venerdì 6 aprile 2012

Il pupazzo di neve [racconto]



Com'è nata la storia

Ho scritto questo breve racconto nell'estate 2010, quando ho saputo dell'iniziativa di Paolo Franchini per un'antologia benefica, 365 storie cattive, il cui ricavato sarebbe andato a favore della A.I.S.E.A. onlus. Tutte le notizie sul progetto, sugli autori che hanno donato un racconto e su come aiutare l'associazione sono su http://365web.wordpress.com/
In realtà, però, Il pupazzo di neve nasce l'inverno precedente, durante viaggi in auto quotidiani sullo sfondo di Novara innevata. Guardando i bambini che andavano a scuola, la neve che si accumulava lungo i bordi dei marciapiedi, nei cortili, vicino ai cassonetti, l'idea che è alla base della storia mi è venuta in mente nella classica forma e se?... Il racconto ha poi atteso, nel "cassetto" delle "storie future", fino al momento in cui non c'è stata l'occasione giusta di scriverlo.
E l'occasione è stata quella fornita da Paolo Franchini: un racconto breve, di non più di 365 parole, e che fosse "cattivo", crudele. Mi serviva un'immagine forte che potesse adattarsi a questi limiti così contenuti: spero di essere riuscita nell'intento. La storiasi trova già on line nell'anteprima pdf scaricabile dal sito dove potete acquistare l'antologia: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=545268 e anche http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=544757. Basta cliccare su "inizia a leggere" per avere un assaggio del libro.
Quindi, eccovi Il pupazzo di neve, racconto che non ha nulla di fantasy o fantastico, questa volta. Purtroppo.

Il pupazzo di neve

Lo prendevano in giro perché preferiva giocare con amici immaginari. Non gli importava che lo chiamassero strambo o scemo.
Gli piaceva la luce grigia dei pomeriggi invernali come quello: aveva nevicato e il cortile che i palazzi del quartiere Giallo condividevano era immacolato. Sembrava magico.
Era uscito dopo pranzo per preparare un pupazzo di neve. Lo voleva alto quanto lui, poi gli avrebbe dato sciarpa e cuffia, quelli vecchi trovati in fondo al cassetto. Lavorava vicino ai cassonetti del condominio G, perché lì gli altri non venivano quasi mai: ci abitava la matta che incontrava tanti uomini e a volte la notte gridava. Gli sarebbe piaciuto giocare nei campi oltre la strada, ma la mamma non voleva.
Si era tolto i guanti e aveva le mani gelate. Il fiato formava nuvolette bianche come quelle dei fumetti di Topolino. Dopo un po' aveva sentito le voci degli altri ragazzi, che giocavano a palle di neve. Ogni tanto qualcuno scappava piangendo perché lo avevano preso di mira.
Non si voltò, aveva già completato il corpo e doveva solo formare la testa. Affondò le mani in un mucchio ancora inesplorato vicino ad alcuni scatoloni di cartone in attesa del ritiro.
Sentì qualcosa sotto le dita, nonostante fossero intirizzite. Pensò a spazzatura caduta dai sacchi, ma, anche se rigido, non sembrava vetro o plastica. A fatica, tirò fuori quello che aveva trovato, scavando nella neve tagliente.

«Che fai, Strambo? Cos'hai lì?»
«I tuoi amici immaginari non ti hanno aiutato a finire il pupazzo?»
Lui li ignorò finché non furono così vicini da coprirlo con le loro ombre. «Ho un amico vero, adesso. Era nella neve. È mio.»
Uno di loro lo prese per la spalla e lo fece girare. Ma saltò indietro con un verso inorridito.
«Oddio, che è?» domandò Nico.
«Era vicino ai cartoni. È mio.»
E riprese a cullare tra le braccia il bimbo nudo, così piccolo e leggero, stringendolo in un lembo del giaccone per scaldarlo. Aveva la testa grande, la pelle grigia, bluastra qua e là, gli occhi chiusi, la bocca semiaperta. Dormiva, ma quando fosse riuscito a scaldarlo si sarebbe svegliato, e allora gli avrebbe dato da mangiare e avrebbe giocato con lui, sempre.

Alcuni commenti: http://aislinn.ilcannocchiale.it/2010/11/16/il_pupazzo_di_neve_commenti_da.html
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10 commenti:

  1. Davvero cattivissimo! Intento riuscito in pieno, secondo me. Complimenti, scrivi benissimo. Questo me lo ricorderò a lungo... ^_-

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    1. Ti ringrazio! *___* Il racconto sarà cattivissimo, ma tu sei troppo buono!... ^___^ Ogni tanto mi piace cimentarmi con qualche storia brevissima.

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  2. Figo! I finali del genere, quando ben descritti, riescono sempre nel loro intento. Complimenti, mi sono sempre piaciuti i racconti brevi o brevissimi ma concentrati.

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    1. Ti ringrazio molto per il tuo commento! Sono contenta di essere riuscita a trasmettere quello che volevo.

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  3. Se a te va bene, posso copiare e incollare il racconto facendo una presentazione all'autrice e link verso questo sito?

    Nel mio blog solitamente metto la licenza CC.

    potrebbe interessarti?

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    1. Ciao! Grazie della proposta. Se per te è lo stesso, preferirei inserissi nel tuo sito solo un estratto (l'incipit, o qualche riga che ti piace) rimandando a questa pagina per leggere il resto, oltre alla presentazione e al link del mio blog. Potrebbe andarti bene?

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    2. Ok! Se mi mandi una tua mail ti invio l'anteprima appena mi metto a scrivere ok?

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    3. Ti ho scritto tramite il modulo di contatto sul tuo sito ^^

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  4. Accidenti, bello forte! Mi è piaciuto ;)

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