva, le scuse melense e il buonismo di facciata ci hanno stancato.
Il Boomstick è un premio per soli vincenti, per di più orgogliosi di esserlo. Tutto qua.
Come si assegna il Boomstick? Non si assegna per meriti. I meriti non c’entrano, in queste storie. (cit.).
Si assegna per pretesti.O scuse, se preferite. In ciò essendo identico a tutti quei desolanti premi ufficiali che s’illudono di valere qualcosa.
Il Boomstick Award possiede, quindi, il valore che voi attribuite a esso. Nulla di più, nulla di meno.
Per conferirlo, è assolutamente necessario seguire queste semplici e inviolabili regole:
1- i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore
2 – i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
3 – i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto
A cui aggiungo una quarta regola, ché l’anno scorso me le hanno fatte girare:
4 – è vietato riscrivere le regole. Dovete limitarvi a copiarle, così come io le ho concepite

Ordunque, ecco i miei premiati:

1 - Marina. Che ci crediate o no, non perché a premiato me. Ma perché ha taaanta pazienza con me. Perché le nostre serate tra film, cibo-raramente-sano, chiacchiere e follie varie sono ormai una tradizione. E perché magari a furia di boomstick in testa scriverà sul suo blog più spesso! Perché mi piace il suo blog. Oh sì.

2 - Il Cap. Basterebbero le recensioni a Walking Dead, ma in più è anche IL Cap. E nel suo blog scrive un sacco di roba fighissima. E se non sale a Novara a trovare me e Marina prima della fine del 2014 scendo io a cercarlo con il Boomstick.

3 - Socia Vale. Perché è Socia. Perché è Vale. Perché ha aperto un blog dopo millemila resistenze e poi l'ha messo su proprio bene. E perché ha preso una gatta splendida *___*

4 - Romina. Perché scrive cosette interessanti, perché ci siamo conosciute proprio grazie ai blog (come ai vecchi tempi in cui non c'erano i social) e perché è venuta alla Scighera ed è proprio una ragazza simpatica ^_^

5 - Solomon Xeno. Perché mi ha fatto scoprire cosette interessanti pure lui, e perché pure lui mi ha fatto davvero piacere "facendosi conoscere" dal vivo

6 - Lucia. Perché a volte scrive degli articoli sul cinema che mi fanno venire voglia di scolpirli nella pietra. E poi usarli per picchiare gli imbecilli.

7 - La Bolla. Perché mi piace tanto come scrive di cinema e perché apprezza certi capolavori che adoro anch'io *___*

Questo è quanto. Boomstick! Boomstick!

Update: anche Solomon Xeno mi ha insignito dell'ambito riconoscimento, con questa motivazione:
perché mi sono dimenticato di citarla (mi ha premiato lei) e perché, a quanto pare, sa davvero come usare il fuoco...
E se volete sapere che cosa significa, la spiegazione è in questo post. O ancora meglio, in questa immagine. Sì, mi sto bullando :-P

venerdì 14 marzo 2014

Back and ready

Rieccomi on line! Scusate se sono scomparsa qualche giorno, ma avevo proprio bisogno di una vacanza da tutto, per staccare e ricaricarmi. E anche per disinquinarmi dai brutti ricordi di vacanze passate. E ora, dopo aver visto cose che voi umani non potete immaginarvi, essermi liberata di un po' di scorie e fatiche, aver radunato le energie e aver riempito di nuove tacche l'elenco di esperienze della mia vita, rieccomi in sella!
Il mondo non si è fermato solo perché io non c'ero, ovviamente, e neanch'io ho smesso di pensare alle storie - all'editing di Angelize 2 e alla Storia Nuova e Inaspettata, che si arricchisce sempre più di dettagli. E ovviamente dovrà aspettare... ma va bene così. La fase della maturazione è importante.
Intanto che riordino le idee, ritorno al lavoro e programmo i post della prossima settimana, vi lascio con qualche "varia ed eventuale":

- per i biellesi, ovvero gli abitanti della mia terra - da cui sono lontana ormai da dieci anni, ma che è sempre nel mio cuore - vi ricordo domani, sabato 15 marzo, alle ore 18, la presentazione presso la libreria Feltrinelli di Via Italia 36, nel centro di Biella, accompagnata come sempre da Luca Tarenzi. Ne ha parlato anche News Biella in questo articolo. Per me sarà "la più speciale" delle presentazioni, perché sarà nei luoghi dove vedrete ambientato un altro romanzo che ho già scritto e che è in attesa del suo turno sugli scaffali...

- per i metallari in ascolto: stasera Borknagar headliner al Rock'n'Roll Arena di Romagnano Sesia! Una delle mie band preferite, non me la posso perdere (sì, sarà uno dei prossimi post)

- Infine, segnalo la bellissima recensione di Gisella Laterza su Angelize e quella di Coffee and Books.

E ora, di corsa back in action. Buona giornata, buon week end, buona vita a tutti!

On air:
Borknagar, Circled
Gathering, Waking hour


venerdì 7 marzo 2014

Angelize - soundtrack: Your manifesto (Elisa)

La canzone di oggi è piuttosto insolita, rispetto al tipo di brani che scelgo di solito per le mie colonne sonore, trattandosi di un'artista italiana, Elisa, con Your manifesto. Tuttavia, l'andamento pieno di energia, il mood "tosto" e anche le liriche si accordavano con la parte più "rumorosa" di Haniel, con quell'aggressività sboccata che gli fa aprire bocca prima di pensare... e che sì, lo mette nei guai, ma diciamolo, gli invidio il coraggio di sputare in faccia a chiunque la risposta perfetta fregandosene delle conseguenze. A me vengono, quelle risposte, certo che sì, ma è davvero, davvero difficile che le pronunci davvero. Questa canzone potrebbe tranquillamente rappresentare Haniel che ne dice quattro al perfetto angelo puro Mikael e se la ride della sua presunta superiorità, o anche, se vogliamo citare una scena in particolare, Haniel che risponde per le rime all'angelo Elemiah. Mentre ci si avvicina al finale...

Come sempre, potete ascoltare l'intera colonna sonora su Youtube o su Spotify tramite il lettore qui a destra. Buon week end!

You think I can't see you think I can't hear
You think I won't know
How you wanna lead how you only want control
You are a clown you like to frown
Wearing your crown
And pulling me down is making you feel so high

Your manifesto's just a psychosis
Really impressive, well done placebo 
It's terrifyin'...

You want me to see your majesty
Step on my feet
Get into my head to tell me who I should be
Scatter your word in little crumbs
You think I'm a bird?
You think I won't give you anything in return...

Your manifesto's just a psychosis
Really impressive, well done placebo 
Your manifesto's just a psychosis
Really impressive, well done placebo
It's terrifyin'...

giovedì 6 marzo 2014

Allora, stai già scrivendo il prossimo?

Questa è solo una delle cento varianti possibili delle domande relative al "prossimo libro" che quotidianamente uno scribacchino pubblicato si sente rivolgere. In coppia con "Allora, quando esce il prossimo libro?", è anche la più gettonata. Va benissimo: è lusinghiero, è gentile da parte dei lettori, quindi chiedete mille volte e vi risponderò altrettanto e vi ringrazierò all'infinito.

Siccome però c'è spesso una certa confusione sui famigerati "tempi editoriali", permettetemi di fare chiarezza per quella che è la mia minuscolissima esperienza - diretta o indiretta, tramite colleghi.

Se stessi scrivendo il libro ora, dovreste attendere probabilmente un paio d'anni, prima di vederlo. Da qualche mese a un anno di stesura, almeno per la mia media di scribacchina che produce solo tomazzi oltre le 500 mila battute e non può passare otto ore a scrivere, ma deve anche fare altro.
A quel punto, anche ipotizzando che i miei "capi", identificati genericamente con l'entità Editore, leggano, apprezzino e decidano di inserirlo subito nel piano editoriale, calcolate almeno tre o quattro mesi per l'editing, più qualche altro mese per ulteriore revisione, limatura, bozze, ripensamenti - no, non necessariamente miei -, ri-correzione bozze. Più tutta quella parte di lavoro che non riguarda direttamente me e io non vedo, ma c'è (scelta della copertina, grafica, schede varie eccetera). Poi un mesetto comodo tra stampa, distribuzione, imprevisti. Sono stata generica, ma approssimativamente i tempi sono quelli.

Andiamo al sodo? Io inizierò questo mese - e soprattutto in aprile, temo - a lavorare sull'editing di Angelize 2 - Al posto del Numero Ci Sarebbe un Sottotitolo Se l'Avessi Già Deciso, che è scritto (e lo è dal 2011... 2012, se consideriamo la versione post revisione) e che quindi richiede solo il lavoro editoriale, e il romanzo sarà nelle vostre mani in autunno.

Qual è il risvolto curioso di tutta la faccenda? Che io, al momento - e con tuuutta calma, causa lavoro, impegni, stress, stanchezza cronica e, d'ora in poi, editing in ballo - sto, in effetti, scrivendo una cosa nuova. Ma, anche ammesso di concluderla entro fine anno, come spero, non la leggerete presto. Perché prima, in effetti, c'è Angelize 2. Poi ci sono altri due libri che ho già scritto e attendono il loro turno (no, non c'entrano niente con Angelize. Niente pennuti, niente Milano. Sono il famoso I. e il famoso M. a cui ho accennato ogni tanto qui sul blog.) In attesa che escano quelli, ho tutto il tempo di finirne un altro paio...
Ed è strano parlare di un romanzo, rispondere alle domande dei lettori, dare magari qualche "anticipazione"... quando per te quel libro è già vecchio. In questi giorni potrei parlarvi per ore di ideuzze nuove e tentativi da abbozzare, ma solo le persone con cui sono più intima capirebbero a cosa mi riferisco, perché vedono queste storie nascere e le leggono durante la stesura o subito dopo, su file. Se volessi invece scrivere qualcosa su personaggi che anche qualcuno dei frequentatori di questi lidi virtuali può conoscere in modo "ufficiale", ovvero su quelli di Angelize e della seconda parte, che vedrete in libreria fra qualche mese, dovrei parlare allora... be', di sopravvissuti e di fuggiaschi e di piani (letteralmente) diabolici e...

Ma no, suvvia. Niente spoiler.

martedì 4 marzo 2014

To Write List di marzo

Tre o quattro giorni fa avrei scritto una to write list piena d'entusiasmo sull'onda di un'idea nuova su cui sto rimuginando da qualche tempo. Ma tre o quattro giorni fa tenevo a bada l'umore, che prima o poi sfugge al controllo e me la fa pagare - per esempio ora che un misto di depressione, scazzo, paure e brutti pensieri mi fa sentire la solita persona inutile come una ruota di scorta bucata, la solita incapace, la solita cretina che si agita invece di mantenere il sangue freddo, eccetera eccetera.
E vabbe'.
Sono donna, scribacchina, minacciosamente in linea con il segno dei Pesci, cronicamente portata ai sogni impossibili, prosciugata delle energie causa troppe cose da fare con poco tempo per farle, e nessuna possibilità di influenzare quello che conta davvero. Non potete pretendere anche equilibrio, da me.

Ragioniamo a sangue freddo: la to write list di marzo prevede un sacco di cose da scrivere o su cui lavorare (e, come detto, nullo tempo per farlo. Evvai!)
Perché dovrei:
- iniziare a rimuginare sull'editing della seconda parte di Angelize (preparatevi a sentirmi ringhiare e lamentarmi causa lunghi mesi di lavoro condito da nausea, esasperazione, disperazione, insoddisfazione, rigetto e infine doloroso parto)
- continuare a sistemare e poi proseguire il romanzino nuovo, che è poi un sequel (no, non di Angelize, non c'entra un tubo)
- preparare un paio di set up, di schemi, sinossi, tracce, chiamateli come volete, per le due storie successive, due romanzi indipendenti da tutto il resto che ho scritto finora. Sempre fantasy, ma in ambientazione storica (uno "qualche secolo fa", l'altro mooooooooolto prima). Ergo, chiamiamoli Storia Complicata e Storia Arrivata all'Improvviso.

Qualche giorno fa, come vi dicevo, ve ne avrei parlato con un sacco di entusiasmo. Di un'ambientazione emersa per caso durante una chiacchierata di quelle che adoro, con le persone speciali, e che mi ha colpito - facendomi, per così dire, trillare un campanello interiore. Di un rimuginare frammentato che ha fatto prendere forma a uno scheletro di vicenda e di qualche suggerimento arrivato al momento giusto. Di qualche idea per i personaggi e di un setting tanto affascinante quanto inquietante. E di dei su cui meditare e possibilità da esplorare.
Oggi invece sono stanca. Stanca proprio. Stanca da non riuscire a concentrarmi, stanca da aver voglia di piangere e gridare e non capire proprio perché... perché non vado mai bene come vorrei. E tanti altri perché. Stanca e triste, stanca e incazzata.
Ma passerà.
Limitarsi a dire "passerà" in realtà non serve a niente e lo so bene, ma facciamo finta di crederci.

On air:
Within Temptation, Silver moonlightDog days
Anathema, Destiny

lunedì 3 marzo 2014

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK??? - 21

Il mese scorso avevo saltato l'appuntamento con le chiavi di ricerca più buffe/assurde/sciocche/inquietanti, perciò l'elenco di questo mese è particolarmente nutrito di stronzate - non offendetevi, è una chiave di ricerca anche questa. A parte qualche personale stalker o aspirante lettore (aislinndreams - e ok; aislinn in dreams - ehm, eh?; angelize aislinn pdf, poi, non soddisfatto, angelize aislinn pdf gratis, per specificare; aislinn angelize fabbri venduto - mi spiace, non li ho ancora nemmeno io i dati di vendita, è uscito l'altro ieri!; aislinn angelize informazioni) e qualche studioso della Bibbia che è capitato qui molto per sbaglio (scontro michele e lucifero - dammi tempo, che quei due nella seconda parte di Angelize... ehm *coff coff*; matteo capitolo 25 versetti 31 46), nonché un francamente inquietante persone che sono diventati angeli.

Per la serie "l'ottimismo è il profumo della vita", frasi la vita è insopportabile nonché voglio dimostrare che so fare qualcosa; immagini da scaricare belle e profonde con frasi per amici e amiche; ringrazio dottore e vado avanti.

Per la categoria "traduzione, please?", divertitevi: sacca con scanbio deuz con spiegazione zx magia; aro ta fai ?; nto o chiavicon a vill; l c system snc di stella merl; si puo dire i have a coffe pleasewhat mother fuck significato esclamazione.

Bizzarre sono umpa lukha (la versione russa degli Umpa Lumpa?); il peggior nemico del tirex (consiglio di guardare Jurassic Park III); ragazzi sospesi per aria e un raccapricciante scarica foto dei scorpioni nel letto. Per il "dei scorpioni", non per gli scorpioni nel letto.

Se passiamo alle ricerche a tema musical-cinematografiche, di chi è originale oops i did it again (no comment), woody harrelson si cancella le lacrime co dollari (in Zombieland, sì), chi sa che canzone è sigla in cucina con giallozafferano? Infine, i danni provocati dalla scelta di Aidan Turner per Kili nello Hobbittauriel kili come finisce? nonché tauriel kili moriranno?è vero che kili muore ne"lo hobbit? Per il dietro le quinte: foglie di plastica nel film lo hobbit.
Mah.

Le soddisfazioni più grandi le danno però sempre le ricerche a tema capelli (chi se lo immaginava, quando ho scritto questo post): dall'autostima di motivarsi a crescere capelli fino al meraviglioso i capelli lunghi mi danno noia quando faccio l amore. E non ti dico (da amante dei capelloni, nonché lungocrinita io stessa) quando i capelli lunghi li hanno tutti e due...

Il che introduce trionfalmente l'ultima categoria, quella pornosessuosa. Con una trionfale mi sono sposato perche mi piaceva scopare e tua madre e cattolica trailer, seguita dal solito yuoporn scritto male, da chi vuole porno folkloristico (video porno lore), da chi si eccita all'Ikea (free mostra fuck18 mobili) e dall'evoluzione del paranormal romance, che è anche una chiave di ricerca ricorrente: la mia bebysitter e un vampiro foto porno. E sì, meditate su quel bebysitter.