giovedì 28 febbraio 2013

Videoclip: In Flames - The Quiet Place. E altri. E poi parliamo anche di ost.

I videoclip che entrano in questa personale gallery - sotto la fantasiosa etichetta di, ohibò, videoclip - appartengono in genere a tre categorie: video particolarmente originali, belli, con un'idea intrigante alla base, disturbanti, atmosferici ecc ecc; video che mi hanno traumatizz... ehm, a cui sono particolarmente affezionata per motivi personali (mi hanno fatto scoprire un gruppo che non conoscevo, mi hanno ispirato, hanno segnato un certo periodo della mia vita e così via); oppure, video che rientrano in entrambe le categorie precedenti. Dei quali, di conseguenza, parlo spesso. Che rivedo sovente per un motivo o per l'altro.
Insomma, che infliggo a chi mi conosce con particolare frequenza.

Video, dunque, che mi fa piacere ricordare a chi già li apprezza e far scoprire a chi non li ha mai visti. Per esempio, è il caso di Until it sleeps dei 'Tallica, con il quale avevo inaugurato il tag qualche mese fa. Ed è il caso anche di questo The Quiet Place degli In Flames. Che condivido su Facebook più spesso di quanto voglia sapere. Che mi intriga per svariati motivi: stile delle riprese (vagamente Matrix ma senza Keanu Reeves & compari cool e trendy), "trama", immagini. Un video abbastanza fortino (se non ricordo male in alcuni Paesi era stato "censurato" dalle tv, come se il metal si vedesse normalmente sui canali... Per me è un'idiozia, ma vabbe').
Se amate gli svedesini In Flames, potreste amare o odiare questa canzone - io la adoro, e ancora l'album da cui è tratta, Soundtrack to your escape, e il successivo Come clarity mi erano piaciuti parecchio. Quello dopo *che nemmeno mi ricordo come si chiama* mi aveva fatto abbastanza pena, e poi, lo ammetto, li ho persi un po' di vista.
I fan della prima ora non sempre apprezzano l'evoluzione di una band; rispetto agli esordi, gli In Flames mostrano qui un sound un po' più morbido, con inserti di voce pulita e così via, pur restando sempre nell'ambito dello Swedish death. La canzone comunque è abbastanza catchy, il video merita, come vi ho detto, per cui, anche se non siete metallari, dategli una chance. In finale è un po' tamarro, ma il resto è davvero figo, IMHO. Al solito, se Blogspot decide di non mostrarvelo incorporato qui sotto (la piattaforma è imprevedibile e umorale peggio della melma rosa di Ghostbusters 2) c'è il link nel testo, più sopra, e anche in coda.


Siccome si tratta di una mia fissa, ve ne avevo anche già parlato, almeno per accenni, in questo post dedicato a scrittura e colonna sonora. E per non ripetermi e basta, vi piazzo anche qualche altro clip, sempre In Flames-centrico, sempre di canzoni che amo e che contribuiscono alla colonna sonora del progetto M. che ho in lavorazione. Perché questo è il motivo per cui ho in mentre lo Swedish death in questo periodo: è un genere che il mio Protagonista Coglione ama, e diverse canzoni dell'accoppiata In Flames-Dark Tranquillity sono entrate in ost. Della suddetta ost (=official soundtrack, nel caso aveste dubbi sulla sigla), e di tutte le altre dei vari romanzi in lavorazione/completati/in attesa/lo vedrete, vi parlerò meglio e con più precisione in futuro, ma qualche accenno - in base ai miei irrefrenabili impulsi del momento stile ohmmiaddeachefigata'stopezzodevogridarloalmondo - ve lo siete beccato e continuerete a beccarvelo qua e là nei vari post di questa mia confortevole stanzetta imbottita virtuale (ehi, bella definizione per il blog. La adotto). Fatto sta che le mie ost variano abbastanza a seconda della storia: quella presente si divide tra metal incazzoso e ballad o pezzi malinconici, ne ho un'altra metal ma molto più incentrata su atmosfere oscure e dark, un'altra che mescola invece Within Temptation, rock e pop... e così via.

Tornando comunque al discorso di prima (quant'è bello divagare trallallà), oltre a The quiet place, vi segnalo tre canzoni che mi accompagnano durante la tormentata stesura di questa nuova storia. Take this life e Come clarity, una più incazzata, l'altra più dolce, che appartengono alla produzione recente della band, e, soprattutto, il classico, meraviglioso brano Only for the weak, che è anche, tra tutti quelli che vi ho segnalato qui, il più importante per la mia colonna sonora. Vi spiegherò perché, un giorno. Quando vi spiegherò anche perché il mio personaggio preferito è amichevolmente soprannominato, da me e dalle Socie, Protagonista Coglione ^^' Quella canzone è LA sua.
Non incorporo tutti i video per non rendere questo sconclusionato post ancora più lungo di quel che già è, mi limito a un altro; ma trovate tutti i link qui sotto e, se avete tempo, vi consiglio di dar loro un'occhiata. Hanno stili diversi, ma sono tutti apprezzabili. Un suggerimento: se non sopportate le chitarrone e siete di quelli che quando parlo di metal non s'azzardano a far partire il clip, buttatevi almeno su Come clarity, che vi piacerà lo stesso. ^^

In Flames, The quiet place, Take this life, Come clarity, Only for the weak.

Am I forced to have any regret
I've become the lie, Beautiful and free
In my righteous own mind
I adore and preach the insanity you gave to me
Sell me the infection, it is only for the weak
No need for sympathy, the misery that is me
I've lost the ability to paint the clouds
Cause it's me you're draining
I'm stuck in this slow-motion dark day
Cause everytime you run, I fall.. Behind, I fall behind
And so I hear my voice again
The tale of the bitter man here I am
Shake the silence and hear what it says
The tranquil pride that become the lie
Sell me to infection, it is only for the weak
No need for sympathy, the misery that is me
Sell me to infection, it is only for the weak
On bleeding knees, I accept my fate

(Video che dimostra quanto a certi uomini il tempo che passa giovi. Qui sopra: il cantante Anders Friden in versione insignificante ragazzetto imberbe.)

martedì 26 febbraio 2013

Tired

Io non voglio espatriare. Per quanto mi senta europea, per quanto ami l'inglese, per quanto adori la Scozia, non ci andrei a vivere, ora. La mia cultura è italiana, la mia lingua è l'italiano - come autrice, è l'italiano con cui so giocare, sono italiani i termini che posso sperimentare per cambiare le sfumature, sono i nostri i suoni con cui so lavorare.

Perciò, invece che andarcene noi, invece che svuotare il Paese e lasciare che affondi, con tutto quello che di meraviglioso abbiamo - storia, arte, paesaggi eccetera -, non possiamo esiliare chi ancora lo vota, cazzo?!
Fine dei commenti elettorali. No, non chiedetemi per chi ho votato, non chiedetemi niente.

HAHAHAHAAHAHA @Katie Gilmore I think Ive said this before!

A parte questo, nessuna nuova su nessun fronte, un sacco di "vorrei" che ricadono in mani altrui - io faccio, ma arriva il momento in cui sono altri che devono decidere, dare un cenno, chiamare, muoversi, rispondere, far sapere. A me poi viene spontaneo esprimere quello che provo, per poi pentirmi dopo dieci secondi perché mi sembra di essere stressanterompiscatolesnervanteappiccicosapiagnucolosanervosa. Eccetera. Dunque, oggi umore funereo tendente all'omicida. Stile Jack Torrance, per dire. Dalle stelle del mio splendido week end coccolata dagli amici in quel di Ivrea, ai baratri del lunedì, scombussolata più ancora di quel che già sarebbe normale in questi primi giorni della settimana. Nulla oggi promette miglioramenti in tempi brevi. Domani è un altro giorno. Già. E lo so che le cose belle arriveranno - lo so. Ma non so quando. Ma non so come. Ma non sono tutte certe. E questo è un periodo in cui so di avere tante fortune, eppure mi si chiude la gola, è più forte di me, e odio che sia così, odio essere così stupida. Avrei bisogno di un giorno in cui non pensare affatto, di buone notizie, di cose belle. O di un'altra testa. Capace di concentrarsi su quello che devo, non su quello che "vorrei", o su quello che mi fa paura. Capace di andare avanti senza bisogno di nessuno, e invece mi sento sempre troppo fragile, troppo debole. Senza difese contro i ricordi a tradimento, che in questo periodo emergono fin troppo - cose che non sono mai riuscita a raccontare, anche se ne ho scritto, in qualche modo. Ma forse nemmeno quello è abbastanza. Sono conficcate lì nella carne come spine. A volte sono cicatrici che contempli fiera di essere sopravvissuta. A volte sanguinano ancora.
Attendo.
Con la voglia di pestare i piedi come i bambini. O di seppellirmi a letto con la testa sotto il cuscino e il fazzoletto in mano.
Quanto mi detesto, a volte.

On air:
Three Days Grace, Pain
Alanis Morissette, Mary Jane

lunedì 25 febbraio 2013

Tutta una serie di "What the fuck"

Elenco delle mille e una seccature ricorrenti che io, e non solo io, mi trovo ad affrontare. Potenzialmente allungabile all'infinito. Ma vabbe', cominciamo con poco.
Warning: explicit language, sarcasmo & sguardi di disprezzo pronti all'uso.

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- Il principe, il re, l'imperatore di tutti i WTF per me, come ho già raccontato, è il "che bei capelli" seguito da manacce che afferrano ciocche, ci giocherellano, addirittura tirano, con in più l'opzione "ahah e se te li taglio?" Non è per essere ossessionata: è per mettervi in guardia. Se mi incontrerete, non fatevi ingannare dal fatto che, anche in nero e con corredo di borchie, non faccio paura a nessuno. Toccatemi i capelli senza permesso, se ne avete il coraggio. E se pensate che la mia sia una reazione esagerate, provate a vivere con capelli lunghi fino alla vita per una dozzina d'anni o più. Dovrebbe essere riconosciuta come attenuante.
L'ira funesta, naturalmente, non colpisce le persone a cui io do il permesso di toccarmi i capelli. Di preciso, gli amici, gli amanti, i parenti graditi: loro possono e anzi, mi fa piacere. Sono gli sconosciuti, i vagamente conosciuti/"ti sto ancora inquadrando" e gli antipatici che devono stare attenti, se non vogliono rischiare grosso.
Avvisati.

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- Io sono piuttosto autocritica. Se parliamo poi di aspetto fisico, peggio ancora. Alcune cose di me, però, mi piacciono, lo ammetto: per esempio, l'altezza o il fatto di non aver bisogno di silicone per riempire un reggiseno, vivaladdea. Il WTF arriva quando è impossibile trovare una quinta misura decente in negozio - restano solo i reggiseni modello Mianonna o quelli fosforescenti a pallini. Porca di quella miseria, non mi serve mica per il carnevale! Non parliamo poi del dramma "cerca scarpe della tua misura", cui sono ormai rassegnata: l'acquisto di scarpe o stivali per me segue sempre lo stesso pattern, "fai un giro di ricognizione per individuare i cinque o sei modelli che, in tutto il negozio, hanno il numero giusto, scarta quelli marroni/grigi/blu/coloreaccazzo e dei forse due neri e decenti prendi il meno lontano dai tuoi gusti".
Uffa.

- WTF infinito per le persone cui chiedi indicazioni e te le danno sbagliate. Con convinzione: li prendi davvero per esperti del posto. Avessero l'onestà di dire "forse è di là, ma non ne sono sicuro", una non partirebbe decisa nella direzione sbagliata.
Vi esecro.

- WTF per quelli che mi vedono con le cuffie e mi fermano comunque per scocciarmi con inutili cazzate. Non ce l'ho con chi magari ha bisogno di un aiuto e trova solo me: mi fermo e do una mano volentieri, se posso. Ce l'ho con i venditori di religioni varie, con i "Qual è l'ultimo libro che hai letto?", con i "Che bei capelli" (sì, come sopra). Ho-le-fottute-cuffie. Sto-andando-da-qualche-parte. Perché devi seccarmi? Perché, soprattutto, quando dico "no grazie" tu insisti e mi trattieni anche se ti sto lanciando un'occhiataccia d'avvertimento bordata di ombretto nerogotico e ho la vena sulla fronte che pulsa?
Sdegno.

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- WTF per i maledetti che svoltano a tutta velocità con la macchina nelle viuzze a ridosso del centro pedonale, quelle che percorro sempre. E puntualmente rischiano di stirarmi. No, mi spiace, non posso camminare appiccicata ai muri o lanciarmi da un palazzo all'altro come Spiderman. Sei tu che devi stare attento a non tagliare troppo la curva. Io sono sul mio fottutissimo micro-marciapiede.
Barbari.

E mi fermo, per ora. Ma, come si dice: continua. Oh, sì. Purtroppo continua...

sabato 23 febbraio 2013

The Day After Yesterday

Considerazioni sparse:

- Gli auguri fanno sempre piacere. Anche quelli a valanga su Facebook. Soprattutto perché so bene chi, tra gli "auguranti", non mi ha scritto solo "tanto per". Perciò: grazie, grazie, grazie. A tutti. A chi non mi aspettavo di sentire, a chi mi ha trasmesso affetto, a chi tifa per me; a chi mi ha scritto in privato su Facebook per darmi un regalo inaspettato che mi ha fatto immensamente piacere; alle Socie, che sono sempre somewhere far beyond and high above.

- In cima alla top list dei miei auguri preferiti, due sms: quello di Socia Sam alle 0:02 del 22 febbraio (la più veloce del West! <3 ), particolarmente significativo per un milione di motivi, non ultimo il fatto che, bambolina, ti penso anche se siamo lontane; e quello lungo e splendido che mi è giunto poco prima di mezzogiorno da parte di una persona che nononciteròmatantoleggeesachiè. Splendido perché in poche frasi ha detto tanto, e in modo speciale, che solo noi mezzi matti capiamo, e perché c'è bisogno di amici che ti fanno sentire fortunata, anche se io non trovo mai le parole giuste per spiegarmi. Come se ne avessi bisogno, ora ho un motivo in più per ringraziare quella persona quando la vedrò, a piacere della Dea (alla quale in questo periodo sto domandando parecchio aiuto per tante cose); dovrò escogitare qualcosa di particolare...
Sul podio anche la telefonata di un Messere evidentemente telepatico, perché mi ha chiamato esattamente cinque secondi dopo che avevo chiuso una telefonata con la persona di cui sopra. Nonostante fosse impegnato. Mi ha fatto molto piacere: mercì, monsieur ^^

- Persino Google mi ha regalato un doodle di compleanno apposta per me! *O* Maledette multinazionali, sanno come prenderti al laccio ^^

Il doodle "Happy Birthday Aislinn!" che Google mi ha gentilmente fatto trovare
- Mentre leggete, io sarò in trasferta da amici - ultimo week end di riposo prima di riprendere la strenua lotta con me stessa, il pieno regime delle cose da fare, i tentativi di resistere alla fascia oraria delle Bermuda che mi perseguita, l'exploit per chiudere in pochi giorni la To Write List di febbraio, colpevolmente negletta, e così via. Quindi non so quando potrò monitorare la situazione qui. Vi lascio perciò con un po' di musica - il video che mi ha fatto conoscere i 30STM (*luglioluglioluglio* con il concerto, #Marsiscoming) e uno dei motivi per cui voglio visitare la Finlandia, ovvero gli Amorphis (*aprileaprileaprile* con il disco nuovo). O, più in generale, l'abbondanza di bellezze naturali: laghi, foreste, lungocriniti metallari.
Buon week end a tutti!

On air:
30 Seconds To Mars, From yesterday
Amorphis, Sky is mine

... I listened to my heart beating
The faint rush of my blood
I listened to my heart beating
The echoes from space
Something moving in the emptiness
Something drew me near
Someone told me of my future deeds
Whispered them in my ear
The sky stirred
The lights of space flared
Beneath my feet
The living earth started to breath
The sky is mine
This sword is mine
This fate is mine
This miracle, mine...

venerdì 22 febbraio 2013

29. Più 2.

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Arriva il 22 febbraio e come al solito non so se ignorarlo o strombazzarlo ai quattro venti. La prima opzione mi tenta, ma non voglio prendermi in giro: io sono una che alle date importanti si mette a riflettere. (Non vuol dire molto, perché rifletto - o forse "parto per viaggi mentali" - anche quando le matite cadono. O quando cado io. Il che capita spesso. Be'. Almeno di inciampare. Gli spigoli, i pavimenti, i marciapiedi ce l'hanno con me).
Comunque.
La seconda opzione non fa al caso mio. Non mi entusiasma così tanto, il mio compleanno, da farlo sapere a tutti. Come? Lo sto scrivendo su internet? Ok. Ma mica perché all'umanità gliene debba fregare. Semplicemente perché fa parte della mia vita. E qui siete, se non ve ne siete accorti, a casa mia. E a casa mia oggi si parla di compleanno. Se non vi interessa, passate ad altro, no?
Il succo, in ogni caso, è: 22 febbraio. Tanti auguri a me.

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Quanti anni? Ehm. Appunto, come dice il titolo del post. Ventinovepiùdue. O se preferite ventinoveperlaterzavolta.
Oh my,
Non cominciate col ritornello "ma sei ancora giovanissima", "non conta l'età che si ha, conta quella che ci si sente". Perché il punto è proprio quello: io non mi sento affatto una che ha superato la soglia dei trent*coff coff* una ventinovepiùduenne. A dirla tutta, non so nemmeno che età mi senta. Bof. Dalla voglia di fare, di vivere, di godermi esperienze, di perseguire passioni, di chiacchierare e sbronzarmi con gli amici e *censura*are e fangirleggiare per personaggi immaginari, almeno una decina d'anni in meno. Dalle cicatrici che porto - e quanto mi fa ridere che le persone che me le hanno provocate probabilmente nemmeno se le immaginano - potrebbero essere molte di più. Dalla stanchezza che sento a volte, anche, perché ho la tendenza a preoccuparmi troppo in generale, e a preoccuparmi allo stesso livello per me stessa e per le persone che conosco, e mi arrovello sui miei casini e mi arrovello cercando un modo di aiutare le amiche e mi arrovello sui se e sui chissà e... e alla fine tutta questa preoccupazione mi fa ricadere stremata, ma oh, chi mi conosce sa che deve avere pazienza con me. Di sicuro, quindici anni fa, mi immaginavo che, ventinovepiùduenne, sarei stata "sistemata". Piena di sicurezze, che invece mi mancano del tutto. Non mi immaginavo a dire, fare, essere e pensare tante cose che invece dico, faccio, sono e penso.
Sono felice?...

Happiness is a journey

Diciamo che non mi pento di niente. Non cambierei nulla del mio passato - the mistakes I made along my way / made me who I am today - perché mi ha portato a essere la persona che sono. E la persona che sono non mi dispiace. Oh, certo, ho ventordicimila difetti terrificanti. Ma I'm working on it. E ho l'affetto di amici e amiche che amo, che adoro, che stimo. Se me l'hanno concesso, loro hanno un po' di vocazione al martirio, ma io qualcosina di buono ogni tanto l'azzeccherò pure.
(Lo so, più di così non riesco a compiacermi e farmi *pat pat* da sola. Trasudo autostima da tutti i pori, sì. A volte le persone che mi fanno un complimento non si rendono conto di quanto certe parole mi facciano bene. Anche se non ci credo mai fino in fondo, non ci riesco proprio.) Certo, ci sono cose che dimenticherei volentieri: non cose che ho fatto, cose che ho permesso mi venissero fatte. Ma un caro amico mi ha detto "perdona te stessa". Eh, facile a dirsi. Diciamo che lo aggiungo ai buoni propositi per i prossimi 365 giorni.
Soprattutto, poi, sto continuando a tentare. Sto resistendo. E qualcosa, una briciola per volta, la sto raccogliendo. Ma ho imparato che la felicità è stasi, e la stasi non esiste. La vita è viaggio, e io sono solo a una delle tante tappe. Ma il viaggio me lo sto godendo, e nonostante tutti i casini non sono una di quelle persone piene di rancore e fiele. Il viaggio lo sto amando, anche se a volte mi spaventa. Vedo tutto quello che è successo negli ultimi 365 giorni, e sono ottimista. Il pensiero di cosa potrà essere fra altri 365 mi fa un po' girare la testa. Le poche previsioni che posso azzardare mi danno di che sperare. Con cautela, con prudenza. Perché dietro ogni gioia c'è un prezzo da pagare, o qualcosa che può andar storto, o un "non si sa mai". Ma voglio sperare. (Che qualcuno me lo ricordi, quando sarò piena d'ansia per qualcosa).

E così, venerdì 22 febbraio 2013. Nevica come la notte in cui sono nata (alle cinque e cinquanta di un lunedì mattina).
Accipicchia. Ventinovepiùdue.
Con gli auguri degli amici. Con un week end in trasferta a trovare persone che adoro. Con l'affetto e le cose da fare. Piena di paura ma ancora qui. Piena di ansie, ma anche di cose da aspettare. Pian di "vorrei", di voglia di divertirmi senza impegno, di desideri, di sogni. Decisa a sopravvivere ai miei proverbiali baratri d'umore*. Facendomi un pianterello ogni tanto, per poi rialzare la testa. Spaventata, ma decisa a provare. Per la mia strada. Da sola e facendo di testa mia, perché così dev'essere e ho imparato a furia di mattonate sui denti a non aspettarmi niente e a non dare nulla per scontato. Cercando di credere in me stessa nonostante tutto, perché non sono più capace di credere negli altri come una volta; e allo stesso tempo riscaldandomi con l'affetto di chi mi vuol bene, perché veri, preziosi amici li ho. Godendomi quel che di buono verrà. E quindi, non mi lamento. In fondo, sono fortunata, fortunatissima.
Poteva andarmi molto peggio, a trentun'anni.

Wisdom & truth.
*Ho iniziato il post con molto più ottimismo. L'ho smorzato perché la conclusione l'ho scritta durante uno dei suddetti baratri condito da incazzatura. L'ho detto che passo dalle nuvole agli abissi nel giro di dieci secondi, a seconda di quello che mi succede. Grazie per la pazienza ^^

Playlist per il mio compleanno:
Bon Jovi, It's my life
Three Days Grace, Time that remains, Never too late, Umbreakable heart
Dream Theater, Learning to live
Paramore, Now
30 Seconds To Mars, The kill, A beautiful lie
Fort Atlantic, Let your heart hold fast
Anathema, Lightning song
The Moon and the Nightspirit, The secret path


martedì 19 febbraio 2013

A proposito di punti di vista

Ah, i punti di vista. L'argomento più gettonato, insieme al famoso/famigerato show don't tell, da chiunque parli di scrittura creativa. Ripetete con me: "il punto di vista non deve saltare da una testa all'altra come una pallina da ping pong". Ecco fatto. Ora potete dire di aver imparato a gestirlo...
... forse. Non è mia intenzione proporvi una lezioncina sui diversi tipi di pdv, su come si usano ecc ecc. Altrove è stato fatto già in maniera più che completa e, come ho già scritto qui più volte, io non gestisco un blog per ammaestrare la gente, ma, semplicemente, per 1-capire quello che ho in testa io stessa, e per farlo mi è utile buttarlo sulla pagina virtuale, e 2-condividere quello che penso possa essere di qualche interesse e confrontarmi con voi internauti, perché ho il vizio di amare il dialogo. Che volete, sono fatta così. Perciò, se desiderate fare chiarezza su prima persona, terza persona onnisciente, limitata e così via, fate un salto, per esempio, da Michele che ha scritto articoli puntuali e interessanti in merito (e poi è un ragazzo che adoro, quindi non rompete e leggete il suo blog).
Per quanto mi riguarda, in passato vi ho già raccontato di alcuni pallini personali ed esperienze con l'uso della (mia adorata) terza persona limitata. Ma c'è un sassolino che vorrei togliermi - chiamatelo pure mettere le mani avanti, se vi va. Ed è il seguente.

Come ho scritto su, anche i sassi (persino gli scrittori che non hanno la minima idea di come si gestisce la questione, ahimè) sanno a pappagallo che il punto di vista non si deve cambiare ogni tre righe. Perché se io sono nella testa di Caio, poi salto in quella di Tizio, poi ritorno da Caio con un breve excursus in quella di Sempronio, il lettore si confonde; o, se non si confonde, quanto meno si fa venire il mal di mare. E, aggiungo io, che amo la terza persona limitata e quindi sentirmi nella pelle di un personaggio, fondermi in lui usando il suo linguaggio, il suo stile, sperimentare i suoi pensieri, se si cambia punto di vista con la velocità con cui si skippano le tracce dell'iPod finché si trova la canzone giusta, è molto più difficile che il lettore si possa immergere nella personalità e nelle emozioni dei personaggi; risulta tutto diluito, superficiale.
E quindi che si fa? Ci si appiccica a un protagonista e non ci si schioda da lì? Cheppalle. Per quanto mi riguarda, siccome ho la tendenza a scrivere romanzi con tanti personaggi, è raro che non usi almeno tre punti di vista (discorso diverso i racconti brevi, dove mi limito solitamente a uno solo). E quando si passa da una testa all'altra?
Be', il momento migliore e più chiaro è, com'è ovvio, al cambio di capitolo. Nessun problema, nessuna possibilità di confondersi. Ma c'è anche un'altra via, che io sfrutto sempre: ovvero, mutare punto di vista al cambio di scena, che viene segnalato in genere con una riga bianca. Nulla di strano, non me lo sono inventato io, è una tecnica del tutto legittima.

Il sassolino che vi dicevo più sopra, allora, è questo: ovvero che spesso, nei mesi scorsi, mi è capitato di leggere recensioni - scritte tanto da blogger/aspiranti autori quanto da semplici lettori - dove si critica la gestione del punto di vista "perché cambia tra una scena e l'altra". What the fuck?
Capisco che oggi vada di moda dimostrare di conoscere "la tecnica", ma ragazzi, da quando in qua siamo diventati così talebani che se non si scrivono almeno dieci pagine di fila da un unico punto di vista si sbaglia?
Posto che su tutto quello che riguarda la tecnica si può discutere, posto che ci sono ottimi autori che della tecnica se ne infischiano e scrivono bei romanzi facendo bellamente come pare a loro, io ritengo che certi precetti siano utili (come dicevo più su: gestire il pdv correttamente aumenta la possibilità che il lettore si immerga nel romanzo e si identifichi con i personaggi, empatizzando), ma almeno cerchiamo di conoscerli sul serio. Distorsioni come questa sono frutto di pigrizia e/o di una superficiale conoscenza raffazzonata leggiucchiando termini nei blog, senza prendersi la briga di approfondire. Il che è ok, un lettore ha tutto il diritto di esprimere la propria opinione senza conoscere a menadito ogni manuale di scrittura esistente. Però allora cerchiamo di deciderci e non usiamo termini che non conosciamo.

*nods*

"Ma cambiando punto di vista tra una scena e l'altra ci si confonde". Non è affatto vero, a meno che tu, lettore, stessi pensando alle conigliette di Playboy invece che concentrarti su quello che leggi. Anzi: siccome uno dei miei pallini è cercare di differenziare le "voci" dei personaggi, e spesso i due-tre che scelgo come possibili punti di vista hanno ciascuno un linguaggio e uno stile riconoscibile, preparati, o lettore, perché non è nemmeno detto che, al cambio di scena, io ti piazzi un bel cartello con la scritta "ora passi nella testa di Caio". Te lo faccio capire, userò il nome del personaggio entro due o tre frasi, ma, ohibò, magari non alla prima. Magari ricorrerò a un tic verbale, o a una costruzione particolare, che strida con lo stile della scena precedente. L'equivalente di prendere uno e buttarlo in piscina senza preavviso, lo so. Ma accidenti, vogliamo leggere romanzi o vogliamo solo evitare di faticare? Concedete agli scribacchini di tentare qualche azzardo. Di sfidarvi almeno un poco. Tanto più che una cosa come "cambio pdv tra una scena e l'altra" è un azzardo solo se siete davvero pigri.

Perché dico che sto mettendo le mani avanti? Be', perché siccome questo è il metodo che amo usare io, so già le critiche che mi verranno rivolte. E se sono qui pronta a confrontarmi e rispettare le opinioni di tutti - anche quando non le condivido, nulla vi toglie il diritto di esprimerle -, almeno criticatemi a ragion veduta. Vi avviso: sono una che è capace, per farvi seguire una scena concitata di battaglia, di cambiare punto di vista - segnalandovelo con una fottutissima riga bianca, cazzo! - letteralmente ogni tre righe. Perché in quel momento sta bene così, perché non è una scena di riposo & riflessione, ma una stramaledetta battaglia! E magari sto aumentando il ritmo spezzettando quanto accade in scene sempre più brevi apposta per condurvi a un climax - insomma: lo so quello che sto facendo, è una scelta! Così come sono capace di fanculizzare i congiuntivi se il mio personaggio non li usa perché è ignorante/ubriaco/strafatto o quello che sia, e io devo scrivere nel suo stile. E non vi presenterò un personaggio elencandovi pregi e difetti & vita, morte e miracoli del suo passato, ve lo farò conoscere mostrandovelo in azione. E non vi dirò nemmeno "questo è il buono e questo è il cattivo". Vi lascerò decidere. E magari confonderò le acque apposta, perché nella realtà non andiamo in giro con un'etichetta appiccicata in fronte che riveli il nostro ruolo. Il mio compito non è fornirvi la pappa pronta e rassicurarvi. Il mio compito è scrivere una storia nel modo migliore che conosco, e se riesco farvi raddrizzare la schiena sulla sedia per un brivido di sorpresa.
Che dire, sue me.

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domenica 17 febbraio 2013

Everything

Se c'è una cosa (in realtà ce ne sono tante, ma vabbe') che detesto è avere mal di gola. E, soprattutto, la voce da rana. Perché non posso più cantare - posso, ma mi taglia tutti gli acuti, e per quanto io non sia una cantante di professione e lungidamelapresunzionedi'saper'cantarepercaritàdellaDddea, 1-mi diverto a farlo, 2-quando sono per i fatti miei la musica è sempre accesa e io ci canto perché mi rilassa, mi aiuta a riflettere, mi piace, e 3-non sono una cantante di professione ma sono pur sempre un soprano con una discreta estensione e cantare sopra Anneke o Elisa o chi per loro mi piace, cazzo.
Comunque.
Oggi ho mal di gola. Anche ieri, l'altro ieri e l'altro ieri ancora. Una volta alzata e dopo aver fatto colazione la situazione migliora, il dolore passa, ma la voce mi resta più bassa del mio normale e questo mi secca alla follia, così che se domani mi sveglierò ancora in questo stato, mi sa che passerò dal medico, visto che le pastigliette da farmacia non stanno cambiando la situazione *broncio*. Nel frattempo, me ne resterò rintanata al calduccio e mi strafarò di tè con miele, anche perché non avrei molta scelta comunque, ho faccende inderogabili da sbrigare (e infatti non dovrei nemmeno essere qui a sproloquiare). Ma poi iTunes appena acceso su random (l'ho detto che è la costante qui), mi tira fuori la canzone giusta e io parto per uno dei miei viaggi mentali alla JD.

I can be an asshole of the grandest kind
I can withhold like it's going out of style
I have the bravest heart that you've ever seen
And you've never met anyone who's as positive as I am sometimes
You see everything, you see every part
You see all my light and you love my dark
You dig everything of which I'm ashamed
There's not anything to which you can't relate and you're still here

I blame everyone else, not my own partaking
My passive-aggressiveness can be devastating
I'm the most gorgeous woman that you've ever known
And you've never met anyone
Who is as everything as I am sometimes


You see everything, you see every part
You see all my light and you love my dark
You dig everything of which I'm ashamed
There's not anything to which you can't relate
And you're still here


What I resist, persists, and speaks louder than I know
What I resist, you love, no matter how low or high I go


You see everything, you see every part
You see all my light and you love my dark
You dig everything of which I'm ashamed
There's not anything to which you can't relate
And you're still here

Perché dico che è la canzone giusta? Perché mi sento così. Perché ci sono persone che mi fanno sentire così. Perché ci sono persone che hanno il raro dono di calmarmi, quando parliamo, di trasmettermi calore e fiducia - allo stesso modo in cui ci sono quelle che mi basta intravedere perché il mio corpo inizi a mandare scariche di ansia. Perché in questi giorni mi coccolo le cose belle che a volte gli amici mi dicono, e cerco di conciliare l'immagine di me stessa - ficcateci quasi tutte le cose negative elencate nel testo qui sopra - con le parole che le persone care mi rivolgono - più o meno tutte le altre. Sì, sono troppo troppo buoni, la verità sta probabilmente nelmezzotendentealribasso. Fatto sta che certe cose fanno sorridere, e forse le persone che te le dicono non si rendono conto di come te le ricorderai e ci ripenserai quando ne hai bisogno. Che vorrei ringraziare tutti i giorni, tutto l'anno, quegli amici, ma la vita purtroppo impedisce di vedersi quanto si vorrebbe. E che voglio iniziare la settimana, che si preannuncia piena, con ottimismo. Una volta ogni tanto. If it's meant to be, it will be.

On air:
Alanis Morissette, Everything


P.S. Quando nel video Alanis si fa tagliare i capelli, ogni volta per me è un infarto. Ve l'ho detto di quanto detesto gli estranei che mi afferrano ciocche di capelli (gli estranei. Gli amici possono). Aggiungete che detesto ancora di più i burloni che mi dicono tutti giulivi "e se prendo la forbice e te li taglio?" Eh. Io prendo le cesoie da giardiniere e ti decapito. Thanks.)

sabato 16 febbraio 2013

Don't stop me now


Pinned ImageÈ l'unico modo di vivere: mettersi in gioco. Provare. Lottare.
Io tendo a subire moltissimo imprevedibili cambi d'umore - schizzo alle stelle e due secondi dopo precipito nell'ansia: basta un minimo evento, una parola. Quando si tratta di cose cui tengo, ovviamente - non sono ancora così schizofrenica da prendermela per le minchiate*. Dovrei imparare a stare un pochino più calma nel bene e a gestire meglio i momenti di ribasso.
Sono migliorata, un pochino, dal punto di vista dell'oddeacosaaccadràvogliosaperetuttosubito! Rispetto all'ansia paralizzante di qualche anno fa, oggi arriva anche il momento in cui dico 'fanculo sarà quel che sarà. E razionalmente mi rendo conto che spesso mi creo gigantesche costruzioni mentali da sola, castelli in aria - o più che altro fortezze oscure - che non hanno ragione d'essere. Poi l'ansia c'è lo stesso, ma, insomma... I'm working on it.
Soprattutto, ho imparato che da una semplice azione, a valanga, ne possono derivare altre cinque, dieci, mille. Che continuando a muoversi, prima o poi le cose capitano. Con pazienza. Al momento giusto. Sopra-soprattutto, le cose capitano quando meno te lo aspetti.
Perciò, "se ora è così, in futuro chissà", mi è stato detto di recente. Ed è vero. Mi piace che sia così? Be', è una promessa di belle possibilità, e una minaccia di incertezza - e io odio l'incertezza. Ma ho deciso di prendere in considerazione solo l'aspetto migliore. E sperare.
E continuare a seminare. Nella mia vita tante cose sono cambiate. Se analizzo certi periodi del mio passato, mi sembra di essere rimasta immobile, come impantanata, per tanto, tanto tempo: nonostante continuassi a inseguire i miei obiettivi, i risultati non arrivavano. Ma ora so che era tutta preparazione. Ora so che erano lenti passi necessari (per esempio: avessi previsto che da un semplice messaggio su Anobii sarebbe derivato quell'aspetto meraviglioso della mia vita che è rappresentato dalle Ineffabili Socie!) E ora so che i momenti difficili precedono le vittorie. Che le vittorie richiedono sacrificio. Che sacrificarsi è un tributo al futuro.
Ci sono cose che non dipendono da me. Che non avevo previsto e mi fanno star bene, ma che mi costringono ad aspettare. Però cerco di prenderla con pazienza. Vado avanti per la mia strada. E aspetto di vedere quando potrò rivivere i... bonus, mi è stato detto. Consapevole che anche se niente è perfetto e niente è proprio esattamente come vorrei, sono comunque fortunata. Affamata, e fortunata. Perché gli amici che ho valgono più di un tesoro. E quando conosco persone che con una telefonata riescono a farti tornare il sorriso, di cosa potrei lamentarmi?
Mettiamo da parte i pensieri, per questo fine settimana, e lavoriamo per costruire. Avevo progetti per il week end, ma diverse circostante - impegni imprevisti che, terminato questo post, mi rapiranno, e una salute non proprio al top (mal di gola e voce da rana e io odio non poter cantare, odio essere menomata in questo indispensabile sfogo) - mi hanno fatto rimandare tutto di sette giorni.
La settimana prossima... vedremo cosa porterà. E così quella dopo. E quella dopo.


Anche se mi chiedo se pure per gli altri sia così. E a volte c'è bisogno delle parole e delle voci giuste. E chiedersi "chissà se" non è facile. Trattenersi non è facile.
Ma la Dea sa e ha i suoi tempi, e dopo tutto quello che ho visto accadere negli ultimi due anni, non posso che avere fiducia in Lei. Nonostante la paura che la magia si esaurisca. Nonostante la voce che mi ripete "tu sei solo tu, cosa pensi di meritare? Non farti illusioni." Nonostante il bisogno fisico che avrei, ora, di rassicurazioni, di sapere che tutto andrà bene e che i prossimi mesi manterranno quello che potenzialmente promettono, in tutti i campi - perché sì, ho tanti semi gettati che attendo di veder germogliare e scruto ansiosamente il cielo sperando di non vedere nubi scure a minacciare il raccolto. Nonostante gli incubi notturni (stanotte particolarmente espliciti). Nonostante tutto... Ho fiducia in Lei.

On air:
Blutengel, Down on my knees

*"Why, yes! I say 'fuck' a lot more than a girl should" (cit.)

giovedì 14 febbraio 2013

Sono impegnata e non ho tempo né modo di organizzare post come si deve, vi avevo avvisato. Ma fidatevi, tornerò... Questa settimana è un po' così. La prossima... di sicuro avrò più tempo. Pure troppo mi sa, in un certo senso. Vabbe'. Magari così mi arriverà in tempo per i miei diabolici piani il regalino di compleanno che mi sono auto-fatta (ops! Già, il compleanno. *coff coff* anni. Al momento, il concetto mi deprime alquanto -___- e la voglia mia è ignorare il giorno e sparire dalla faccia della terra per tutte quelle ventiquattr'ore. Poi di sicuro cambierò idea, sì... Ma mi sto un po' stufando di salire e scendere su queste montagne russe umorali. Bah. Concentrati. Concentrati. Concentrati.)
Sì.
Però stasera si esce ^^ Altri piani diabolici per la conquista del mondo insieme a Socia Ale. O per l'annichilimento neuronale.
Have a nice day!

On air:
Adam Gontier (nella mia top five Voci Spettacolari Nonché Sexy Da Morire), Wicked game


mercoledì 13 febbraio 2013

Videoclip: Soundgarden - Black Hole Sun

Qualcuno di voi forse ricorderà il lontano periodo in cui, su Tele Monte Carlo (esisteva, già) e sue derivate, a tarda notte era possibile cogliere video metal. Sì: questo misterioso elemento, snobbato ovunque su qualunque tv o radio italiana, salvo rare eccezioni, un tempo era avvistabile, grazie prima a dj Mixo (che fine hai fatto, tu con la tua chioma rosso fuoco? Mi eri simpatico, anche se mettevi i Blind Guardian senza capire un tubo di Mirror Mirror e a cosa si riferisse) e poi a un semplice contenitore. I miei ricordi sono vaghi - il mio cervello è geneticamente programmato per rimuovere larghe fette del mio passato pre-vent'anni -, ma rammento la frustrazione per il fatto che, su ventordici milioni di video metal possibili, in tv passassero sempre i soliti dieci (Paranoid dei Black Sabbath, Make believe degli Angra, Black Diamond degli Stratovarius... sì, si usciva dal grunge e si era in piena ondata power. Anzi, paua). Estasi e incredulità quando ne capitava uno nuovo. O quando Mixo organizzò lo specialone sui Kiss, per l'uscita di Psycho Circus (reunion mascherata, il video del singolo passò ADDIRITTURA su Italia Uno, se non ricordo male. Nel '99 fu il mio primo concerto "grande", cioè in un'arena milanese - il primo in assoluto fu Blind Guardian, Nightfall in Middle Earth Tour, novembre 1998. Conservo ancora in una scatola gli occhialini 3d dello show dei Kiss...
... Ma *ah-ehm* sto divagando. Tutta la premesse che è sbrodolata qui sopra si deve al fatto che oggi voglio ricordarvi uno dei pochissimi videoclip che era possibile pescare in tv. Nel grunge, al di là dei "soliti" Nirvana esistevano altre band, tra cui i Soundgarden. Che con questo inquietantissimo video, Black Hole Sun, devono aver traumatizzato la me stessa adolescente. O forse no, era già abbastanza traumatizzata per impressionarmi più di tanto. Comunque, eccovelo: bella canzone, ipnotica, video geniale seppur inquietante (mi ricorda i quartierini coloratissimi dell'alienante borghesia burtoniana alla Edward Mani di Forbice, se devo lasciarmi andare alle associazioni mentali). Enjoy!
E, per curiosità, leggete cosa il cantante Chris Cornell dice in merito.

lunedì 11 febbraio 2013

(Feel) alive

E si inizia una nuova settimana...


... Questo è il tipico post assolutamente inutile. Lo so, lo so. Scritto solo per far sapere al mondo che sono viva. Ma, d'altronde, un blog è un fottuto diario, ergo posso anche occuparlo solo con stati d'animo e canzoni, pensieri sparsi e sensazioni.
Anche perché ho talmente tante cose cui pensare, che al momento faccio fatica a concentrarmi sui (lunghi) post che ho in programma. Ma arriveranno. Fidatevi.
Per ora accontentatevi di sapere che sono in fermento. Che non sto mai ferma nemmeno quando sto ferma. Che ho ricominciato a dormire con la musica accesa, porcaputtanamiseria. Che fuori nevica e vedo i fiocchi turbinare dalla finestra accanto allo scrittoio.


Che ho un sacco di energia, ma devo incanalarla nelle attività giuste. Che questa settimana sarà parecchio piena, ma almeno ne passerò gran parte anche alcuni amici che sono felicissima di rivedere! Che ho finito di guardare (per la seconda volta) tutte le nove stagioni di Scrubs, e sì, lo so, devo scriverci un post da mezza vita, più o meno. E nel frattempo mi son presa bene con Doctor Who. E sto rispolverando nei miei armadi un sacco di cose carine che non mettevo più da una vita ;-) E cerco di non pensare alle cose brutte - alla libbra di carne che sto per strapparmi -, perché è tutto un do ut des, perché comunque sono passi avanti, perché cavoli, la farò andar bene, e perché ho anche cose che mi distraggono. Oh, in quanto a distrazione, sono fornitissima.
E attendo, ma a questa frase siete abituati, no?

On air:
Anneke Van Giersbergen, Feel alive

sabato 9 febbraio 2013

Muffin per colazione

Anche se ultimamente ho molto limitato la mia produzione di dolci - adoro prepararli, mi rilassa -, questa settimana e la prossima ho in programma di sperimentare qualcosina, visto che ho avuto e avrò ospiti. Chi mi seguiva anche nell'altro blog sa che, tra tutte, preferisco le ricette per biscotti, non solo perché ho un debole per questo tipo di pasticceria, ma anche perché mi diverto un sacco a prepararli, tagliare le forme, decorarli. Questa settimana però ho sperimentato per la prima volta i muffin, grazie a questa ricetta di Giallo Zafferano. anche perché volevo offrire una buona colazione a un'amica che è venuta ospite da me (considerata la serata-Ghostbusters che ne è venuta fuori, avrei dovuto preparare i plumcake, ma saperlo prima!...) Risultati? Eccoli:


Sopra li vedete prima della cottura, e sotto appena tolti dal forno:


Rispetto alle indicazioni che trovate nel link, io ho sostituito la scorza di limone con qualche goccia di essenza di arancia e di vaniglia (non vi dico che profumo...); inoltre, ho scelto di provare a realizzare muffin in stile "stracciatella", come quelli che vedo a volte nelle stazioni a Milano, e quindi ho aggiunto all'impasto gocce di cioccolato fondente e scaglie di cioccolato bianco, e sopra un po' di zucchero in granella.
Settimana prossima? Ritenterò per consolidare il risultato, e magari proverò anche un mio vecchio pallino per la colazione: i pancake, in versione light, quindi senza olio di frittura. Anche i muffin voglio provarli in questa versione light.

venerdì 8 febbraio 2013

Boomstick Award

Ho ennemila post in coda, ma questa settimana è stata terremotata. Mentre mi riprendo, e ancora non so in che stato - quantomeno... stropicciata da una sequenza di alti e bassi, lacerazioni nell'anima e momenti fuck yeah!, sanguinose ferite e piani diabolici & piacevoli per il futuro -, prometto di riprendere con gli articoli, ma so che ci vorrà un po' prima che abbia di nuovo la testa per ritornare alla routine dei quattro-cinque settimanali. Almeno, però, devo ringraziare Socia Vale per un premio ambitissimo, che bramavo da tempo: il Boomstick Award inventato da Germano "Hell", autore anche del superfigherrimo banner:


Valentina mi ha premiato con una bella motivazione (per la dolcezza e il garbo con cui parla delle cose che le interessano, che siano musica, scrittura e cucina), anche se individua perfettamente quello che io vorrei di tanto in tanto fanculizzare, ovvero la dolcezza e il garbo: le volte che insulterei gente e sbranerei stronzi, e non lo faccio per rimanere sull'"educato, al massimo ironico"... Anyway, ora posso esporre orgogliosa il banner e premiare anch'io i miei sette blog.

Germano, appunto: perché adoro le sue recensioni di Walking Dead. Perché il banner con Ash è qualcosa di bello bello in modo assurdo (cit.) Perché solo pensare al suo articolo sulle bambole maledette mi fa venire i brividi. E perché mi ha tenuto per il gomito quand'ero brilla, cioè... Siamo fratelli di birra XD
Socia Sam: perché lei ha il permesso di bullarmi, ma io ho il permesso di fare la SMI. Perché mi ha donato la possibilità di scrivere alcune storie che - lo vedrete - sono specialissime per me. Perché adoro tutto quello che scrive sul blog, e sarà meglio che non s'azzardi a smettere! Perché sa quello che sto passando e nonostante tutto mi sostiene.
Socia Vale: perché tutto quello che fa, lo fa alla grande. Punto.
Space of Entropy di Marina: perché "così si lavora all'assessorato" e perché "chissà l'amministratore che incazzatura" e "tutto ciò che tu fa è male" e "che c'entra il plumcake"... (e se non riconoscete le citazioni siete squalificati). Scherzi a parte: perché è un'altra che dovrebbe scrivere più post. E perché anche lei sa.
(E se rompete i coglioni perché si tratta anche di amici, oltre che di blogger, la risposta è solo: 'fanculo. Alla faccia di garbo e dolcezza).
Francesco Barbi: blog scoperto da poco, ma merita. Non ci sono molti autori italiani di cui salvi il blog. Fateci un salto.
Michele Greco: parla di scrittura. Di musica. Di temi importanti. E ha dei sogni. Non manco mai di leggerlo.
Lady Marica: perché adoro il suo stile. A volte invidio i suoi post, e anche questo non capita spesso.


Le regole del premio, per chi si accoda, dal blog di Germano:

Regola n. 1: i premiati sono 7. Non uno di più, non uno di meno. Non sono previste menzioni d’onore
Regola n. 2: i post con cui viene presentato il premio non devono contenere giustificazioni di sorta da parte del premiante riservate agli esclusi a mo’ di consolazione
Regola n. 3: i premi vanno motivati. Non occorre una tesi di laurea. È sufficiente addurre un pretesto
Occhio alle penalità!

UPDATE: mi ha premiato anche Socia Sam ^^

martedì 5 febbraio 2013

Cover a confronto: Black Sabbath Medley - Candlemass

Per l'appuntamento *ascadenzairregolarediciamovagamentemensilepiùomeno* con le cover messe a confronto degli originali, torno a parlarvi di Black Sabbath, come già qualche tempo fa; stavolta, però, non vi propongo una cover, ma un brano piuttosto particolare, una vera chicca: il medley inciso dagli svedesi Candlemass, omaggio a svariate canzoni dei Sabs. Adoro questo pezzo perché è costruito benissimo, un ottimo mosaico degli originali; e, inoltre, ho un debole per i Candlemass era Messiah Marcolin, che sono onorata di aver visto live in Italia, ai tempi della (breve) reunion della band. Amo la vociona di Messiah, una delle più "doom" che sia possibile trovare; di sicuro, dà tutta un'altra impronta ai brani dei Black Sabbath.
Non vi linkerò tutte le canzoni che trovate frullate in questo brano; divertitevi a riconoscerle! Su Youtube potete ripescarle facilmente (dopo aver consultato, se ne avete bisogno, la "soluzione").

lunedì 4 febbraio 2013

Soundtrack to my enlightenment

Illuminazioni.
Così, al plurale. Quando un frammento di storia va al posto giusto e s'incastra nella trama con un bel "click". Quando un dettaglio nuovo arriva, per una storia ancora lontana nel futuro, ma in formazione - nascosta oltre una nebulosa di "mah, chissà", una nebbia che si dirada pian piano.
Insomma, non l'Illuminazione con la i maiuscola, ma tanti piccoli momenti eureka!, quelli che rappresentano una delle parti più belle della scrittura, i metaforici cioccolatini per l'anima dello scribacchino.

L'altra mattina.
Venerdì, di preciso. Freddo malnato. Vagolavo per la città in orario barbaro, in cerca di caffè e qualcosa di dolce per ritrovare connessione con la vita, l'universo e tutto quanto. Faccio partire l'iPod, un disco che non ascoltavo da una vita.
Sbam.
Illuminazione. Per il titolo del pezzo (It's only them) e per l'atmosfera, non per il testo che non c'entra un tubo con la storia. Ma. Illuminazione. Per la storia "4". Che chiamo così solo perché non ho la minima idea di quale titolo avrà. E fino all'altro giorno, non avevo nemmeno idea di quale fosse l'argomento. Insomma, avevo solo tre/quattro personaggi e qualche vaghissima connessione a legarli.
Fino all'altro giorno, appunto.
Ora, mancano cosucce come scaletta, sequenza degli eventi, e tutto quello che sta tra il possibile inizio e il possibile finale - insomma, poca roba - ma so di che si parla.
Mghuahuahuah.


E allora direte: il titolo del post si riferisce alla canzone che vi ho linkato? Che ha fatto da colonna sonora, appunto, a questo momento di illuminazione?
Ma naturalmente no.
La frase (distorsione di Sountrack to your escape degli In Flames, che pure come titolo sarebbe adatto, in un certo senso, se ci pensate) si riferisce a un altro brano, che mi parte in automatico ogni volta che sento il brivido di queste illuminazioni. Ogni volta che mi fermo con un sorrisone e il cervello momentaneamente stordito dallo shock positivo di queste rivelazioni. Ovvero Alarm call di Bjork. Per una parte del testo, di sicuro. Ok, da quando conosco Scrubs mi parte anche il *pappapapaaa" che sente JD quando si parla di friends with benefits, ma la canzone è di sicuro quella.

...I'm no fucking buddhist 
But this is enlightenment 

The less room you give me 
The more space I've got...

sabato 2 febbraio 2013

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK?!! - dieci

Buongiorno a tutti! Rieccomi al reparto Stranezze Miste, per un nuovo viaggio attraverso i misteri della psiche. Ovvero, le chiavi di ricerca più maldestre di gennaio. Occhio: quando si parla di Hobbit c'è anche qualche spoiler, vi avviso prima!

Si va da chi cerca informazioni su body world mostra di corpi umani di van hengel (no, si chiama Von Hagens) a chi ha problemi di autostima: non essere scambiati. Qualcuno dichiara (saggiamente) non posso parlare con i bastardi. Filosofico il cosa cerchi? Mentre altri hanno dubbi sull'etichetta da mantenere in certe delicate situazioni di interazione sociale... happy birthday si risp thank you. ridere nei momenti meno opportuni: è un bel problema. frasi per una crew senza paura: eh? E una misteriosa per lei n l ho trovata. Cosa? Mi resterà il dubbio. Forse la maniera di digitare gli apostrofi? cosa vuol dire mi mettono di buon unore: ah, non lo so neanch'io. posto di lavoro ideale water: una volta si sognava di fare i collaudatori di materassi, ma a ognuno il suo...


Il simpaticone qui sopra (da Legion) mi è venuto in mente grazie alla chiave gelataio antico. Avrebbe potuto ispirare immagini quasi poetiche, magari in stile inizio Novecento... Ma qui siete nel mio blog e a me fa venire in mente un gelataio horror. Non rompete.
E continuiamo col reparto macabro. acquisto ali demone: fico, le voglio anch'io! i teschi di tutti i colori: a Novara li abbiamo fuxia.

Categoria: hobbit & dintorni. Un sacco di ricerche in merito: tra le tante, qualcuno si chiede avete letto lo hobbit? un viaggio inaspettato  Con questa formulazione. Spiegategli che il sottotitolo l'ha scelto Jackson perché una triloGGGia come si deve ne ha bisogno. E, soprattutto: qualcuno spieghi a me a chi è rivolta la domanda. Io sì, l'ho letto. Lo Hobbit e basta, senza sottotitoli.
Attenzione SPOILER! kili e fili moriranno. Eh. Fatevene una ragione. Sono già in lutto. Quel... simpaticone di Tolkien m'ha fatto fuori tutti i personaggi che mi piacevano, nello Hobbit!
aidan turner ragazzo semplice (sì. Semplice quintessenza di gnoKKo). C'è poi gente preoccupata già dalla sussurrata (e forse smentita, per fortuna) love story tra Kili e l'elfa Tauriel inventata da Jackson per i prossimi capitoli: kili tauriel love. Una fangirl vuole aidan turner non imbruttito per fare il nano. A parte che è gnoKKo pure da nano, 'sto cazzo che è "imbruttito", ma ragazza cara, lo cerchi con una frase così? *sospiro*

Yes, I'm sexy and I know it. Get over it.
E già che siamo in tema di gnoKKi: elijah wood e jared leto (perché questa accoppiata? Per gli occhi azzurri? Sono curiosa), tuomas holopainen altezza (mi verrebbe da rispondere machemmefrega se è alto o basso, ma vabbe'). E, continuando a parlare di film e serie tv, un sacco di ricerche, as usual, per How I Met Your Mother e Big Bang Theory, ma non particolarmente divertenti; c'è poi una virus t the walking dead, e sinceramente non ricordo, ha un nome il virus che causa gli zombie della soap... ehm, della serie? E infine, non una chiave buffa, ma una semplice scusa per mettere un'immagine di una delle mie "creature" preferite dai film di Hellboy, visivamente splendida: hellboy 2 morte.


Curiosa, oserei dire cameratesca, la formulazione di questa: ci piace il kobo glo? Mah, a me sì, se la risposta interessa. Ma ve ne parlerò meglio in un post a parte.
Per fortuna ogni tanto arriva anche qualcuno con ricerche mirate. Su dischi, film, scrittura... insomma, esistono anche le chiavi di ricerca che non gridano vendetta e non fanno sbellicare. Anche se qui è più divertente concentrarsi su quelle, no? Grazie comunque ai miei affezionati stalker (qualche volta però impegnatevi sullo spelling, eh... Ignoto cercatore di aslinn racconto del pupzzo di neve, spero che la storia ti sia piaciuta almeno ^^). Mi spiace per chi cerca esempi di bella grafia, qui, com'è ormai noto, non ne troverà. Qualcuno poi desidera un programma self editing di scrittura: ohibò, non un programma per la scrittura, ma uno che faccia editing da solo?
Mi è piaciuta questa: follia tanti colori.


Tutti bravi ragazzi, a dicembre, nella speranza di intortare Babbo Natale; a gennaio, ripresa delle chiavi pornosessuose. Preferisco riderci sopra, perché altrimenti è desolante (rimando a questo post di Lucia), e il commento migliore lo lascio al dottor Cox (immagine dalla bella pagina Facebook Le migliori frasi di Scrubs). Tra tutte, torna l'evergreen voglia di cazzo. Basta avere le idee chiare. Vale anche per chi vuole piccoli cazziporno. De gustibus. Più maliziosa e meno esplicita frasi a doppio senso per lei. Qualcuno cerca modi "simpatici" di tentare l'appoccio? Mah. fucking th carpe diem! spermatozoo questa è la mia prima foto: battutona... Inquietante pecora divertente sdraiata. Ma forse sono solo io che penso male.
Infine, c'è chi vuole una copertina facebook omosexy. Eh, quando la trovi passa.

venerdì 1 febbraio 2013

To Write List di febbraio

Dunque, dunque, dunque.
Rimando a domani il post dedicato alle chiavi di ricerca, che slitta d'ora in poi al giorno 2 per lasciare il posto, al primo, alla dichiarazione programmatica di scrittura del mese seguente.
Devo dire che l'esperimento To Write List (ispirato da Socia Sam e Gianluca Santini) ha dato i suoi risultati. Partita addirittura accumulando un po' di vantaggio, ho avuto uno stop, sono finita in ritardo, e negli ultimi giorni ho recuperato. Perché mi seccava tremendamente il pensiero di annunciare: "non ce l'ho fatta". Quindi, ieri ho corso contro il tempo e ho chiuso a 30159 parole.Go me! Anche se ho poco da gongolare. Avrei potuto fare di più. Me distratta! Me disgraziata! Devo rimettermi in carreggiata per tante cose. Diciamo che i miei propositi per il 2013 iniziano oggi? ^^'

Comunque, mission completed. Certo, le scene sono orripilanti. Andranno sistemate. Sono zeppe di ripetizioni e difetti. Ma sono scritte. E si possono aggiustare.
Ergo, replay. Nuovo mese, nuova twl. Più leggera, stavolta, dato che febbraio (il mio adorato febbraio - è un mese cui sono affezionata, perché è quello della mia nascita e perché è speciale, così corto da essere l'outsider tra tutti gli altri mesi ^^ Molto adatto) di giorni ne ha solo 28. E perché so che, tra una cosa è l'altra, è facile che almeno una settimana di tempo la perda. Ergo, questo mese dichiaro: obiettivo ventimila. Ripartite tra quelle di un racconto che devo concludere entro metà mese - e che ora è solo su notes, ergo necessiterà del suo tempo anche per revisione e così via - e il progetto M che continua.
Fight!
Discipline    So stop losing your time and WRITE!