giovedì 29 agosto 2013

Black mirror

Geniale.
Assolutamente geniale.
E spaventoso.

Ma non c'è bisogno di zombie, serial killer o sbudellamenti, per fare paura. Basta raccontare una realtà tremendamente vicina alla nostra, del tutto verosimile, e allo stesso tempo aberrante.
Come la nostra, in effetti.


Devo al Capitano "Hell" il fatto di aver scoperto l'esistenza di questa serie tv British, solo tre puntate per ciascuna delle due stagioni, secondo una formula ormai diffusa. Ogni episodio, inoltre, è del tutto indipendente dagli altri: cambiano i personaggi, le ambientazioni, le epoche, restano i temi di fondo. Perciò, prima di tutto vi segnalo doverosamente gli articoli di Hell, che trovate linkati qui. In secondo luogo, vi dico: recuperate la serie. L'ideale sarebbe guardarla più o meno ignari, quindi eviterò spoiler e mi limiterò ad accennare brevemente alla trama delle diverse puntate.
Black mirror parla di tecnologie. Di media e comunicazione. Di come smartphone, computer, social network influenzino la nostra vita e ci rendano allo stesso tempo controllabili e potenti. Perché dico questo? Perché è impossibile, ormai, impedire che una notizia scioccante resti segreta; è impossibile ignorare l'opinione pubblica che ruggisce attraverso tweet e commenti; ma questa stessa forza di comunicazione funziona in due sensi. Ciò che permetterebbe la democratica autodifesa del popolo che si contrappone ai pochi burattinai, su, ai piani alti, è anche ciò che offre a politici e uomini di spettacolo i mezzi per influenzare menti e anime. Informazione e cultura sono a disposizione di tutti come mai prima; ma anche i dittatori hanno armi più potenti e insidiose.
E poi, quanto sono cambiate, quanto ancora cambieranno le nostre abitudini, grazie alla tecnologia moderna? Quindici anni fa non avevo un cellulare, internet non era diffusa, scaricare film e dischi il giorno stesso dell'uscita era inimmaginabile. Ci risparmiavamo migliaia di foto con facce da papera, perdevamo meno tempo a inseguire link e video di gattini, non sapevamo nemmeno cosa volesse dire "tenere un blog". Ma avevamo anche meno occasioni di conoscere gente - e tutte le persone più importanti nella mia vita, oggi, le ho incontrate grazie a internet -, di informarci, di scoprire artisti sconosciuti, perfino di prenotare un viaggio senza passare per le agenzie.

Black mirror si interroga su tutto questo e molto altro, e lo fa con storie originali, ciniche, capaci di mandare un brivido lungo la schiena. Perché siamo noi, è la gente che incontriamo ogni giorno, quella che vediamo nel telefilm. Personalmente, ho trovato particolarmente disturbanti proprio le puntate ambientate nella società "presente", quelle, insomma, basate sulla tecnologia già a disposizione di tutti; ma anche le altre, che si svolgono in un futuro prossimo, riescono a emozionare - di più: a colpire diritto allo stomaco.
La prima inizia con una telefonata in piena notte: il primo ministro inglese viene convocato d'urgenza perché la principessa Susannah è stata rapita. In un video caricato su Youtube, la ragazza legge in lacrime le richieste del rapitore: non soldi, non la liberazione di terroristi o altro di "consueto", ma qualcosa di molto più assurdo, aberrante, umiliante. Il primo ministro stesso dovrà fare sesso con un maiale, in diretta tv e senza possibilità di trucchi. E nonostante i tentativi di occultare la vicenda, inesorabili sui social media si diffondono commenti, immagini, battute sciocche, disapprovazione e solidarietà...
Nel secondo episodio, le persone comuni passano la vita a pedalare su una cyclette per produrre energia e guadagnare crediti con cui comprare il cibo, vestire il proprio "avatar" virtuale, o anche solo evitare le pubblicità imposte dai maxischermi che compongono le pareti delle loro cellette. Le persone grasse sono costrette a fare gli inservienti, o umiliati in spettacoli televisivi crudeli; l'unica via d'uscita per migliorare la propria esistenza è un talent show che può garantire il successo. Ma anche i sogni possono venire distorti, e anche chi osa ribellarsi e protestare denunciando l'ingiustizia di tutto questo può ritrovarsi assimilato nel sistema, "impacchettato" e rivenduto...
Nel terzo, un marito geloso fruga ossessivamente nei ricordi che vengono registrati da un chip installato nella testa di ciascuno, una tecnologia che consente di salvare e rivedere le esperienze di tutta una vita, per scoprire se la moglie lo ha davvero tradito.
La seconda serie è altrettanto ben riuscita: nella prima puntata, una donna, Martha, perde il fidanzato Ash in un incidente. Grazie a un'applicazione che, recuperando tutte le tracce lasciate dal ragazzo in rete, riproduce il carattere e la parlata di Ash, Martha può chattare, parlare al telefono, e, alla fine, addirittura ordinare una "riproduzione", un androide, del fidanzato. All'inizio l'imitazione pare perfetta, ma...
Il secondo episodio della seconda stagione è un altro dei miei preferiti: una donna (la Lenora Crichlow di Being human, un'attrice che mi piace moltissimo) si sveglia priva di memoria in una casa vuota. Nessuno la aiuta, i passanti si limitano a filmarla con il cellulare, senza rivolgerle la parola, mentre strani individui con maschere e passamontagna le danno la caccia armati di fucili. Cos'è successo al mondo, che sembra diviso in assassini, fuggitivi e spettatori entusiasti di fronte a paura e violenza?
Nell'ultimo episodio, infine, un personaggio animato, l'orso blu Waldo, che ironizza con implacabile sarcasmo sui politici candidati alle elezioni, diventa a sua volta, assurdamente, un candidato...


Non dirò niente di più, perché non voglio rovinarvi la sorpresa di scoprire la verità dietro le apparenze, l'inaspettato dietro le virtuali sicurezze. Black mirror è inquietante proprio perché racconta di ciò che è possibile, vicino a noi, forse già tutto intorno.
E se pensate che sia tutta un'esagerazione, osservate bene lo schermo del computer, quando il video finirà e resterà il campo nero. Osservate il televisore. Vedete la vostra immagine riflessa sullo sfondo scuro? Eccolo, lo specchio nero. Nessuno di noi lo evita del tutto.

martedì 27 agosto 2013

Cose che potete regalarmi

Così, for your consideration. In realtà, è solo una scusa per rivelare senza vergogna tutte le mie dipendenze. Sapevàtelo.


It really should be a cultural norm!
- Libri. Ovviamente. Ma non libri a casaccio. Tipo quello che mi compra il primo romanzo con draghi e fanciulle scosciate perché "a te piace il fèntasi, no?"* Lo ammetto, la mia lista desideri su Anobii non è aggiornata né affidabile (non mi ricordo mai di eliminare i volumi che ho acquisito nel frattempo, e non ci aggiungo roba da un sacco). Quella su Amazon è privata. Ma se mi chiedete "che libro vorresti?" mica mi offendo, eh. Piuttosto che avere in casa un romanzo che non leggerò mai... A quel punto, un bel buono acquisto per Amazon o l'ex Melbookstore/Ibs o Feltrinelli o analogo negozio. Mia madre l'ha capito da anni e mi chiede direttamente una lista ogni volta che deve farmi un regalo. Oppure mi regala un biglietto di concerto, visto che di quelli sa benissimo cosa mi piace ^^

- Tazze. Tazze tazze tazze. Intendo le mug. Strane. Simpatiche. Personalizzate. Tipo questa qui sotto, che mi ha regalato Socia Sam. O tipo quella del Dottore che mi sono autoregalata e ho diffuso anche in casa d'amici. O tipo quella rosa piena di stelline sbarluccicose con Trilly (ebbene sì) o quella col demonietto che dice Come to the dark side, we have cookies. Insomma, tazze. Qualcuno mi dice dove trovare questa? O questa? O questa? Per la gioia di mia madre che ogni volta che entra in casa mia farebbe partire il turbine lavariordinaspolverasistemastira, con corollario eh, ma non sei proprio una donna di casa**, spargerei tazze su ogni superficie disponibile. Medito di cospargere una parete della cucina di ganci solo per appendercele per il manico. Cosa che provocherà l'inevitabile ma così si riempiono di polvere! Sì, ma prima di usarle le sciacquo. Ovviamente.


- Questo. Semplice.

- Quel meraviglioso pouf viola che sta da Kasanova, al centro commerciale. Ogni volta resto a guardarlo *O*

- Poche parole: Kiko. Lush. O Emp. Oddea quanto amo Emp.

- E se invece volete andare sul culinario, è sempre buona norma saccheggiare lo spaccio di Venchi in stazione a Torino. O qualche negozietto di birre artigianali preferibilmente belghe o scozzesi.

- Evitate la roba che normalmente vi propinano come regalo-da-donna. Non mi frega niente dei gioielli lussuosi. Le piante mi muoiono nel giro di una settimana. E non sono neanche una da cena costosa, preferisco una sana trattoria, un pub con cibo schifezza, un bel sushi prezzo fisso a dieci euro.
Però, lo ammetto, amo le rose bianche. Non so per quale strano motivo il mio fiore preferito è sempre stato uno così romantico ^^ Probabilmente per compensare la feroce crudeltà da scribacchina. Ghghgh.

- Ci sono poi cose che non compro da una vita, perché rientrano nel ma quanto cacchio costano? Tipo le fate (quelle di Paor sono splendide e praticamente occorre vendersi un rene per comprarle, ma ce ne sono anche tante altre di belle e un pochino più economiche) o le action figures (o anche non action). Orgogliosa del mio Gozer il Gozeriano, per esempio, gli affiancherei volentieri altri miti personali, come il Corvo di Brandon Lee (quando vedo la statuina su internet resto dieci minuti a bocca aperta per l'ammirazione) o Shaun di Shaun of the Dead (amo Simon Pegg alla follia). La scusa che adduco a me stessa è non hai spazio in casa... E vabbe' :-P

Ecco qua. Il mio compleanno è lontanissimo e non siamo nemmeno sotto Natale, quindi non potete accusarmi di aver voluto pilotare i regali delle feste, per allora la gente si sarà bell'e che dimenticata questo post. Semplicemente, se mentre camminiamo per strada io mi metto a sbavare davanti a una vetrina, probabilmente c'entra qualcosa di quello che ho citato qui sopra. Quindi non preoccupatevi. Tutto normale.

* Se la persona mi sta simpatica, sorrido e ringrazio comunque. Se la persona mi sta sulle palle, lo picchio fortissimo in testa con lo spigolo di un romanzo di Luca Tarenzi o Terry Pratchett o Neil Gaiman gridando ecco! Sì! Mi piace il fantasy! Tipo questo!
** Certo che no. E non vedo il problema.

lunedì 26 agosto 2013

Buon lunedì

E la settimana comincia con:
- perle di saggezza instagrammate perché sì. Perché posso. Perché gli smartphone provocano delirio di onnipotenza. E una scribacchina ha già un serio God(dess) complex di suo, che è pericoloso risvegliare. E poi perché un giretto in Feltrinelli va sempre bene per rilassarsi. E perché adoro le calamite. E poi queste avevano anche i gatti. Ecco.
Di lunedì mattina ho il sacrosanto diritto di fare un po' il cacchio che mi pare per riprendermi dal trauma della fine-week end.

- Caffècaffècaffè. Assoluto e disperato bisogno di caffè. Praticamente vivo d'insalate, latte, caffè, caffè nel latte, latte nel caffè. Ma vivaddea la prossima settimana avrò di nuovo la cucina (già, sono senza cucina da metà luglio. L'estate senza frigo è una meraviglia).

- Eee... anche la seconda Betalettrice ha concluso M. Sono soddisfatta (lovvo tanto le mie adorate vittime), anche perché ha messo in luce una cosetta importante su cui meditare. Farò un po' di confronti incrociati su questa faccenduola con gli altri Betamartiri (sì, vuol dire che farò domande mirate a tutti sulla stessa questione), ma qualche ideuzza su dettagli da sistemare e leggere modifiche da apportare ce l'ho già. Comunque, si va avanti e M. potrebbe forse (forse) (FORSE) fare meno schifo di quello che pensavo.
Togliti quel ghigno dalla faccia, tu, Protagonista Coglione. Tu sei Coglione anche se ti adoro.

A Writer's Comic - Advice

- Ho riordinato (in parte*) le librerie della camera da letto, trasferendo i volumi in doppia fila in altra stanza. A parte che ho respirato la polvere dei millenni, e a parte che oggi mi dedicherò a ulteriore spostamento così, forse, le mie librerie Ikea avranno poi aspetto umano e tornerò a capirci qualcosa, ho preso consapevolezza (più del solito) della quantità sterminata di libri che "voglio assolutamente leggere presto". Romanzi, saggi su qualsiasi argomento, ne ho una caterva in attesa. Meglio così che essere senza, ma accidenti. Avrei bisogno di un paio d'ore extra al giorno solo per leggere.

- Grazie a illuminante immagine circola su Facebook (condivisa da svariati miei contatti e originariamente qui), vi annuncio che sono spacciata per una quantità di motivi:


Anche se vedere in mezzo pure i film di Twilight... Eccheccazzo, no! D'ora in poi comunque mi presenterò dicendo "Non c'è nessuna Aislinn... soltanto Zuul!"

Non vedo l'ora che sia di nuovo venerdì (anche perché ho diabolici piani per il week end). Buona settimana a tutti!

* In parte perché dopo dieci minuti mi rompo. O mi distraggo. O mi viene in mente altro che dovrei fare. O... eh?

sabato 24 agosto 2013

Post frammentario (tanto per cambiare)

... Ma, in questo periodo, è così. Take me as I am.
Probabilmente la decompressione mi rende anche più complicato organizzare lunghi post incentrati su un solo argomento. Più semplice distrarmi a ogni farfalla che passa e inseguire considerazioni sparse che vagolano libere*.

Per esempio, ormai leggo molto di più in inglese che in italiano, così come vedo più spesso serie tv e film in lingua originale. Per circostanze di vita, perché tanti libri che mi interessano non sono importati, per dovere. Il risultato è che sempre più spesso mi trovo a infilare espressioni inglesi quando parlo o scrivo su internet. Un po' perché alcune si adattano perfettamente al contesto ma sono intraducibili, un po' perché sarebbero traducibili ma perdono molto nel passaggio, un po' perché l'equivalente italiano c'è ma il termine inglese suona meglio. Qualche tempo fa mi era stato contestato il fatto che avessi usato un titolo in inglese per un post. "Difendiamo l'italiano, basta esterofilia" eccetera.
Mi spiace. Io amo la mia lingua, amo abitare dove abito, pur con tutto quello che, lo sappiamo, va male da noi. Scrivo romanzi in italiano e (almeno per ora) non ho intenzione di farlo in un'altra lingua. Ma l'inglese è parte della mia vita, quando leggo, quando ascolto musica, quando viaggio. Ed è una lingua che amo: mi piacciono i suoi suoni, adoro certe parole ed espressioni, determinati accenti, adoro ascoltarlo e adoro parlarlo (mentre, per esempio, non mi piace cimentarmi con i suoni del francese. Non li sento miei. Piuttosto mi trovo meglio a leggere il tedesco, lingua che non conosco, ma la cui pronuncia mi risulta più facile rispetto, appunto, al francese). E se un'espressione "mi suona meglio" in originale, se ritengo che sia più efficace, se, semplicemente, mi va così, io la uso e continuerò a usarla.
Senza contare che, maledizione, io mi sento europea, e di far divisioni tra "noi" e "gli altri" non me ne frega niente. Siamo nel 2013. Non servono soluzioni di continuità, confini e spaccature.
Get over it.


Poi: ieri gaudio & giubilo. La prima Betalettrice, una povera martire che ha ricevuto M. solo il 20 agosto, ieri mi ha scritto di punto in bianco "finito l'altro ieri". A parte il Premio Velocità, a parte che devo farle una statua a prescindere, a parte che si è presa lo sbatti di avvisarmi appena tornata dalle vacanze prima ancora di disfare la valigia... sono davvero davvero davvero soddisfatta della chiacchierata avuta ieri in chat, a commento. Che si è svolta più o meno con io che chiedevo "che ti è parso di questo personaggio? E questa scena funzionava? Quant'era prolisso e scorciabile? Il finale stava in piedi?" eccetera, e lei che mi ha fornito commenti utilissimi. Mi ha fatto notare due o tre cose che vanno sistemate (a livello di "spiega meglio quello" e "quella scena va aggiustata"). E mi ha rassicurato su quello che mi rendeva incerta, la qual cosa meriterebbe bevuta celebrativa (vi ho detto quanto sono preoccupata per questo romanzo e quanto è importante? ^^)
E la bevuta ci sarà, ovviamente. Nel frattempo, lode lode all'Ipnorospo ehm, a Marina! E anche un po' al Migliore Amico del mio Protagonista, che sta riscuotendo successo presso una notevole schiera di fangirls. E senza nemmeno che sia il classico "figo", perché non lo è. Considerato che anche a me piace molto come personaggio**, sono felice per lui ^___^
Lo so, lo so, sono insopportabile. Non voglio bullarmi  o che, anche perché, lo ribadisco, M. ha ancora bisogno di molto lavoro eccetera eccetera. anche perché i complimenti m'imbarazzano abbestia e passo molto più tempo a rimuginare su un singolo difetto che su mille elementi ben riusciti.
Però ricevere dei feedback positivi su ciò che mi rendeva incerta e che mi ha fatto tanto penare è una soddisfazione e un buon punto per ripartire di buona volontà a sistemare quello che invece si può migliorare. Così come passare il tempo con i personaggi che amo è un buon modo per ricaricarsi e affrontare le parti più ostiche del lavoro di scrittura o revisione.

La mia reazione quando mi dicono qualcosa di lusinghiero su quello che scrivo:
OH, STOP IT, YOU!!! ^///^
* In testa non ho i criceti sulla ruota. Come stabilito genialmente da Socia Ale durante lunga serata di chiacchiere e risate, "noi" (scribacchine? Weird girls? Quel che è) abbiamo gli scoiattoli, in testa. Che corrono in un turbinare*** di code.
      *** Sì, ho scritto turbinare. Ma questa la capiranno tre persone al mondo, sorry. Linguaggio in codice.
** Non è mica scontato. In altre storie, ci sono personaggi di cui sono soddisfatta per come mi sono venuti e hanno "preso vita", ma che detesto visceralmente ed esecro con tutta l'anima. Ho anch'io le mie preferenze ^^

P.S. Assolutamente non ricordo le fonti delle .gif, trovate in giro su Tumblr. Se qualcuno le ripesca, sarò grata se mi girerete i link^^

giovedì 22 agosto 2013

"Ho letto fino a..."

Sono passati tre giorni da quando ho concluso M. Il punto della situazione a oggi è:

- mi è bastato riaprire il file per trenta secondi per accorgermi che ho scordato di inserire alcuni dettagli per i quali mi ero pure presa un appunto su commento. E vabbe'. Rimedierò.
Ho richiuso subito il file, comunque. Brrr.

- Il giorno dopo aver finito questa, ha cominciato a venirmi in mente, di quando in quando, la prossima storia, che già so quale sarà. Due giorni dopo mi sono detta "be', tengo pronto il file, si sa mai." Ieri ero al "Magari mi ci metto subito, anche solo a rileggere quello che ho già scritto, in attesa di dedicarmi a editing e revisioni", ma poi, stanca e assonnata, ho lasciato perdere. Il semplice pensiero "sì però è un altro lavorone immenso, quel romanzo" mi ha stroncato e ricondotto sul sentiero del "un po' di riposo e relax, prima, grazie".
La fatica di concludere M. per ora mi tiene lontana dall'imbarcarmi subito in un nuovo progetto, dunque. Mi concederò un periodo di disintossicazione per ricaricare le batterie. Vediamo quanto resisto...

- AAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHH!

- Il punto precedente si riferisce alla tipica reazione del mio cervello ogni volta che uno dei miei betalettori mi dice "sai, ho iniziato M. e ho letto fino al capitolo/alla scena/alla pagina..."

Perché, infatti, se faccio fatica a rileggere una mia storia quand'è "ufficiale", stampata in un libro vero eccetera, faccio mille volte più fatica a sopravvivere al momento dei "commenti". Intendiamoci, li bramo. Voglio sempre sapere cosa pensano i miei lettori. E ancora di più  ho bisogno dei commenti dei betalettori. Ho allargato la mia cerchia di cavie di Santi Subito - oltre alle tre Ineffabili Socie, ne ho altri tre, ora -, ovvero i poverini che si sorbiscono le mie prime stesure molto prima che arrivino in mani "ufficiali". Posso registrare le loro impressioni, chiedere un parere sui punti che mi convincono di meno, confrontare le loro opinioni domandando un parere su qualcosa che altri lettori hanno evidenziato, eccetera.
Solo che.
.Solo che ci sono i momenti in cui cincillo* perché mi scrivono cose tipo "i personaggi sono intensissimi e perfettamente delineati, ma da te non mi aspettavo niente di meno" (segnàtevela nell'elenco delle "frasi dell'anno, del secolo, del millennio" che potevano dirmi :-D In pratica, è l'equivalente di un barattolo di Nutella per l'anima), o perché mi scrivono che le scene a cui tengo sono riuscite bene. Ma, ovviamente e inevitabilmente, ci sono anche i momenti in cui mi fanno notare qualcosa che non va. Ribadisco: meno male che ho chi mi può dare questi pareri, e so bene che alla centesima revisione ci saranno ancora difetti su cui lavorare, figuriamoci alla prima stesura.
Ri-solo che.
Ri-solo che la mia parte razionale ringrazia, ma quella emotiva avvampa e pensa "AAAAAHHHHHH NNNNOOOOO non dovevo ancora far leggere è troppo incasinato fa schifo è brutto è ridicolo non funzionaaaaAAAAH!" Mi imbarazzo a livelli cosmici, anche se è sciocco, anche se non è il primo libro che scrivo, anche se, anche se, anche se... sospiro. Tanto sono rassegnata, oggi o fra altri cento libri sarà la stessa cosa.

Tutto normale, perciò. L'importante è ora raccogliere i pareri, vagliare quelli utili anche alla luce dei gusti dei lettori - mica tutto va preso per oro colato, soprattutto quando le opinioni sono contrastanti - e "distillare" il succo di quello che può essere utile per la prima revisione. Non voglio necessariamente commenti "da manuale"; voglio che ciascuno dei miei lettori accuratamente scelti esprima con sincerità la propria opinione. Li conosco abbastanza da sapere chi mi fornirà osservazioni relative a stile e tecniche di scrittura, chi più sulla storia e i personaggi; alcuni di loro sono scrittori più o meno professionisti, altri sono solo forti lettori che comunque lavorano "nel campo": le differenze sono ottime, perché tutti insieme i martiri i miei betalettori si completano e mi offrono un'ampia panoramica di gusti ed esperienze, e, allo stesso tempo, sono tutte persone di cui posso fidarmi, non, insomma, gli amici che dicono "sì sì bello" a prescindere, per gentilezza.

P.S. Ciò non toglie che io mi senta particolarmente affine all'Autore in questo fumetto.

P.P. S. Vi segnalo un paio di articoli che potrebbero interessarvi, se siete in cerca di betalettori: questo e questo.

* Voce del verbo cincillare. Come spiegato qui.

mercoledì 21 agosto 2013

Propositi di metà anno

Perché agosto è chiaramente metà anno e no non mi interessa che dodici mesi diviso due faccia sei. Agosto è metà anno perché contiene la "pausa vacanze", lunga o breve, ipotetica o concreta, solitaria o in compagnia, in giro o a casa che sia.

I Live By This :) That's why I write. It Makes me happy. <3Non che sia così per tutti, certo. C'è chi va in vacanza a giugno, chi a luglio, chi a settembre. Ma per me, agosto rappresenta quel breve, troppo breve momento di stacco, quando prendo un bel respirone in vista del tuffo nell'autunno alle porte, ricarico le batterie e mi preparo alla drammatica sequenza settembre-dicembre, quando Babbo Natale ci regalerà un altra pausa di festeggiamenti e sbronze riflessione.
In realtà, non è che mi sia riposata come i comuni mortali, ovvero non facendo un tubo di niente che non fosse quello che pareva a me; nella mia vita non esistono distinzioni tra giorno e notte, festivi e feriali, in orario o fuori orario. E tuttavia ho fatto quello che volevo - concludere M.* -, ho incontrato amici, ho folleggiato**, ho dormito, ho visto l'alba dopo notti bianche e così via.
Così, cerco di impedirmi di indulgere nel mio vizio preferito - ovvero immaginare tutti insieme i problemi, le seccature, gli impegni che mi attendono in modo da esserne schiacciata - e mi ripeto stile mantra "una cosa alla volta". Oggi ricomincio con una routine un po' più normale, e quindi voglio:

- andare a letto a orari sostenibili (devo, ahimè devo dormire almeno sette ore per notte, o prima di ottobre sarò già di nuovo uno straccio)
- leggere di più quello che voglio io, oltre alla valangata di roba che leggo perché me lo mandano/me lo prestano/me lo chiedono/mi tocca. Ho sul comodino una pila tale di volumi che se una notte la urterò potrebbe seppellirmi...
- ottimizzare il tempo in modo da farmelo bastare per tutto quello che mi serve, il che significa evitare le distrazioni, e anche riprendere le sane, buone abitudini***, oltre a scrivere di nuovo con regolarità il blog, un pochino trascurato in queste ultime settimane

♥E poi vedremo. Questa "seconda metà dell'anno" porterà alcune grosse novità, se tutto va bene, cosette già in preparazione da lungo tempo; ma ci sono anche alcuni progetti ancora da definire e opportunità che spero si concretizzino. Non faccio troppe previsioni perché, as usual, la mia Dea si diverte a stupirmi e a offrirmi novità inaspettate (tipo una che, fra un paio di settimane, mi porterà tra paesaggi fiabeschi... vi racconterò). Ma nei prossimi mesi si parlerà di libri e di concerti, di eventi e di week end, di scrittura di un nuovo romanzo e di revisione di quelli già completati, e poi di chissà che altro. Io ho sempre timore per il futuro, è più forte di me; ma ho gli amici accanto, ho fatto il pieno di good vibes grazie a tutti loro, e ci provo, ad avere fiducia. In fondo, questa seconda metà dell'anno serve a piantare i semi per un 2014 a cui penso già...

*Sì, sto ancora gongolando.
** Ok, lo faccio anche normalmente. Ma adesso posso dare la colpa all'estate.
*** Ehi, tu! Tu che ridi! Non sei divertente!

martedì 20 agosto 2013

... And another journey starts...

yes. it reminds me I have to finish writing something that got started long timeIeri, 19 agosto 2013, ho finito la prima stesura di M.

Di sicuro è il romanzo dalla first draft più travagliata che ho completato finora, (no, quello più travagliato in assoluto è un altro, e nell'arco di tre anni sta passando attraverso talmente tanti editing, revisioni e stravolgimenti che prima potrò smettere di pensarci meglio sarà). M. ha avuto poco meno di un anno e mezzo di elaborazione per la trama, dalla primissima idea all'inizio della stesura (inizio 2011-metà 2012 circa). Poco più di un anno per la stesura (metà 2012-agosto 2013). Totale, più o meno due anni e mezzo. Non dedicati solo a questo, certo: nel frattempo ho scritto racconti, ho rivisto ed editato svariate volte altri due libri, e ho fatto una quantità spropositata di altre cose. Ma, ecco, la sensazione di concludere un romanzo - un progetto lungo, una storia complessa - mi mancava dal 2011.
Ci si sente svuotati, poi.
Era con me Socia Ale, in questi giorni. Giorni meravigliosi, e straordinariamente produttivi nonostante il tempo dedicato a chiacchierare, passeggiare, vedere posti, guardare film eccetera; perché quando poi ciascuna si metteva alla sua scrivania, il lavoro e la scrittura filavano alla perfezione.
"Come procede il massacro?"
"Bene! Stanno soffrendo tutti tantissimo! E i tuoi personaggi come stanno?"
Tipico dialogo urlato da una stanza all'altra in questi giorni. E riderci sopra, confrontarsi, raccontarsi le storie aiuta davvero tantissimo, come brainstorming, come antistress, come iniezione di fiducia ed entusiasmo.
Perciò, ieri, quando ho annunciato "ok. Ho finito", Socia Ale era qui ad abbracciarmi. E lei e l'amico che poi mi ha sopportato in serata si sono sorbiti i miei sorrisi increduli, la mia sensazione di galleggiamento, alternata a improvvisi sprazzi di "ohmmiaddea però quella parte è orrenda" e "ohccavoli adesso però devo farlo leggere!", ri-alternati a subitanei "però accidenti, non ci credo!" e a tentativi del mio cervello di settarsi sul consueto binario "ok, fai questo e quest'altro, poi apri il file di M. e vai avanti... Ah, no: HAI FINITO". Si svolazza come palloncini, alla fine di un lungo romanzo, incerti sulla direzione, di umore mutevole a seconda di dove ti spinge il vento, un po' euforici e un po' sbigottiti.

I seriously do that all the time. Only ever finished writing two of my books.Ho di sicuro mille difetti, come scribacchina, e mille cose da imparare, ma almeno una dote ce l'ho: arrivo in fondo ai progetti. Lo scoglio contro cui cozzano tanti aspiranti, concludere la storia, l'ho sempre evitato, da quando ho iniziato a scrivere in modo serio e continuativo. Ci metto mesi, un annetto anche, ma il romanzo lo concludo, se sento che ne vale la pena. Finora ne ho un paio interrotti, ma per motivi diversi, riassumibili in "non era il loro momento", e sono entrambi i prossimi della lista, da riprendere da capo e concludere. Uno non aveva un adeguato antagonista, perciò il meccanismo che avevo costruito, e che mi piaceva e mi piace ancora parecchio, si arenava a circa due terzi; ma, ora, l'antagonista giusto è arrivato, oh, yeah... L'altro era troppo complesso, troppo complicato per le mie forze, quando ho avuto la prima idea, nel 2009; e nonostante la maggiore esperienza che ho oggi, rappresenta ancora una sfida enorme - sia per il rischio che la trama risulti dispersiva, poiché troppo ricca, sia per l'ambientazione, che stavolta è storica e rappresenta quindi per me un terreno nuovo, tutto da esplorare.

Ma ci sarà tempo per loro. Prima devo ritrovare le energie, svuotare la mente con un pochino di vacanza dalla scrittura - almeno da quella, perché per il resto giorni di pieno relax ne ho avuti pochini davvero e non so se ho riempito abbastanza il serbatoio di benzina...* Poi, avrò da affrontare ancora un'ultima fase di editing cercando di resistere allo sfinimento. Il tutto, ovviamente, incastrato agli impegni "normali"...
Nel momento che sto vivendo, scrivere è una parte del mio lavoro, la quale richiederebbe un tempo pieno che non posso però dedicarle; perciò tra un lavoro e un impegno, un romanzo e una fatica, ecco che quello da rosicchiare è il tempo del relax e del riposo, ovviamente, per riuscire a far stare tutto quanto nelle limitate ventiquattr'ore di una giornata. I'll sleep when I'm dead, eccetera, e vedremo come andranno le cose. Certo è che se non avessi avuto queste ultime tre settimane un pochino più libere, non sarei riuscita a ritrovare i miei ritmi***, rileggere tutto M., correggere e aggiungere, e finalmente portare a casa anche il finale. Perché, ehggià, da riposati ci si concentra meglio e si lavora di più, perciò, a questo scopo, servirebbe dormire di più, ma se non sfrutto la sera non riesco a tenere il ritmo, quindi dormo di meno, e a quel punto faccio più fatica e ci metto di più... ecc ecc. Perciò, ok, cercherò di spezzare questo circolo vizioso prima che si riformi.

Ora però tregua. Tregua per il mio cervello bollito, che avrà mille lavori e preoccupazioni e pensieri, ma, almeno per un pochino, non avrà l'assillo del "romanzo da finire". Ora tocca al cuore fare gli straordinari: ogni volta che mi viene in mente che i miei attuali Due Betalettori + Lettrice Sperimentale**** hanno già per le mani il testo di M., mi parte una scarica di adrenalina e arrossisco da pazzi. Vedrò se qualche altra Betalettrice pietosa vorrà unirsi al gruppetto e, all'arrivo dei responsi, ci starà una rilettura. Prima che M. intraprenda la sua strada: la prima tappa ce l'ha già fissata. E sarà una tappa importante.
E, in autunno, si inizia il romanzo nuovo...
Fight!

* Sì, farò la brava, dormirò di più. Ok.**
   ** Questo è a beneficio degli amici che mi minacciano di metaforiche (mica tanto) mazzate in testa pur di farmi dormire. Sgrunt.
*** Riassumibili in una parola: notturni.
**** Non è un lavoro facile neanche quello del Betalettore. Sono tutti santi & martiri persone di cui mi fido, ognuna con le sue caratteristiche e le sue doti, ognuna professionale e mia "collega", che mi garantiscono di ricevere un adeguato quantitativo di pareri utili e ad ampio spettro. Le rarissime, meravigliosi incarnazioni della figura di "amici ma anche lettori di fiducia", per i quali non temo il pericolo del "ma sì, è tutto figo" a prescindere, che è il rischio principale quando si passano storie a parenti, conoscenti e così via. Ci vogliono anni per trovare questo tipo di lettori, e meno male che ci sono ^^

On air (e anche nel post precedente):
Blind Guardian, And the story ends
30 Seconds To Mars, Up in the air

giovedì 15 agosto 2013

... And the story (almost) ends

Ohibò. Non aggiorno il blog da un tantino di tempo.
A mia discolpa: sto vivendo quei rari periodi in cui scrivo e me ne posso sbattere di tutto il resto. Ho ripreso il mio ciclo vitale naturale - a letto alle quattro di notte e sveglia tardi - e tra una tazza di caffè e l'altra sto scrivendo.
Sto scrivendo.

Per la precisione, M. si avvia alla conclusione. Ed è una sensazione strana, un po' perché questo romanzo ha avuto una lavorazione travagliatissima, come vi ho detto qua e là, e il finale in realtà c'è già - a mano su svariate pagine di notes fitte di calligrafia incomprensibile - ma il romanzo sarà per me concluso quando avrò riportato tutto su Word e avrò aggiunto le due-tre scene che ancora mancano all'epilogo; un po' perché è da parecchio che non finisco un romanzo nuovo - il first draft dell'ultimo prima di M. l'ho concluso nel 2011. Normalmente almeno uno all'anno lo scrivo, ma il 2012 e questa prima metà del 2013 sono stati complicati e dedicati a molteplici revisioni, e così la stesura di M., iniziata circa tredici mesi fa, si è protratta più del solito.
Ma ora ci siamo, quasi.
Nella settimana in cui non mi avete sentito, qui sul blog, ho ripreso il romanzo da capo, rileggendo, sistemando, spostando, aggiungendo (secondo quanto pianificato), e ritrovando il feeling con la storia. Da ieri ho iniziato la scrittura dell'ultima parte. La sensazione?...
Be', lo scrittore è il peggior giudice di se stesso, soprattutto durante la stesura. In questi giorno ho prevedibilmente saltabeccato tra il "fa tutto schifo" e il "però questa scena è una figata" - com'è normale. Al momento l'impressione è che M. sia potenzialmente un buon libro; c'è ancora però qualcosa che non mi convince, qualcosa su cui non sono sicura. Ho bisogno della controprova: il parere dei miei betalettori di fiducia, le Ineffabili Socie + Uno (una volta erano le Ineffabili, ora si è aggiunta una povera vittim... ehm, un lettore in più). Appena concluso e inviato a loro, attenderò con ansia allucinante con tutta calma e serenità il responso, per capire cosa posso sistemare*. Poi un'ultima revisioncina (si spera. A meno che non mi venga fatto notare qualcosa di gigantesco da sistemare) e poi anche M. inizierà il suo percorso ufficiale.
Una cosa mi conforta: i personaggi. Forse il romanzo non esprime ancora tutto il potenziale che dovrebbe - ma sono rassegnata, lo so, ci vogliono innumerevoli revisioni prima di ottenere il meglio - però i personaggi ci sono. Tre li amo, due sono stati per me insoliti e più ostici, e su di loro, quindi, mi sento un pochino meno sicura, ma mi sembra che abbiano comunque il loro perché. E per me è questo che fa la storia: i personaggi. Tutto il resto nasce da loro.
Perciò, ora pranzo, che finora ho solo bevuto un home made cappuccino, e poi pomeriggio dedicato a due cose: M., e un rilassantissimo bagno sfruttando qualche speciale prodotto di Lush ;-) per prepararmi alla serata di Ferragosto (un po' di stacco e relax e divertimento ogni tanto, insomma... *segue risata satanica*).
Mentre tutto intorno dalle prime crepe filtrano novità... che ancora non vedrete qui, ma ormai manca poco ;-)

* Preparatevi al consueto attacco della Sindrome di George MacFly** che sempre mi coglie ogni volta che qualcuno legge le mie storie: "E se poi non piacciono? E se mi dicono che non valgo niente? Sento che non potrei sopportare questo tipo di rifiuto".

** Se non sapete chi è... ahahah. Scherzo. Certo che sapete chi è.

L'immagine viene da qui e mi è stata linkata dalla meravigliosa Rachele - per me, amore a prima vista ^^ Anche perché il gatto che guarda le fantasie della scrittrice è un tocco di genio *___*

martedì 6 agosto 2013

At work

Ordunque. La revisione di M.-il-famigerato-M. prosegue. Secondo il beneamato schema qua sotto,


che di sicuro vi ho già postato e che viene da qui, al momento io sono nella fase This sucks - and it's boring. Perché, infatti, io mi faccio tutta la scala di questo Life of a project più e più volte per ogni romanzo, in stesura, in revisione, in rilettura, ecc ecc. Non la seguo nell'ordine, perché tendo piuttosto a saltabeccare da un punto all'altro a seconda del momento (le mie vaaaghe tendenze al bipolarismo - già vedo un amico in particolare che commenta "vaghissime proprio..." - si manifestano anche così). Quindi non è detto che al prossimo post in cui vi parlerò di M. io sia alla "dark night of the soul".
Ma non è improbabile -___-

Anyway, ho sistemato ("AHAHAHAHAHAHAH! No", dice il mio cervello) i primi sette capitoli, giusto una cinquantina di pagine. Ok, ho aggiustato un po' di cosette. Sapendo ora cosa succede nel resto del libro (anziché avere la mia consueta vaghissima idea "boh, probabilmente ci sarà una scena così e una cosà, a un certo punto, forse") ho anche affinato certi riferimenti, apportato qualche aggiustamento ai dialoghi, messo a punto piccoli dettagli. Sistemato un po' lo stile, pure: normalmente io parto entusiasta all'insegna del "sììì, questa scena famola strana!", poi l'editor in me tira le briglie e io cerco un po' di equilibrio tra il "giochiamo un po'" e il "magari facciamo anche capire qualcosa così il lettore tira il fiato, eh?" In realtà non è così estremo, ci scherzo un po'; non sono una ScVittVice SpeVimentale e SeVia, sono una scribacchina che si diverte da pazzi quando può immergersi nella testa di personaggi bizzarri, fuori di testa o alterati in vari modi.

Però, mi rendo conto, avrei un disperato bisogno di feedback. Non vedo l'ora di finire questa revisione per farla leggere ai betalettori di fiducia che vorranno accollarsi il compito, perché ho davvero la necessità di sentirmi dire "sì, è orripilante" oppure "no, è figo, ci sei riuscita". O, più probabilmente, la saggia via di mezzo "questo è ok, questa parte invece no". M. è insolito, per me, non solo per tutte le sfide che mi pone e gli argomenti e i personaggi per me insoliti, ma anche perché è la prima volta che sento così tanto il bisogno di un punto di vista esterno, lucido e razionale che mi aiuti a mettere tutto in prospettiva e a giudicare come sta venendo il lavoro. Questo bene-maledetto romanzo mi sta mandando abbastanza in tilt.

Comunque, oggi affronterò il primo dei capitoli dove devo proprio aggiungere scene da zero, per irrobustire la storyline di Lei. Per quanto riguarda invece il tagliare qualcosina da quella di Lui... sto fallendo clamorosamente. Obviously.
Oh be'. Io sono malata di elefantiasi letteraria, come dice King, e questo sarà un altro tomazzo di 700 mila battute, lo so.
Again, fight!

P.S. Da poco è fuori anche la nuova classifica settimanale di Youcrime: potete vederla qui. Come al solito, vi chiedo di visitare la mia pagina cliccando su questo link e condividerla su Facebook, Twitter e Google +, usando la freccia verde in alto a destra. Ogni condivisione è un voto per il mio racconto Until it sleeps. Grazie!
Nel frattempo, Thriller Magazine ha parlato di Dogs, l'ebook che contiene la mia storia breve, oltre a quelle di Sandrone Dazieri, Igor De Amicis e Filippo Digirolamo. Potete leggere l'articolo completo qui, ma vi riporto (sì, con spudorato narcisismo) l'estratto che mi riguarda: "Il viaggio finisce addentrandoci solitari in un bosco, e non si va mai da soli nel bosco. Tramite Until it sleeps Aislinn ci regala un viaggio infernale nel bosco più oscuro che esista, un viaggio solitario e in pessima compagnia, un viaggio che ci porta alla fine dell’opera della Rizzoli lasciandoci più di un nervo scoperto e più di un’inquietudine addosso".

lunedì 5 agosto 2013

Videoclip/Le canzoni della mia vita: 30 Seconds To Mars - The kill

Eccoci all'appuntamento mensile dedicato ai videoclip più belli, curiosi, particolari che mi è capitato di vedere.
Ho scelto questa un po' perché reduce dal concerto dei 30 Seconds To Mars a Piazzola sul Brenta, un po' perché l'estate fa inevitabilmente venire in mente le visioni da Notte Horror e i film da brivido, un po' perché questa è una delle mie canzoni preferite, un po' perché è stata anche uno dei brani-manifesto di un certo periodo della mia vita: quando, cioè, nel 2011, ho cambiato vita, casa, tutto quanto. I tried to be someone else but nothing seemed to change, I know now this is who I really am inside. Finally found myself fighting for a chance, I know now this is who I really am... Meriterebbe un tatuaggio a parte, questa frase, ma ne ho già altri in lista. The kill è una canzone da combattimento, per me, un pezzo che ho usato anche come colonna sonora nel finale di un romanzo: un brano perfetto per quando si è in ginocchio e ci si rialza, almeno per le suggestioni che mi evoca. E l'interpretazione vocale è sofferta e intensa proprio quanto serve.
Il video, poi, è uno dei migliori dei tanti molto, molto belli girati da Bartholomew Cubbins-alias-Jared Leto, che oltre a essere gnokko, simpatico, un po' folle, cantante, musicista, attore, fotografo, è pure regista. Insomma, il tipo di persona messa sulla Terra dalla Dea per far morire d'invidia e impazzire di lussuria chiunque. The kill diventa così un omaggio a Shining di Kubrick, ma non è una semplice riproposizione di quelle atmosfere, perché le somiglianze di ambientazione e i richiami alle scene del film si mescolano a una piega della storia del tutto diversa. Insomma, un piccolo film in musica.
Godetevi la canzone, godetevi il video, e buona settimana!

What if I wanted to break
Laugh it all off in your face
What would you do?
What if I fell to the floor
Couldn't take all this anymore
What would you do?

Come break me down
Bury me, bury me
I am finished with you

What if I wanted to fight
Beg for the rest of my life
What would you do?
You say you wanted more
What are you waiting for?
I'm not running from you (from you)

Come break me down
Bury me, bury me
I am finished with you
Look in my eyes
You're killing me, killing me
All I wanted was you

I tried to be someone else
But nothing seemed to change
I know now, this is who I really am inside.
Finally found myself
Fighting for a chance.
I know now, this is who I really am.

Come break me down
Bury me, bury me
I am finished with you.
Look in my eyes
You're killing me, killing me
All I wanted was you

Come break me down
(You say you wanted more)
What if I wanted to break?...
(What are you waiting for?)
Bury me, bury me
(I'm not running from you)
What if I
Bury me, bury me

sabato 3 agosto 2013

Youcrime


La bellissima grafica qui sotto è di Filippo Digirolamo, uno dei miei "compagni" in Dogs, l'ebook pubblicato da Rizzoli LAB nell'ambito del contest Youcrime. Non potevo non mostrarvela, visto che richiama il bosco che fa da sfondo al mio racconto Until it sleeps. Grazie a Filippo, dunque ^^
La sua pagina è questa, quella di Igor De Amicis questa, la mia è invece http://www.corriere.it/cultura/youcrime/2013/aislinn.shtml. Per votarci nel contest dovete cliccare sul link della pagina e usare la freccia verde per condividere sui social (una volta per ciascun sito), ogni condivisione è un voto. Grazie!

venerdì 2 agosto 2013

Dimmi che cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK??? - 16

Consueto appuntamento d'inizio mese con le chiavi di ricerca più idiote, sgrammaticate, allucinanti che il caro Blogger mi segnala tra le "origini del traffico" che conduce a questo mio spazietto virtuale. Perché ci sono anche quelli che cercano roba normale, che so, un disco, un libro, un film di cui ho parlato, o magari argomenti legati alla scrittura. Ci sono, ve lo giuro.

Ultimamente i cercatori folli battevano la fiacca; questo mese di chiavi assurde ce ne sono state poche, ma buone. Oh, sì.

E questa volta parto subito con la categoria pornosessuosa. Perché vi aspettereste che cominci con il solito, immancabile feticista dei capelli lunghi che arriva a questo mio vecchio post in merito (cercando come farli crescere - tip: non tagliandoli - o incantesimi per allungarli o che so io). Stavolta, il feticista in questione andava direttamente su "ho+i+capelli+lunghissimi"+and+"porno". Basta avere le idee chiare.
Per restare in tema, dunque, qualcuno mi spieghi l'incomprensibile fuck caco gande sistar sex (eh???). Abbiamo poi i cinefili (fired+up+film+completo+pornogay), gli uomini che cercano l'anima gemella con impareggiabile raffinatezza (donne figone) e chi invece vuole le sexy celebrity: anneke van giersbergen nuda. E siccome si tratta di una cantante che ammiro e che ho visto dal vivo innumerevoli volte, ve la regalo anche:


Così poi non dite che metto solo gnokki masculi.

Proseguendo sul filone musicale, apprendo che c'è un brano del gruppo paramore nella puntata di beautiful... non saprò quale puntata e nemmeno quale canzone, già sono traumatizzata perché la loro Decode è splendida, ma l'hanno ficcata in Tuailait. E vabbe', i Paramore li perdono lo stesso. C'è chi cerca invece il mio adorato Aaron dei My Dying Bride: aaron stainthorpe capelli corti. Per quei capelli sono ancora in lutto, nonostante sia carismatico anche quando dorme, probabilmente, e quindi come lo rigiri sempre figo è.

Le mie preferite di questo mese tuttavia sono queste: grazie a questo post, mi trovo tra le chiavi di ricerca una scioccante sell like tenn spirit autore (l'autore in questione si sta rivoltando nella tomba, povero Kurt). E una incredibile frasi che accomunano harry potter e i 30 seconds to mars.
Non dormirò più finché qualcuno mi spiega che cosa mai accomuni Harry Potter e Jared Leto!

ohhh thanks you guys for brightening my life :D stupid people FTW!

giovedì 1 agosto 2013

To Write List di agosto

Perché gli scribacchini non vanno mai in vacanza. E anche quando non scrivono revisionano. E anche quando non revisionano immaginano storie. E quando sembra che vi stiano ascoltando, in realtà stanno ascoltando le voci nella testa.
Muahuahuah.

Writer

Come vi dicevo lunedì, sto lavorando alla revisione di M. A luglio ho potuto dedicarmi meno tempo di quello che avrei voluto, tra lavori, casini, rivoluzioni domestiche, sconquassi emotivi e, soprattutto, editing & revisioni che mi hanno stressato alquanto. E non è ancora finita - non del tutto, anche se manca poco, giusto gli ultimissimi step...
Perciò, ad agosto la parola d'ordine sarà portare avanti M. Il "scene breakdown" che vi ho descritto si sta rivelando utile anche per un'altra verifica: è bastato aggiungere una colonna e posso segnarmi anche dove ho inserito gli "indizi" per il lettore, e quali, per poi meditare su quali tenere, quali modificare, quali spostare, quali aggiungere; e ho potuto anche arricchirlo, ora che il "cosa succede" è più o meno sistemato, con le date in cui si svolge ciascun capitolo (la storia copre circa due settimane, dagli ultimi giorni del 2012 al dieci gennaio, più o meno, con l'epilogo un poco più avanti).
Ottenere una versione di M. da considerarsi accettabile (e soprattutto presentabile a chi attende di leggerla) sarà un'impresa (preparatevi a scene isteriche come se piovesse :-P ) ma s'ha da fare. Punto e basta. Meglio che posso. Fight!

Write ❤❦♪♫